Compensazione (...felici e contenti)

“A mangiare ostriche e aragoste tutti i giorni, arriva il momento che hai voglia di una bruschetta all’aglio e solo quella” diceva mio nonno.
Lui era un marinaio, aveva una donna in ogni porto, mi aveva raccontato, e le avrebbe avute anche se fosse rimasto a casa a fare il contadino.
Forse à da lui che ho ripreso, o forse lui ed io non siamo diversi da tutti gli altri...

Ed intanto eccomi qui.
Come faccia a guardarti ancora in faccia non lo so neanche io, riuscire perfino a baciarti, fingere che tutto vada bene, che sia lo stesso di sempre.
Non so come faccio, mi viene quasi naturale, forse perché ho pelo sullo stomaco o forse solo perché sento che non c’è niente di sbagliato in quello che faccio...
Sto andando da lei, anche se ti ho detto che devo lavorare. Sto andando da lei, a prendermi quello che tu non mi dai più, o che forse non mi hai mai dato se non quell’illusione all’inizio del nostro rapporto.
L’’illusione che tu potessi essere diversa, che con te non sarebbe mai stato possibile cadere nel vortice della monotonia, nel non sentirsi appagato, nel tornare ancora a desiderare altre cosce aperte davanti a me.
Sto andando da lei, contrapposta e inversa a te, il diavolo e l’acquasanta.
Ho bisogno del tuo amore, della tua innocenza, delle nostre parole, del nostro condividere tutto: emozioni, passioni, gusti musicali, amore per la natura, come crescere i figli...
Ma ho bisogno anche di lei, del suo sesso, del suo odore, del suo essere vuota e puttana, tutto quello che tu non sei a letto, o almeno non lo sei più.
La tua innocenza, la sua perversione. Il suo essere e risvegliare in me l'istinto animale, il tuo essere adesso solo una moglie normale, seppure immacolata e perfetta.
Vado con lei, ho voglia di te quando ho bisogno di parlare. Sono con te, e ho bisogno di lei quando voglio scopare.
La compensazione l’una dell altra. Ti amo, la voglio.
Ed io in mezzo, incapace di scegliere la strada per l’inferno o quella per il paradiso riesco a mantenere il piede in tutte e due.
E se questo è il purgatorio, ti assicuro, non è un gran male....

Ciao, ci vediamo più tardi...

Manuel Chiacchiararelli
Manuel Chiacchiararelli
Nato a Roma, nel lontano 1975. Da allora sempre in movimento, prima in Italia, poi in Europa. Fermarsi e ripartire, rimettersi in gioco, fare esperienze sempre e comunque E la scrittura, unico punto fermo nella mia vita burrascosa, mi aiuta a catturare i ricordi... A fine 2011 finalmente ho coronato il mio sogno ed ho pubblicato il mio primo romanzo "Lo Sguardo dei Faggi" edito da Aracne Editrice .

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14 Commenti

  1. io non so cosa sia giusto o sbagliato. Ognuno ha il proprio equilibrio. Forse è "normale" cercare compensazione fra quello che ti dà un rapporto stabile e duraturo e quello che ti dà un rapporto extraconiugale, le emozioni forti, la voglia di sesso e di trasgressione. Sono dell'idea che ogni coppia ha il suo rapporto, le sue regole e il suo equilibrio. Penso che mentire sia da stronzi, sia non portare rispetto all'altro, ma poi quando ti ci trovi a viverle certe cose sembra inevitabile mentire, quasi fosse l'unica regola. Altre volte pure se uno fosse sincero c'è la possibilità che l'altro proprio non voglia vedere. Comunque al di là di tutto questo, bel pezzo Manuel...

    • Grazie Mariella...in un certo senso ho voluto riprendere il discorso della normalità, magari immaginando Marco più vecchio e sposato che finisce con avere la doppia vita che tanto degradava.

      Non so se le corna sono una cosa normale, sicuramente sono una cosa comune, come le bugie che si raccontano per coprirle.
      forse bisognerebbe essere solo più sinceri su quello che si vuole veramente, e meno ipocriti ...

      • non è facile essere sinceri e meno ipocriti soprattutto con sé stessi. Ci hanno fatto crescere imponendoci in qualche modo modelli falsi o che forse andavano bene per loro, ma non per noi. Del tipo che io sono cresciuta con un corredo da portare in dote al mio matrimonio. Del tipo che il primo paio di lenzuola mia madre lo ha comprato quando io avevo tre mesi. Del tipo che la donna se va con tanti uomini è un "zoccola" ma se l'uomo lo fa è un don giovanni. Sono cresciuta che la massima aspirazione per una donna è fare figli. Sono cresciuta che la donna è in qualche modo molto limitata nella libertà rispetto ad un uomo e che soprattutto non sta bene. Come scrollarsi tutto questo? Si può ma non è facile. E allora soprattutto la nostra generazione si trova in bilico fra ciò che gli hanno detto che sarebbe dovuto essere e quello che vorresti essere tu.

        • soprattutto penso che la nostra generazione sia in bilico tra quello che ci è stato dettato da un senso civico e quello che ci viene imposto dal nostro istinto animale. Mettici anche il bigottismo religioso e abbiamo fatto il danno.
          Quale è al verità? quale il vero peccato? Peccare o non farlo? e poi chi decide per noi cosa sia giusto fare o meno...
          alla fine forse, ci si deve barcamenare...e scegliere proprio un purgatorio, un piede in due scarpe ...

          • come ti dicevo nell'altro racconto è un discorso molto complicato... non esiste giusto e sbagliato, quello che manca è il coraggio di essere coerenti con se stessi... di capire cosa vogliamo davvero e cosa siamo in grado di dare e poi scegliere la vita che ci permetta di fare quello che vogliamo senza fare male a nessuno. O forse potremmo dire che quando si trova la persona giusta questo non succede ... ma esiste davvero la persona giusta? O con il fatto che col tempo cambia tutto e anche noi potrebbe smettere di esserlo?
            Conoscevo una persona che mi diceva che il segreto dell'amore perfetto è trovare qualcuno che cambi insieme a noi...che faccia il nostro stesso percorso senza rimanere mai un passo indietro o uno avanti altrimenti non ci si vede più e si inizia a notare 'altro'...

          • E peso che quella persona abbia colto il senso ... si cambia, il mondo attorno a noi cambia sempre ed irrimediabilmente; cambiamo noi, cambia il nostro o la nostra compagna...e allora può essere che non si trovi nell'altro più tutto quello che i teneva legati, o forse si creano dei vuoti che, in qualche modo, bisogna colmare...
            Ed allora nasce il bisogno della compensazione e lasciare tutto nella normalità...

  2. E' difficile commentare un pezzo come questo senza rischiare di cadere nel giudizio o nel pregiudizio.
    Una donna nel momento in cui partorisce un figlio non è più solo la compagna, ma è anche madre.
    I nove mesi in cui porta un figlio in grembo la cambiano inevitabilmente e, mentre per lei il senso materno
    cresce spontaneo, per un uomo è diverso. Non è così automatico sentirsi di assumere la responsabilità di padre.
    Ho fatto questa premessa per dire che, molto spesso, parte da qui lo sfasamento nel cammino di una coppia,
    e da questo l'accusa di immaturità all'uomo.
    E' difficile capirsi, ognuno vede la propria ragione e ne trova le giustificazioni, come ha fatto il protagonista
    della tua bella pagina.
    Manuel, hai fatto un quadro molto realistico, complimenti!

    • trovo che quanto dici Marisa sia vero. Non voglio fare un discorso esclusivista. Ci sono sicuramente delle eccezioni però nelle coppie la crisi arriva quando arriva il figlio. Qualcosa cambia nella donna e l'uomo non è più al primo posto. Nascono incomprensioni, rischia di venire a mancare l'intimità che c'era prima nella coppia. Credo sia un discorso genetico ma credo anche che a volte i legami sono così effimeri che la donna e lo stesso uomo si nascondono dietro il figlio che arriva. E così la donna diventa mamma e si dimentica cosa voleva dire essere amante ma perché non ne ha più voglia o forse perché in fondo quello che voleva era essere madre e l'uomo era solo il mezzo per divenirlo. E l'uomo va a cercarsi una donna che sia il diavolo in contrapposizione all'acqua santa che vive accanto a lui. Comunque è un discorso che viaggia attraverso un campo minato. E magari anche io sono caduta su una semplice buccia di banana.

      • Grazie Marisa :))
        l'arrivo di un figlio eh? può essere sicuramente, se poi ci si ricollega, magari, al primo istinto animale dell'uomo, cioè quello della riproduzione...della serie , adesso che il figlio lo abbiamo fatto perdiamo interesse nell'altro. Ci può stare?

  3. Manuel, può anche starci in qualche caso, personalmente penso, come ha scritto Mariella,
    che un rapporto che non ha in partenza la solidità, con la nascità di un figlio possa essere a rischio.
    Per solidità intendo: l'affinità di carattere, la complicità, una buona intesa sessuale, per citare alcune
    importanti componenti di un rapporto di coppia. Questa però è solo la mia opinione. L'argomento è molto
    vasto e complesso, ci sono un'infinità di sfacettature.

    • ma si Marisa, infatti diciamo che la mia era più che altro una provocazione.
      come tu dici ci sono troppe sfaccettature, troppi lati della medaglia..e quest era solo una delle tante ..

  4. Senza giudizio o pregiudizio posso dire che è bello...

    i complessi lasciamoli agli altri...

    • Grazie NA, troppo buono

      speriamo che i complessi siano meglio di quelli dell'ultimo concerto del primo maggio :))


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