In certi sogni c'è lei, in altri anche

In certi sogni c’è lei, in altri anche.

S’è addormentato col casino in testa. Commissioni da fare, piatti sporchi da pulire. Senza volerlo su quelle cose c’ha buttato il cuscino ben bene per soffocarle; c’è riuscito, dopo un po' si. E l’ozio di pomeriggio, l’ozio di pomeriggio gli riposa accanto…

Il sole non filtra come dovrebbe. La luce gli dipinge veneziane spoglie sul viso e sul corpo come un body-painting. Si trova lì per crollare, con l’aria che sottile respira. Su quel cuore che porta al collo, un souvenir trovato per caso, riflessi.

E poi? Un sogno, nient'altro che un sogno. Riconosce ancora quel volto, quelle mani che lo toccano e che gli fanno esplodere le vene ricordando quella contentezza ormai dimenticata. Ma non se ne cura, continua a farsi stringere dall’emozione e sa, più o meno, che è lacerato dal fermarsi o dal continuare quella storia che gli si sviluppa attorno che lo fa sentire vivo. Ma poco gli importa.

Vengono avvinte e smosse le coperte.

Lo chiama lei, lei, che gioca a nascondino coi suoi pensieri o forse, è lui che non sa davvero dove dannatamente nascondersi, con quella bugiarda voglia di mascherarsi e pensare che sia sempre Carnevale nei suoi riguardi, per far finta di essere più forte

Ed eccola. Eccola!

Aveva trovato pace, o almeno lui credeva. Lei no, invece. Diceva che continuava a cercarla quella pace, ma la realtà è che non c’è mai riuscita a farlo e torna da lui anche solo per un bacio o un sussurro della sua presenza per poi scappare via. Come ogni volta… La pace, la pace. Lui si chiede più o meno cos’è ogni tanto. Non si sa dare risposta e torna al principio. Forse è per la pace che l’ha persa. Forse è per qualcos’altro, fatto sta che di lei non ha altro, sarà che la sua di pace se l’è portata lei con sé; ma poi, è lì, è lì nel sogno che dà gli stessi baci che desiderava. E prima di incontrarla nel fuoco, trecento voci che gli dicono il giusto e lo sbagliato, propendendo per questo. Sente il suo desiderio schiacciato da tutto questo e esita. Il passato gli torna alla mente e gli costruisce attorno un fottuto muro di cinta che lo salva da un mostro senza compassione che lo farebbe a pezzi ancora.

E ancora è lui, è lui a dover scegliere, la guarda ancora e ripensa a poco prima, mentre sentiva le vene traboccare di sangue e il suo respiro diventare quello di qualcuno che già ci sta a morire.

La guarda lì vicino. Sono faccia a faccia e si spezzano, andando in pezzi come bambole: così lei, quegli scenari, ma soprattutto lui.

Si sveglia di soprassalto. Il sole lo trapassa mentre sta morendo e ci ripensa ancora una volta. Le veneziane sono aperte. Sente il sapore di lei sulle labbra, ma accanto alla gola il cuore è fermo. Ha fatto lo stesso sogno e tutte quelle costrizioni non sono svanite.

Ci pensa, si rannicchia alla parete. Guarda ancora dove era lei una volta, stringendosi quel cuore di vetro che ha lì al collo, così simile al suo.

Lo capisce da solo che i sogni sono stupidi, i sogni sono assurdi. Irreali, perché ci sono sogni che fai con il cervello, non col cuore e viceversa ed è li che ci pensi ai ma, ai se che non portano da nessuna parte, lasciandoti con l’amaro in bocca. La realtà è che ai sogni, per quanto avesse voluto, non ci è mai riuscito a credere, e lui lo sa.

Perché? Perché se l’avesse davanti la stringerebbe ancora più forte di prima...

 

Giuseppe Mastroianni
Giuseppe Mastroianni
Giuseppe Mastroianni è nato il 4 Ottobre 1989 ad Avellino. Dopo la maturità, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche all’università degli studi di Napoli “L’Orientale”, conseguendo la laurea. Amante della storia e delle culture antiche e straniere, ha una naturale inclinazione per la letteratura e per le arti. Negli anni scorsi le sue poesie in lingua straniera sono state scelte per la partecipazione a varie antologie edite in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. I suoi primi componimenti scritti ed editi in lingua italiana sono racchiusi nella sua prima silloge: "Sospiri". In seguito rilascia gratuitamente sul suo sito un poemetto "Tenebre". Attualmente è dedito alla composizione di racconti e del suo primo romanzo "Dove non cantano gli angeli".

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5 Commenti

  1. O non avrebbe il coraggio di farlo...chissà...

    ...spesso le brutte esperienze si trasformano non solo in lezioni, ma in freni che ci bloccano.

    Bisognerebbe lasciarsi andare, anche non aver paura dei sogni...non sai quanto ci lotto con queste cose.

    Intere ricostruzioni di dettagli...di possibili significati...

    Anche se il prezzo da pagare per scendere così tanto in profondità nei propri ricordi attraverso i sogni...può diventare insostenibile, e dare dipendenza.

    Bravo, bel pezzo...mi piace.

    • Ti ringrazio. Il problema dei ricordi è che in queste spirali a lungo andare non trovi neanche più quel piacere di perderti, come fosse un paradiso artificiale.

      Eppure mai come da esse, si può imparare com'è fatto l'animo umano: continuamente in guerra con sé stesso per i suoi desideri, nonostante essi possano farlo male.

  2. i sogni sono strani... a volte alcuni sembrano proprio metterci in contatto con l'altra persona ma forse è solo quello che il nostro inconscio desidera...

  3. ....ai ma, ai se che non por­tano da nes­suna parte....


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