Conversazioni su Mara

Racconti Elena Condemi

“E allora? Dai, sono curiosa…cosa farà Mara? Cosa farà adesso?”

La mia amica davanti al caffè oggi pare più carina del solito…
Sì, trovo carina la sua curiosità, la sua gioia di vivere…è una delle mie preferite.
La sua camicetta rossa è ignara dei suoi occhi brillanti…
fossi in lei userei dei colori diversi, non ne ha bisogno.

“Oh…-rispondo- non ne ho la più pallida idea.
Cosa fa una donna che si è persa per ritrovarsi?”

“Dai che lo sai”

Sorrido. No, non lo so. Se l’avessi saputo avrei potuto velocizzare molte mie cose…
L’ho scoperto, è diverso. Il che significa impiegare tempo, e fatica.
Anzi, a dire il vero, me lo sono inventato.
Sì, perché a volte una se lo inventa il modo per riprendersi…
e non sai se funzionerà fin quando non vai fino in fondo…
riperdendoti mentre pare che ti stai ritrovando...
insomma cascando mille volte, magari.

Già, la creatività. E qui si aprirebbe un ventaglio enorme…
Ma non sono sicura che possa portare veramente aria fresca, mia cara amica.
Perché Mara è diversa...e mi sa tanto che il punto è un altro.

“Beh,-dico io- vediamo…potrebbe tornare a fare la solita vita di sempre,
a casa con i suoi, un fantasma com’è stata per anni.
O rimanere col tipo profumato, essere un altro genere di fantasma insomma,
o rischiare avviando qualcosa di nuovo...magari potrebbe piacerle davvero, chissà.”

Ricordo una ragazza che pochi anni fa mi disse che ci sono tutt’ora delle famiglie
da cui si può uscire solo in due modi: o con l’abito da sposa o dentro una tomba.
Per cui, lei aveva indossato uno dei primi abiti da sposa convenienti
che aveva trovato in giro.
E poi aveva divorziato, una specie di cosa programmata in anticipo,
perché lì aveva intravisto una porticina per la sua identità.
Come fosse un ponte inevitabile per arrivare alla sponda che desideri,
ad una sorta di libertà.
Aveva pure potuto cambiare città grazie a questo.
Una ragazza che aveva studiato...ma non vuol dire esattamente libertà.
Pare assurdo in un mondo occidentale moderno, eh?
Eppure fa parte della storia di molte donne.

Famiglie perbene, nelle quali sembra non mancarti nulla…
ma di un perbenismo talmente soffocante che non ti riesce di trovarti mai,
di sapere mai chi sei...e ti chiedi il senso delle cose.

Ma la mia storia non è quella di Mara. Ognuno ha la sua.
Ed io non ho capito bene ancora la mia.
Ci sono dei personaggi che vanno avanti da soli, Mara è uno di questi.
Non so neanche se riuscirò a fermarla.
Come fai a fermare una che finalmente sta cercando e forse scoprendo chi è?
Una così è capace di metterti mezzo mondo sottosopra. Di sicuro il suo.
Io più che altro ormai la guardo da una certa distanza e registro i suoi passi,
questo faccio. E so bene come si sente.

Cerco di spiegarlo alla mia amica.
“Ok,-mi dice- ma la prossima volta guarda che voglio leggere il continuo di Mara.”
“Non la stuzzicare troppo…
anzi ora vado a fare qualcos’altro per non rischiare di far uscire la Mara che è in me”.

Ma so già che lo farò…In fondo, l’ho sempre fatto.

Elena Condemi

Elena Condemi
Elena Condemi
So solo che mi emozionai incontrando per caso un'Olivetti a casa di mia nonna, e non riuscii a lasciarla più. Pareva conoscermi meglio di chiunque altro. E la conservo tutt'ora, proprio come si fa con la propria vecchia e fedele bambola, con la stessa tenerezza..."Lo sviluppo dell'anima è come una poesia perfetta: ha un'idea infinita che una volta realizzata rende ogni movimento pieno di significato e di gioia." Tagore"Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare di colore. Mi piace cambiare di misura." Alda Merini"Non ho scritto secondo ragione, Né per fuggire un destino oscuro, Ma per sedurre le stagioni E piacere all’ineffabile azzurro,E per possedere ogni giorno, Senza smarrimento, senza rimorso, E sino al momento della mia morte,Dei diritti infiniti sull’amore..."Anna De Noailles

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2 Commenti

  1. meraviglioso Elena. Lo so bene anche io, ci sono personaggi che una volta preso il via vanno da soli e noi siamo solo spettatori e Mara ha conquistato non solo la tua amica!!!

    • Grazie Mariella. Credi possa rubarmi la penna un giorno? Comincio a sospettarlo:)


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