Amo la radio....

Articoli Noria Nalli

Odore di giornali e fumo di sigaretta. La redazione era una soffitta nell'antico palazzo Cisl di via Barbaroux. Per arrivarci lunghe rampe di scale e voglia di libertà.

Radio Torino Popolare, luogo amato, luogo odiato, luogo rimpianto.

 Ci sono arrivata a 24 anni, timida, insicura, desiderosa di imparare. Ricordo le prime "brevi" estratte dai giornali o dai gr regionali Rai, lette e rilette nel timore di un appunto del caporedattore di turno.

 Una conquista era l'affidamento del primo servizio, sulla strada, muniti di registratorino portatile. Se andava bene si trattava di interviste ai torinesi o ai protagonisti di qualche evento pubblico. Più noiose rano invece le classiche conferenze stampa, in ambienti falsi ed ingessati, che parlavano di iniziative raramente di vero interesse...

 A ripensarci adesso sembra di parlare di un'epoca preistorica, di episodi che si confondono con la fantasia...

 Lo "studio" dove registravamo e montavamo i pezzi da inserire nel notiziario era uno sgabuzzino rivestito di contenitori delle uova per attutire il rumore.

 In quel luogo olezzante di sudore e voglia di vivere, si registravano le interviste telefoniche e si montavano i servizi, maneggiando sapientemente i tasti play, rec, pause... altro che tecnologia digitale...

Per registrare usavamo musicassette riciclate all'infinito e i nostri nemici erano i rumori di fondo e le interferenze, che rendevano talvolta inascoltabili i nastri...

Mi chiedo, a distanza di anni, dove sia finito lo spirito delle radio private, la sana voglia di esprimersi....che già a quei tempi era solo un pallido retaggio delle prime emittenti libere cantate da Eugenio Finardi.

Forse, in parte, la voglia di sperimentare e "dire la propria" è passato sulla rete ed i blog sono i veri eredi delle radio degli anni '70... chissà....

httpv://www.youtube.com/watch?v=TYsg3ouzjvs

Noria Nalli
Noria Nalli
Sono una giornalista free lance e amo raccontare storie...... Dopo una lunga esperienza di ricovero, ho iniziato a scrivere brevi ritratti di corsia per La Stampa di Torino,

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2 Commenti

  1. Era il 1984 e collaboravo con Radio Popolare. Avevo i miei cinque minuti di gloria ogni sabato con gli appuntamenti con l'arte.
    Ore di lavoro, di ricerca, interviste e faticose documentazioni, allora non c'era zio internet che ti dava una mano ! Prove tecniche a casa col registratore per far stare il servizio nei tempi tecnici prestabiliti. Microfono, orologio, penna e block-note, gli strumenti di lavoro. Andavo in onda durante i telegiornali, dopo le notizie sindacali, l'ultimo o il penultimo servizio. Posso solo aggiungere che hai saputo descrivere perfettamente luoghi, atmosfere e stati d'animo. Era proprio così.. Bei tempi..Ciao Noria !

    • grazie Jan ! E pensa che la mia esperienza è durata davvero poco, ma mi è rimasta nel cuore .... fare radio è un'esperienza bellissima 🙂


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