Caso e Necessità (parte II)

Racconti RickMor Pan

Necessità invece? Praticamente l’altra faccia della luna!

Perfetta e inappuntabile quanto a volte distante e imperscrutabile. Necessità… Necessità era bellissima. Di quella bellezza eterea che spesso trova luogo solo nella realtà dei sogni. Necessità era l’impossibile semplicefatto. A guardare lei sembrava che non ci volesse null’altro che un sorriso per risolvere anche il più insormontabile dei problemi. Le sue azioni non erano oggetto di discussione, no, tutto ciò che faceva era semplicemente ciò che doveva essere, sempre opportuna, sempre esatta, sempre, indiscutibilmente, nel giusto posto e nel giusto momento.

Perfetta? Beh.. forse, anche se, anzi sicuramente, un po’ rigidina, un po’ inquadrata negli schemi, diciamo anche un po’ troppo in alcuni casi. Ogni cosa secondo i suoi occhi poteva essere catalogata solamente come o bianca o nera, o esatta o inesistente. Il grigio? Non esiste! E’ solo un modo di mascherare l’ignoranza o di approssimare la realtà vera. Persino Caso secondo la sua ottica non avrebbe avuto forse senso di esistere… almeno fin quando non lo conobbe!

Ma in sostanza chi era?
Ecco, per farvi un’idea immaginatela durante la festa che fa di gamberetto e maionese penna ed inchiostro per scrivere sul tavolo la perfetta equazione che definisce il giusto tempo di cottura di un’aletta di pollo! Beh, Caso avrebbe assaggiato solo ogni tanto!

Ok, ma difetti? In realtà veramente difficile trovarne. Certo, quando qualcuno è sempre ciò che ci si aspetta sia, quando qualcuno mai ti sorprende, mai ti delude, corre il rischio di divenire una semplice continua copia di se stesso, un modello scomodo con cui confrontarsi e a cui al massimo ci si può solo avvicinare, che gradualmente nel tempo stanca perchè ci fa scoprire imperfettibili. Eppure anche i punti di riferimento hanno la loro fondamentale importanza. Quando perdi la tua personale bussola a cosa ti affidi, in cosa puoi confidare? In quale specchio ti riconosci?

Ecco, Necessità poteva essere descritta come il ricettacolo di tutte le risposte alle domande che risposta hanno. Necessità era forse la casa a cui ognuno vorrebbe tornare al termine di un lungo viaggio. Necessità infondo era la semplicità dell’abbandono, della prigionia forse, ma sicura, come vigilata da un angelo, perché forse questo era, che la perfezione non è veste di cui si possa adornare l’uomo (per fortuna forse).
Necessità era l’utero dove cullare il vento che porta via i pensieri.

Comunque, qualsiasi fosse la loro storia, qualsiasi fosse il loro passato e le loro aspettative future, Caso e Necessità quel giorno si incontrarono. Quel giorno, semplicemente, si sorrisero. Quel giorno si riconobbero nella folla e furono uniti per un istante, ...per tornare subito dopo apparentemente a scomparire, l’uno per l’altro, nel rumore di fondo.

Ma questo fu in realtà l’inizio, fu scintilla che accese piccola, immortale, fiamma. Più e più volte le loro strade si intrecciarono nei successivi giochi del tempo, in un gioco contorto fatto di piccoli assaggi, avvicinamenti inattesi ed infinite distanze che passo a passo sembrò, a rivederlo con gli occhi di oggi, costruire un puzzle perfetto.

E infine qualcosa scattò, si, nel giusto momento forse, o forse quando semplicemente doveva essere, e da allora Caso e Necessità furono indissolubilmente e per sempre legati, come a costituire un unico corpo portatore di due anime, la perfetta complementarità.
Caso e Necessità scelsero infine un giorno che le loro strade sarebbero state da quel momento indissolubilmente una.

E così fu, e così …è!

Ma il loro connubio non fu certo solo di natura sentimentale, assolutamente no! O meglio, non bastò solo quello, non poteva bastare! Caso e Necessità avevano entrambi un’innata capacità imprenditoriale che, unendo le capacità di ognuno, non faticarono a mettere a frutto. Ben presto infatti pensarono di fondare insieme una società per Azioni che decisero di chiamare Vita...
...nome che può apparire certo un po’ pretenzioso, ma senza ambizione con quale coraggio e libertà si può guardare l’orizzonte?

La direzione dell'azienda fu da subito e sempre condivisa, occupandosi l’uno e l’altra di aspetti diversi ma in modo perfettamente integrato, senza mai che ci fosse bisogno di discutere sulle rispettive responsabilità e sui rispettivi compiti. Ognuno, semplicemente, eseguiva il suo. Nessuno avrebbe potuto dirigere meglio questa società, nessuno avrebbe potuto mai neanche immaginarla! E passo dopo passo Vita crebbe e crebbe… e conquistò il mondo!

I frutti dell’amore che unì Necessità e Caso non furono certamente solo pratici od economici. Necessità si rese presto conto che in lei i germogli del loro contatto erano divenuti unione e che questa unione prendeva forma e cresceva ella sua carne e pulsava del suo sangue e respirava il suo respiro. Non senza qualche difficoltà Necessità infine, stretta tra le braccia di Caso, diede alla luce due gemelli.

Il primo ad affacciarsi alla luce fu chiamato Libero Arbitrio, doppio nome in grado di accontentare le ideologie politico-filosofiche sia dei nonni paterni che dei nonni materni.

Il secondo fu chiamato Destino, semplicemente perché così doveva essere.

RickMor Pan
RickMor Pan

Oggi sono un ricercatore. Quando sarò stanco di cercare scriverò ciò che ho trovato. Nel frattempo ogni tanto scrivo…
Sono tante cose e forse nessuna per davvero. Ma fare ciò che si ama sempre è più che abbastanza no?

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3 Commenti

  1. Niente male Rick,

    devo dire che da quando si parlava solo di amore a poi mettere su il discorso imprenditoriale mi hai spiazzato...

    aspetto il seguito allora...

    • ...in realtà non avevo pensato ad un seguito. Cioè, il tutto è una metafora, un pò prolissa forse, però, che ce posso fa, ogni tanto mi diverto a scrivere...

  2. ...che ne pensate del complesso? Avevo scritto questo racconto un paio di anni fa ma non l'avevo mai completato perchè mi piaceva l'idea di base ma non abbastanza la sua realizzazione. Ora l'ho riassettato e riequilibrato un pò ma continuo a trovarlo un pò prolisso forse... boh...


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