Forse è solo questione di testa. O di tempo. Forse...

Ma rimane difficile adattarsi alla realtà, alla sconcertante traccia di un tempo già trascorso. Inevitabilmente.
Perché? Quando?
Mi interrogo, e l'inflessibile maestra della mia mente trova di nuovo un alunno impreparato.
Qualcuno che suggerisca?!?
Senza possibilità di dare alcuna esemplare risposta, rimpasto nozioni già apprese e resto ad aspettare.
Se sono io che adesso voglio capire...sempre che la storia che dovrei raccontare sia la verità, o la favola di un sogno...

Questione di odore, questione di un profumo che resta impregnato.
Indelebile e incancellabile ora il vestito dei ricordi, a ripararsi da un freddo imminente che tutto vorrebbe ghiacciare.
Vestito che vola via, a spogliarsi in fretta e forse senza poesia, ma che lascia negli occhi quel fotogramma che resta per il momento l'ultimo di tutti i miei scatti. E per questo forse ora il più bello.
Confusione, forse sto divagando... o forse sto solo impazzendo.

Se quell'odore adesso è ancora cosi dannatamente presente. Se in bocca ho ancora quel sapore e addosso porto ancora i segni di una settimana che non sembra affatto trascorsa. O che, più semplicemente, non vorrei che lo fosse.
Ma...
Sono rimasto senza parole, quando avrei avuto tanto da dire. Scena muta, ma non mi importa adesso di una ipotetica e inflessibile votazione.
No. Senza parole quando queste purtroppo arrivano dopo, a distanza, senza possibilità di colmare adesso un pesante silenzio.
Forse solo perché allora non me ne sono reso conto. Forse solo perché allora tutto poteva essere normale.

Ma le emozioni non sono normalità. Sono qualcosa di più che ci colpisce all'improvviso e che rimane dentro.
Come questo odore che sento ancora addosso. Come il sapore che ho in bocca ancora adesso. Come le mani che sento toccarmi, che vorrebbero ancora vellutare quegli importanti momenti.
Come due occhi che adesso rivedo, e sono colore nel bianco e nero di giorni troppo uguali.
Una parentesi che non si lascia dimenticare

Inevitabile passaggio di ricordi a incasinare la mia mente.
Inevitabile passaggio sulla scena, delle tante comparse e dei caratteri principali si susseguono nella mia vita.
Quelli che lasciano il segno. Quelli che ricordo e che ricorderò.
Forse perché la loro parte la ripeto a memoria.
Quando forse alla fine non serve.

Manuel Chiacchiararelli

Manuel Chiacchiararelli
Manuel Chiacchiararelli
Nato a Roma, nel lontano 1975. Da allora sempre in movimento, prima in Italia, poi in Europa. Fermarsi e ripartire, rimettersi in gioco, fare esperienze sempre e comunque E la scrittura, unico punto fermo nella mia vita burrascosa, mi aiuta a catturare i ricordi... A fine 2011 finalmente ho coronato il mio sogno ed ho pubblicato il mio primo romanzo "Lo Sguardo dei Faggi" edito da Aracne Editrice .

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