L’indecisione lottava snervante contro la consapevolezza.

Era convinto che così non si potesse più andare avanti, eppure ancora una volta non riusciva a compiere quell’ultimo passo.

Ultimi dannati centimetri, impossibili da colmare quando la paura ti blocca.

Sarebbe bastato veramente poco quella volta, eppure le ultime parole di lei lo avevano inchiodato, paralizzato.

Confuso, ecco cosa era adesso.

Poco prima nella sua testa era tutto chiaro, preciso, giusto. Sapeva benissimo cosa avrebbe dovuto fare, quale la decisione migliore da prendere. Per se stesso. Per tutti e due forse...Per una relazione che comunque non aveva futuro, non poteva averlo.

Punto, a capo, e fine del discorso!

Aveva provato a vagliare diverse ipotesi, ad immaginare improbabili scenari. Ma la parola fine era sembrata la sola e unica soluzione possibile.

Eppure  adesso non ne era poi più convinto come prima,  o almeno, la sua presa di posizione  lottava adesso prepotentemente contro un dubbio che sentiva crescere in lui.

Erano stati ore seduti in macchina a parlare, ad urlarsi contro le proprie ragioni, a vomitarsi addosso le colpe di cui, sempre l’altro, avrebbe dovuto farsi carico.

Per quella storia che non era mai risucita a decollare...

Ore di rabbia, rancore, tra i fumi delle decine di sigarette fumate e il nervoso di mani che sbattevano sul cruscotto, che cercavano risposte  perse tra i capelli, nelle pieghe dei vestiti, stando sempre ben attente ad eludere l’altro...Non  per una  carezza, neanche per uno schiaffo...

E gli occhi, anche loro sfuggenti, guardinghi, paurosi di cadere dentro quelli dell’altro per timore di dover accettare una realtà diversa da quella che le parole provavano a delineare.

Ore di litigio, l’ennesimo, quello   che per  lui doveva essere l’ultimo.

Aveva anche pensato di non darle nessuna spiegazione quella volta, prendere e sparire del tutto proprio per evitare di dover tornare ancora una volta sui soliti discorsi, sui soliti rimpianti..

Sarebbe stato più facile forse, sicuramente più vigliacco.  E certo non si sarebbe trovato in quella posizione scomoda, spalle al muro, nella quale adesso era.

In bilico, ad un semplice interminabile passo dalla liberazione o  dalla condanna di futuri rimorsi per non averci provato ancora.

“Guardami negli occhi Luca! e dimmi che è veramente tutto finito....”

Aveva tentennato, preso tempo, stretto i denti e acceso l’ennesima sigaretta.

Lei gli tolse gli occhiali da sole.

“guardami negli occhi, adesso, e giurami che non vorrai rivedermi mai più...”

Si era voltato verso di lei, si immerse nel mare profondo dei suoi occhi  cristallini.

E non sapeva più cosa dire....

Manuel Chiacchiararelli
Manuel Chiacchiararelli

Nato a Roma, nel lontano 1975. Da allora sempre in movimento, prima in Italia, poi in Europa.
Fermarsi e ripartire, rimettersi in gioco, fare esperienze sempre e comunque
E la scrittura, unico punto fermo nella mia vita burrascosa, mi aiuta a catturare i ricordi…
A fine 2011 finalmente ho coronato il mio sogno ed ho pubblicato il mio primo romanzo “Lo Sguardo dei Faggi” edito da Aracne Editrice .

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4 Commenti

  1. Manuel in questo racconto mi sono ritrovata a pensare alle volte in cui sono stata io con le spalle al muro e alle altre in cui ero io che chiedevo verità. Posizioni scomode entrambe. Quale sia la scelta giusta quando si arriva al bivio di una storia? Riguardando indietro mi piace "giustificare" certi cambiamenti ritardati con la frase "non era il momento, ogni cosa a suo tempo". Però in fondo dentro me so bene che quello che portava a riprovarci spesso era la paura di rimanere soli, il non riuscire ad ammettere che troppi piedi erano stati messi in fallo.
    Gli addii sono difficili e altrettanto certi cambiamenti

    • ciao Mariella
      beh si, a volte ciò che ci tiene legati a storie e persone che già dovrebbero fare solo parte del nostro passato è solo la paura di restare soli, lo ammetto
      altre volte penso che ci sia una forza che vada al di la di qualsiasi ragione, di qualsiasi decisione ponderata più o meno a lungo. Che sia amore questo?
      e magri c'è la speranza che superando gli ostacoli finalmente quella storia decolli...

  2. E' doloroso lasciare ... quanto essere lasciati! ..... le cose vanno come devono andare! ... ho passato 7 anni in quello stato .. gli anni che dovevano essere i migliori, quelli del fidanzamento! ..... li ho passati così! ...... ogni volta doveva essere l'ultima! ... ma poi si proseguiva! ........................ non so quale fosse la forza che ci ha fatto continuare .... o.. forse lo so! .... Quel racconto mi sembra un po' la mia storia ......

    • ciao Giusy
      lasciare non è mai facile, sia per la paura di restare soli, come dice Mariella, sia per la speranza che le cose migliorino. Daltronde al cure non sempre si può dare ordini impartiti dalla ragione...per fortuna, aggiungo io :))


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