Benvenuti al cinema degli orrori,
si proiettano ombre in cinerama,
ogni finesettimana.
Vi sono vasti prodigi di crudeltà,
ed una vista vasta
su ogni umana oscenità.
Pagine scritte nel sangue,
e strazio di cuori,
al cinema degli orrori!
Ubriacatevi di gesta senza raziocinio,
che conducono al delitto
senza bisogna di tirocinio,
e di lì dritto,
a rassicuranti finali di giudizio –
un piccolo obolo, ed è vostro di diritto,
questo tetro ed orrido esercizio.
Benvenuti dove luogo ha
ogni usata meschinità,
dove l’odio dà frutti maturi,
e non ci si vergogna
dei più spicci effetti di scena,
benvenuti dove Giona è perduto ,
e muore in ventre alla balena.
Dove vaticinano solo i peggiori,
e quelli senza tale attributo,
son lasciati a squisiti torturatori;
dove Cristo non muore una volta,
ma ogni giorno può esser macellato –
per un’esigua sommetta –
da ogni semplice sfigato.
Venite dove i padri battono le madri,
e i figli stanno al guinzaglio,
di pedagoghi pavloviani,
benvenuti dove non serve altro bagaglio,
che i più remoti abissi umani.
Potrete ammirare deformità e colpevoli ossessioni,
alle vostre più abiette libagioni,
dar d’un subito l’estro, senza tema di contrappasso,
baciare il culo al Verme Conquistatore,
ogni buona fede gettare nel cesso –
perché ciò che qui si vede,
siete voi al cento per cento senza ritocchi
o un solo carattere posticcio;
e se il vostro spirito non è abbastanza tristo,
e del peggio non bramate i rintocchi,
lasciate dietro la soglia ogni impaccio,
non siate allocchi:
c’è sempre da imparare –
e questo è un gioco a cui è lecito barare…
Un gioco così non si è mai visto:
se vincete vi rimettete solo in virtù,
e se perdete vincete lo stesso.
Il cinema degli orrori!, il cinema degli orrori!,
una cornucopia immonda di sozze pulsioni
e vertigini di terrori…
Dal lunedì al venerdì si ridanno vecchi titoli,
mentre il fine settimana,
è acconcio d’ogni novità,
ma sappiate che anche i classici più datati,
di squallida e atroce iniquità,
sono elargivi – e per palati assai raffinati.
Benvenuti all’esiziale parata di sprofondi,
dove Iddio perfino
mette alla prova,
con crudeltà ed estro sopraffino;
ma,un attimo prima che il colpo affondi,
vivo affatto non si rinnova –
per non guastare il climax gradito –
a fermar di Isacco l’armata mano,
con un finale davvero pacchiano,
che facilmente sia preveduto.
Un dio severo tutto d’un pezzo,
che seppure sia incline alla probità,
punisca per lazzo e sia incline all’abietto…
E se credete sia innaturale,
peranco abbattendolo, il prediletto,
il padre ora sopravviva al figlio,
ascoltate il mio consiglio:
siate inclini al delitto,
quando e soprattutto, sia voluto per cipiglio.
Dei vecchi costumi,
sdegnate sobrietà e astinenza,
non praticate la fame coi digiuni,
abbiate in gran conto ogni incontinenza.
Osservate, se vi riuscite, il cannibalismo:
sarete in comunione con quel Dio ogni santo giorno,
e non dovrete rinunciare all’ecaurestia
con un biglietto per l’inferno, di andata e di ritorno;
ma senza pani e senza vino, e senza transumanza:
quello di sangue e di corpo ne ha più che a abbastanza.
E tutti i martedì potrete osservare,
là dove il sole,
sulle sottane della notte scura,
il capo va a piegare,
Il dio terrifico che al giorno dà il nome,
guidare le schiere a morte sicura,
in un ferale, e sanguigno certame.
Il cinema degli orrori!,
su perdono e buona condotta
scendete di vizio e iracondia,
i benedetti sudari,
e siate gli ultimi a cambiare rotta
quando tutto nel sangue affonda.
Più non dovete girare la testa
se quella d’altri rotoli in cesta.
Scorgo benefica una cataratta,
di stete forcaiola e squallida iniquità,
a fare fosca la vostra pupilla,
ora che il sangue copioso zampilla,
di fronte alla vista cui solga pietà.
Numerosi accorrete, dove i progrom son di giorno
dove sui tavoli si balla, con la peste d’attorno:
e in modo perfetto s’appaga il cinismo,
con ogni bestiale, più sordido bisogno;
dove il giudizio, come detto, e com’e da giusta usanza,
con provvido tempismo,
vien rassicurante,
ma solo su chi non sia bravo abbastanza,
in questo bel gioco inebriante.
Ed ogni sabato, puntuale, come una cupa disgrazia
che attorno sparga,suggestioni di minaccia,
potrete inoltre vedere danzare,
e splendidamente suonar di violino,
nel suo spettacolo gradito –
che nessun critico ciarlatano,
potrà definire abborracciato –
sua maestà il diavolo: angelo caduto,
non più nemico al consorzio umano;
mentre l’arcangelo Gabriele ,
al pari proprio d’un bimbo stregato,
tra le prime file,
attento e raggiante –
lasciata all’ingresso,nell’ombrelliera –
la sua gran spada fiammeggiante –
attende la fine dell’ultima nota,
per poi implorar dal nemico giurato,
d’avere un bel foglio autografato.

Massimo Triolo

Massimo Triolo
"Meglio regnare all'Inferno,che servire in Paradiso"

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1 Commento

  1. una cruda realtà il tuo cinema degli orrori....


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