Bisogna illudersi, a volte

Racconti Marco Gaddi

Lui la maltratta. Gonfiandola di solitudine e di indifferenza. Specialmente di sera. Dopo cena. Lei dice qualcosa. Lui non risponde. Distrattamente cambia i canali del televisore. A volte non paga le bollette. A volte esce.
Così lei sorride a un uomo al banco di un supermercato. L'uomo le fa un paio di battute. Si scambiano i numeri di cellulare. Si mandano messaggi. Prima semplici allusioni, poi esplicite intenzioni.
Si incontrano un pomeriggio in casa di lei.
E poi di seguito ogni giovedì pomeriggio, dalle quattro alle cinque.
Vanno avanti così per quasi duemila anni.
Lui le dice: godi, puttana. Lei gli dice: sì, sono la tua puttana.
Scopano. Come la gente sogna di voler scopare.
E nessuno dei due, dopo, ha il coraggio di un gesto di tenerezza. La tenerezza fa paura. Nessuno dei due vuole ammetterlo.
Bisogna persino scopare, a volte, per illudersi di trovare un po' di Amore.

Marco Gaddi
Marco Gaddi

Marco Gaddi, laureato in Medicina e Chirurgia, specialista in Oncologia, esercita da venti anni la professione di Medico di Famiglia a Venaria Reale, alle porte di Torino. Nel Marzo 2011 ha pubblicato con la casa editrice Ananke di Torino il suo primo divertentissimo romanzo “Edo Franchi alla ricerca della Panacea Universale”. E’ autore di un CD di canzoni dal titolo “La Tana delle Nubi”
In una dimensione appena parallela a questa è presidente di una Azienda Informatica di rilevanza planetaria, detentore consecutivo del titolo di Mr. Universo da circa due lustri e vincitore di tre Premi Nobel; vive su un isola del Pacifico con le sue 500 mogli. E non perde tempo a scrivere libri e canzoni.

Suoi ultimi post

9 Commenti

  1. Racconto .... realistico! ma, discutibile! .... il modo di porsi mi ricorda "Gli Indifferenti" di A. Moravia ... trovarsi in un letto con indifferenza e apatia ! la mancanza di volontà di reagire per risolvere la piattezza in cui si trovano i personaggi! complimenti per la tua capacità di andare oltre!! ... Giusy

  2. a volte non se ne può fare a meno

  3. Si in effetti c'è Moravia Giusy hai ragione ...

  4. che tristezza! si può fare di più e meglio, non nascondersi..

  5. inevitabile a volte, direi quasi terapeutico

    • terapeutico se poi ci si sveglia dall'illusione.

  6. ....qst xk non ci sn più i valori morali ..e quindi l'appagamento ..se così si può chiamare viene basato su valori materiali ..sesso.. acquisti ..cura maniacale del fisico.. che possono essere si gratificanti ma in uno spettro più ampio ..dove cè spazio anche all'io spirituale ..alla socializzazione..al nucleo familiare.. a cercare di pensare ad un futuro....mah....

  7. Lo intitolerei il fatto quotidiano, si fa notare solo quando qualche voce esce dal coro
    Peace&Love

  8. ... e non fa paura solo la tenerezza: lo fa il lasciarsi andare alle emozioni, ai sentimenti che si nascondono dietro le sofferenze, fa paura l'incapacità di guardarsi dentro e dire: "anche Io ho desiderio di amore e di amare".
    Se solo pensassimo che domani potremmo non più esistere, forse, riusciremmo a cogliere le verità dentro di noi e riuscire ad amare, comprendere, sostenere, godere, desiderare

    mariagrazia fazzini


Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commento *

Name *
Email *
Sito