Cani e tuberose

Poesie Elena Condemi


Il vento porta
turbinii di tuberose maldestre
e nel grande cestino del cielo
il sole scivola com'esse
fra i cristalli di ieri
e gli oggi d'amara madreperla.

Ah le mie lacrime lunghe
come la scia d'una nave smarrita!

Potessi trovare dimora
in me
come una volta!
Ma le tigri di fiamma
mi divorano il cuore.

I miei candidi gigli
inchiodati
fra i morsi di neri cani.

Allora scivolo nel vento
gocciolando
inchiostro innamorato
come lingua
di luna naufragata.

Elena Condemi

Elena Condemi
Elena Condemi
So solo che mi emozionai incontrando per caso un'Olivetti a casa di mia nonna, e non riuscii a lasciarla più. Pareva conoscermi meglio di chiunque altro. E la conservo tutt'ora, proprio come si fa con la propria vecchia e fedele bambola, con la stessa tenerezza..."Lo sviluppo dell'anima è come una poesia perfetta: ha un'idea infinita che una volta realizzata rende ogni movimento pieno di significato e di gioia." Tagore"Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace cambiare di misura." Alda Merini"Non ho scritto secondo ragione, Né per fuggire un destino oscuro, Ma per sedurre le stagioni E piacere all’ineffabile azzurro,E per possedere ogni giorno, Senza smarrimento, senza rimorso, E sino al momento della mia morte,Dei diritti infiniti sull’amore..."Anna De Noailles

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2 Commenti

  1. Bello pensare di essere così, un rubinetto aperto da sempre che goccia inchiostro innamorato e non si ferma mai. Un interruttore sempre acceso, una fornace di emozioni solo nostre.
    Belle le matafore che usi, alla faccia di Benedetto Croce che le considerava "frivolezza intima o poco ingegnosa ingegnosità".
    Bello quello che scrivi, un po' lo sento mio. Consentimelo.


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