Appunti: nuvole e profumo.

Cercavo d'ascoltare solo il mio profumo
mentre salivo i gradini che sapevano di disinfettante e di mille respiri chiusi.
Ora, al balcone della clinica,
le nuvole si susseguono come fitte morbide pennellate di grigio
mentre il roseo sotto già traspare.
Come grandi uccelli sotto le loro stesse ali ripiegate.
Ironica e stupida la palazzina nuova di fronte dipinta d’un colore antichizzato
fra le palme e i grandi cactus.
Ridicoli quei cactus come se sapessero cos’è avere una spina.
Un gran salto dal caldo al fresco, per riposarmi un attimo dai discorsi scontati,
sempre gli stessi fra i lettini metallici e la squallida cena appena arrivata.
I miei capelli si sono di nuovo arricciati…
i boccoli rispuntano sempre vivi a solleticarmi il collo.
Qualche brivido…ho lasciato sulla spalliera della sedia il giubbotto ma non mi va di rientrare. Un nodo alla gola che diventa dolore…sempre più fitto.
Sono di nuovo qui come in estate. Fra le notti insonni e i giorni pesanti resistevo alla mancanza di te ed a quello che stava accadendo.
Ed ho sperato…fra tutto quel dolore…che tu non andassi mai completamente via da me.
Invece è stato peggio. Ed io ora mi ritrovo qui.
Ad affrontare un’ennesima cosa non mia senza di te.
Il roseo è divenuto già scuro.
Come la punta dell’ennesima sigaretta che spengo.
Come quest’altro giorno spento senza di te.
E mai acceso.
Rientro, in bilico fra il niente.
Sconcerto. Non te ne sei mai andato.
Somiglio ad un angelo con le scarpe rotte
un angelo con le scarpe rotte un angelo con le scarpe rotte
i petali sbottonati che non controllano il loro profumo...
farfalle avvezze al salto nel buio...
Il cielo visto da una fessura mentre le nuvole giocano coi fiori.
Non faccio rumore mentre la notte mi prende ancora.
Non posso farne.
Stai serena...ascolta il profumo...hanno bisogno di te.
Ti prego Elena...sali le scale...Ascolta il profumo.

Elena Condemi

(da "Appunti sparsi", scritto non so in che giorno di quale anno.)

Elena Condemi
Elena Condemi
So solo che mi emozionai incontrando per caso un'Olivetti a casa di mia nonna, e non riuscii a lasciarla più. Pareva conoscermi meglio di chiunque altro. E la conservo tutt'ora, proprio come si fa con la propria vecchia e fedele bambola, con la stessa tenerezza..."Lo sviluppo dell'anima è come una poesia perfetta: ha un'idea infinita che una volta realizzata rende ogni movimento pieno di significato e di gioia." Tagore"Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace cambiare di misura." Alda Merini"Non ho scritto secondo ragione, Né per fuggire un destino oscuro, Ma per sedurre le stagioni E piacere all’ineffabile azzurro,E per possedere ogni giorno, Senza smarrimento, senza rimorso, E sino al momento della mia morte,Dei diritti infiniti sull’amore..."Anna De Noailles

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4 Commenti

    • Grazie Karen:)

  1. E quindi secondo te un cactus non sa cos'è una spina?

    (guarda che l'ho notato eh...)

    • non più di qualcuno che sta soffrendo


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