Amore che non ti ho mai amato

Ti ho guardato, ti ho aspettato a lungo, a fondo ti ho guardato come si guarda il mare, il passato, una speranza.

Eri tutto senza il bisogno di essere niente, ti ho sognato tanto e a tutto quello che ho fatto dopo di te ho dato il tuo nome, era anche per te o forse è sempre stato solo per te.

Ma tu lo sai, lo so che lo sai, che ci siamo andati a Port Cros a guardare il raggio verde e ci siamo persi per le vie di Mont Sant Michel ubriachi sotto la stelle, abbiamo cantato in macchina, abbiamo fatto l’amore al buio contro il muro e con la luce accesa e le mani legate. Abbiamo ballato a quella festa di paese e hai suonato per me, tu me le hai cantate tutte canzoni che volevo sentire.

Noi l’abbiamo bevuto quel caffè insieme, lo abbiamo fatto ogni mattina e abbiamo dormito vicini tutte le notti, anche a chilometri di distanza, ci siamo svegliati piano con le mani, abbiamo riso guardando film stupidi e ci siamo stati addosso leggendo tutti quei libri che ci piacevano tanto.

C’era davvero quel posto che dicevi tu, quello in cui era tutto possibile. Dove c’eravamo solo io e te. Io lo so che lo sai. Lo so che ci credi ancora.

Riesco ancora a vederti mentre abbassi lo sguardo e respiri come se volessi aggiungere qualcosa mentre resti in silenzio. Come se ti avessi visto farlo ogni giorno. Lo so a che pensi, li conosco tutti i tuoi motivi e riesco perfino a capirli, ma sai come la penso, c’è sempre un’altra scelta, amore che non ti ho mai amato.

Dovevi imparare da me. Era l’unica cosa che sapevo fare bene, trovare sempre un’alternativa in una strada chiusa. Adesso avremmo altri sorrisi da inventare invece di scuse su cui poterci arrampicare per non morire di rimpianti. Dovevi imparare da me a sperare, invece di insegnarmi a lasciare andare.

Avremmo ancora un sogno da annaffiare e una pianta di basilico da salvare su qualche balcone invece di questa via di fuga troppo stretta dove non si riesce nemmeno a camminare.

Hai detto che per salvarmi dovevi uccidermi e ancora fatico a capirne il senso mentre mi accorgo che ho smesso di respirare ma il dolore quando muori lo senti meno? Amore che non mi hai mai toccato per paura che scomparissi come tutte le illusioni migliori. Hai ragione, forse sono morta o sto solo dormendo mentre continuo a chiederti di svegliarmi ma tu non hai più voce e a me si sono seccate tutte le lacrime.

Amore che non ti ho mai amato, da abbastanza vicino, forse mi stavi troppo dentro per riuscire ad averti accanto.
E non c'è niente da capire.

Ma stai tranquillo che me l’hai tenuta la mano tra la folla quando mi sentivo persa e mi hai guardato negli occhi quando non ritrovavo più la strada per tornare. E l’abbiamo percorsa insieme quella strada che non sapevamo dove ci avrebbe portato prima di uscire da quel sogno da cui non volevamo svegliarci. Amore che non ti ho mai incontrato tu ci sei sempre stato. Ci sei anche adesso, anche adesso che te ne sei andato.

Karen Lojelo

httpv://www.youtube.com/watch?v=a5uQMwRMHcs

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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