Chiodo scaccia chiodo, dice il proverbio. E i proverbi non sbagliano mai, di solito.

Anche se ancora non ho capito bene come fai a toglierlo quel cavolo di chiodo: batti dalla parte opposta? provi a infilare quello nuovo di lato e poi fai leva?
Non sarebbe più facile con una tenaglia, una pinza, o con il culo del martello-caccia-chiodi? Lo dice anche il nome...ci sono attrezzi apposta per togliere sti maledettisismi chiodi.
E invece no, neanche fossi Macgyver o addirittura Bear Grylls in una improbabile situazione di "estreme survival".

Ed eccomi qui, perso tra i miei dubbi, la mancanza di utensili adeguati, e un chiodo in mano, nuovo di zecca.
Bello, lucente, appuntito. Sembra assicurarmi che con lui ci riuscirò sicuramente a scacciare quello vecchio che non ne sa proprio di uscire. Ma allo stesso tempo ho quasi la paura che potrebbe diventare uno ancora più difficile da togliere.
Vatti a fidare te...ce ne sono talmente di tanti tipi che non sai mai quali fregature nascondono dietro tanta bella apparenza e decantate qualità. Perché tanto le fregature ci sono sempre, forse basterebbe accontentarsi di quella meno peggio.
E basterebbe così poco: un chiodo che rimane li, forte e sicuro nel tempo, a farsi carico di qualsiasi cosa ci si voglia appendere. Senza invecchiare, senza arrugginire. E senza rovinare e crepare la parete dove ti sei deciso a piantarlo...

Sto divagando, prendendo tempo perché non so che fare.
E quando non sai che fare difficilmente combini qualcosa di buono. Penso che ci sia un proverbio anche per questo, ma a dire il vero i proverbi questa sera mi hanno già rotto le palle.
Magari va a finire che nel tentativo di levare quell'altro rompo anche questo, lo piego, lo butto a fare compagnia con le centinaia di altri disseminati sul pavimento. Oppure finisce ancora una volta che mi do una sonora martellata sulle dita, a ricordarmi nuovamente che la lezione non l'ho ancora imparata.
Peggiore delle ipotesi. Un chiodo che rimane inchiodato, un altro che sfugge di mano e un dolore lancinante nell'eco di bestemmie, mentre mi maledico facendomi carico di tutti dolori di questo mondo così avverso.

Eppure mi viene da ridere, mentre impugno saldo il martello.
Eccomi di nuovo a riprovarci, quando forse sarebbe meglio lasciar stare...ma, daltronde, chi è artefice del suo mal, pianga se stesso...

Manuel Chiacchiararelli
Manuel Chiacchiararelli
Nato a Roma, nel lontano 1975. Da allora sempre in movimento, prima in Italia, poi in Europa. Fermarsi e ripartire, rimettersi in gioco, fare esperienze sempre e comunque E la scrittura, unico punto fermo nella mia vita burrascosa, mi aiuta a catturare i ricordi... A fine 2011 finalmente ho coronato il mio sogno ed ho pubblicato il mio primo romanzo "Lo Sguardo dei Faggi" edito da Aracne Editrice .

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5 Commenti

  1. provo a vedere la scena da un'altra angolazione, usando un altro proverbio che non cita chiodi:
    chiusa una porta si apre un portone!!!!
    😉

    • però, poi anche qua... se non si ha la chiave, mica è detto che te lo aprino sto portone!!!!

      I proverbi sono tremendi. Perchè sono parte di noi, radicati come le erbe cattive... che non muiono mai....

  2. Prorpio così Mariella...che poi ti sforzi magari tanto per aprire quella porta e quando sei dentro ti chiedi che cavolo ci fai in quella stanza 😀


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