Oggi sono stanca, mi fanno male i piedi eppure non ho camminato molto, oggi. Sembra quasi che sui miei piedi pesino tutti i passi fatti in una vita, quelli falsi soprattutto, tutti i piedi in fallo. Fa caldo, arriva l’estate, un altro anno è passato… una serie di luoghi comuni eppure ognuno ha i suoi e sono così soggettivi che sarebbe ridicolo generalizzare i propri pensieri. Ognuno ha i suoi, di segreti, anche quei segreti che alla fine sanno tutti… ci sono cose che diciamo solo a noi stessi. Certi rimproveri che ci facciamo in silenzio e poi ad alta voce li giustifichiamo perché tutto sommato anche se il conto non torna si può trovare una giustificazione a tutto.

Certi giorni ti ricordano come anche se sei arrivato in qualche posto il passato torna sempre scalciante o semplicemente è uno zaino sulle spalle che ancora pesa e a volte oltre a fermare il respiro rallenta pure nuovi passi.

Anche adesso che ho tutto, tutto quello che volevo almeno, vorrei saper attraversare la curva del tempo e cancellare certi ieri ingombranti, tutte quelle cose che come catene stringono alle caviglie e lo farei anche per te, per liberarti dal mio c’era una volta che non finisce mai con l’atteso lieto fine, che adesso è anche un po’ tuo e tu il tuo conto invece col prima lo avevi già pagato…

Vorrei essere stata una persona migliore, vorrei esserlo adesso. Vorrei assomigliarmi di più di quanto alcuni giorni non faccio.

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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4 Commenti

  1. forse è come dici tu, sono solo luoghi comuni, ma chi almeno una volta non è riuscito a guardarsi davvero dentro e si è augurato di poter essere migliore di quello che è.
    Il passato forse è uno zaino a volte ingombrante, pesante. Dicono che bisogna liberarsi, per poi riempirsi di un presente che diventerà ancora ieri. Dicono, ma se siamo quello che siamo stati, allora possiamo ridurne il volume e lo zaino magari diventa un portafogli... ma comunque c'è.

  2. C'è sempre tempo per migliorare, già...ma, alla fine, anche l'idea di migliore è soggettiva 🙂


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