Caccia al diverso per nascondere i problemi reali

Non sono un sostenitore del velo, ma un feroce oppositore a questa forma di schiavitù delle donne dei nostri paesi. Tuttavia non era questo il problema sollevato. La denuncia era sulla presenza di due straniere in un tempio della Piemontesità!”.

Comincia così la lettera, che lo scrittore algerino Karim Metref, residente da anni nel capoluogo piemontese, ha inviato ai direttori de La Stampa e Repubblica. Con il suo scritto, l’intellettuale ha voluto prender posizione contro l’articolo di cronaca de La Stampa, che pubblicava parte della lettera anonima di una signora, turbata dlla presenza di bigliettaie islamiche, col velo, all’ingresso della reggia di Venaria.

Perché scrivere a quotidiani considerati "tolleranti"?

“Tollerante è chi si considera migliore, superiore ma tollera l'esistenza del diverso. Non c'è nessuno sforzo per capire, ascoltare. condividere. Alcuni giornalisti portano avanti campagne, che niente hanno da invidiare alla retorica razzista”.

Il pregiudizio si sta insinuando anche tra i "progressisti"?”

“E’ in atto in Italia una campagna decennale di criminalizzazione del diverso. C'erano troppe cose che non si potevano spiegare al cittadino "normale": una criminalità organizzata più forte che mai, una economia che ha scelto di puntare non sulla ricerca e la formazione, ma sulla mano d'opera a basso costo e sull'importazione di nuovi schiavi dal mondo povero. Destra e sinistra hanno così giocato alla demonizzazione dello straniero.Solo che negli ultimi anni i politici di sinistra si sono accorti che non puoi far crescere questo sentimento da una parte e mantenere un discorso "politicamente corretto". Ormai per racimolare voti devi sparare sui clandestini, sui romeni, sui marocchini e soprattutto sullo zingaro e hanno aperto la caccia anche loro".
Ti risponderanno?

“Non credo. Alla politica e alla stampa non interessa dialogare con immigrati capaci di andare oltre la difesa del diritto a portare il velo o delle "donne dell'Est" che si difendono dall'accusa di "ruba mariti". A nessuno interessa un dibattito approfondito e serio”.

httpv://www.youtube.com/watch?v=GJY8jJkDoMY

Noria Nalli
Noria Nalli
Sono una giornalista free lance e amo raccontare storie...... Dopo una lunga esperienza di ricovero, ho iniziato a scrivere brevi ritratti di corsia per La Stampa di Torino,

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11 Commenti

  1. ricordo un articolo vergognoso su Libero, dove si ragionava per razze confondendo il razzismo con la xenofobia. facendo lentamente sparire dentro il cilindro il razzismo e tirarne fuori solo il coniglio bianco della xenofobia. come se non fosse razzismo dire che "i senegalesi sono simpatici e gentili". come se un complimeto fatto alla razza, invece che un insulto, non fosse razzismo.__tra disobbedire e obbedire qual e' la differenza? se entrambe le azioni sono risposte necessarie ad una richiesta, entrambe sono legge acritica. azione politica mossa dal pregiudizio. dal partito preso.

  2. proprio così...tristemente vero...sono molto orgogliosa di questo pezzo e il merito è in gran parte della lucidità e la capacità di analisi di Karim..........

    • hai ragione d'esserne orgogliosa, e' un bel pezzo. dobbiamo spingere questi spunti fino oltre i limiti del comune e del politicamente corretto. dobbiamo scardianre ogni cerniera dogmatica. altrimenti ci ridurremo a pensare in una unica forma e ad essere bastonati per ogn deviazione. e gia' siamo a buon punto sulla strada.
      io la "politica" la metto su cst. ormai sai anchedov'e'.. quando vuoi.. sei la ben venuta. anche per accesi dibattiti e litigi.... :))))

      • guarda che vengo :)))

        • come meg ryan in harry ti presento sally...? :))))))
          lo ripeto sei la benvenuta.

  3. tasto dolente , per molti versi, usato e manovrato dalla politica come dice Karim
    bell'articolo


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