Ehi ragazza, dove sono finite tutte le tue decisioni? Hai lasciato il cuore nel cassetto, le scarpe all'angolo per camminare più sicura. Abiti belli, volti e stesse facce. Schemi della tua vita che compaiono come stelle a prima sera.

Di che ti ricordi? Scrivi tratti del resto delle storie d'amore, la più importante non sai nemmeno come si chiamasse, ché magari non l'hai vissuta nemmeno. Eppure te ne viene una, quella di lui che si stendeva sulla tua pelle mentre chiudevi gli occhi. Dio! Avresti ansimato di piacere per tutte le sue parole e per quel modo in cui ti toccava. Sì, sì, sì. Se tutto fosse stato vero, sì.

E quanto lo sai che lui non ti ha amata davvero, non c’è altro da aggiungere, dicendotelo a bruciapelo per quanto possa farti male.

Cammini a sguardo stretto. Nessuno ti interessa. Li hai visti i capelli di quella? Non sono belli quanto i tuoi, mentre sono passati per un attimo a un metro da te, come tutte le cose che vorresti tenere lontano in altre strade, proprio in quelle, su cui cammini e ti portano in qualche luogo che non sai. Sì, ti annoia. È la notte che è così. Tutte le notti lo sono e almeno al mattino puoi darci dentro oziando.

Meno gli incontri più sei felice. Ne hai passate tante e non hai più voglia di niente. Un drink con te stessa ti basta o sono stronzate? L’equilibrio che si trovano le persone è sempre un suicida in attesa di qualche incoraggiamento per farla finita e mostrarsi un atto di coraggio che non sa proprio compiere da solo. Sarà per questo che nell’amore si cade, e per amore si cade. È normale, come la stupidità umana. Entrambe fanno male, ma ne hai un disperato bisogno.

Non sei più la bambina che fingi di essere, quel qualcosa che lasci a nudo nelle foto ti tradisce. Sai cosa desiderare per bene. Quanti trai in inganno? Quanti derubi di tempo prima di capire che non vale, che c’è altro? Ma non ti lamenti, ecco. C’è solo qualche frase un po’ ammazzata dai singhiozzi. Poi è tutto ok, sì, perennemente e sai che non è così.

Perché poi quand’è che tutto è davvero ok? Le cose che non vanno ci saranno sempre.

Ma per chi hai da star male adesso? Per chi hai da fermarti? Pensavi di aver dedicato la vita a te stessa. La vita, la bionda giovinezza che hai. Tutti gli amici di cui ti fregi sono istantanee. Così come tutte le passioni, le sfogli come le ultime mode che crei e ti ricrei.

Continuavi ad andare di sera, quando poi l’hai incontrato. Non t’aspettavi nulla, ma vi siete sorrisi come se vi foste conosciuti una vita fa, ché passando ad altro vi siete trovati senza pensieri. Gli occhi innocenti non parlavano e ti si avvicinava qualcosa, ti allontanava per la paura. E lui faceva l’esatto opposto al freddo.

Ragazza, stai ferma. Lo hai davanti, l’inverno è più caldo nel suo cappotto scuro. È solo un attimo dal cappotto al letto. Dalle parole ai fatti. Dalle storie agli amori. Dove andrete a finire su un libro, sulle poesie che scrivete e che mai si toccano?

Ci saranno i freddi giorni, se li scorderete.

Stendevate le vostre parole, scendendo verso la voglia di intrecciare le vostre mani. Non ci avete dormito tutta la notte, lasciandovi. E non saprete cosa verrà.

 

 

 

Baby dice che muore dalla voglia di incontrarti
Portarti via e farti bollire il sangue
E tremare come le luci al luna park

 

Baby dice se mai vedrai pelle così bella
O occhi profondi e scuri quanto i miei
Saprò che mentirai

 

Baby dice un urlo romantico otterrò
Da tutti i tuoi cani dormienti, teppisti di Dio
Ne avrò uno, sì

 

Baby dice per tutto ciò a cui ho rinunciato
Fa qualcosa di tutto il rumore
E il casino che stai creando
E di tutto il tempo che ti stai prendendo

 

Baby dice c'è la morte in quei riccioli d'argento
Che scassinano carceri
Che ti mandano a cercare certi tesori
Senza alcuna preoccupazione

 

Baby dice che muore dalla voglia di incontrarti
Portarti via e farti bollire il sangue
E tremare come luci d'un flipper

 

Baby dice un urlo romantico otterrò
Da tutti i tuoi cani dormienti, teppisti di Dio
Ne avrò uno, sì

Giuseppe Mastroianni
Giuseppe Mastroianni
Giuseppe Mastroianni è nato il 4 Ottobre 1989 ad Avellino. Dopo la maturità, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche all’università degli studi di Napoli “L’Orientale”, conseguendo la laurea. Amante della storia e delle culture antiche e straniere, ha una naturale inclinazione per la letteratura e per le arti. Negli anni scorsi le sue poesie in lingua straniera sono state scelte per la partecipazione a varie antologie edite in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. I suoi primi componimenti scritti ed editi in lingua italiana sono racchiusi nella sua prima silloge: "Sospiri". In seguito rilascia gratuitamente sul suo sito un poemetto "Tenebre". Attualmente è dedito alla composizione di racconti e del suo primo romanzo "Dove non cantano gli angeli".

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