Il corvo ed il gallo

Racconti Giovanni Pinsone

C'era una volta, tanto tempo fa, vicino ad una grande foresta, un magnifico pollaio, con tante belle galline, oche, anatre e tacchini.
Il re e signore di tutto questo, era un magnifico gallo, dai gialli occhi, con una grande cresta, robusti speroni e dal piumaggio variegato in tanti colori e sfumature.

Ogni mattina all'alba, il suo possente richiamo, echeggiava per la foresta ed ogni mattina uno splendido corvo, dal nero e lucido mantello, usciva dal bosco per vedere chi cantasse al sole con tanto vigore.
Passò un po di tempo, ma alla fine il corvo ed il gallo divennero amici ed ogni mattina, allo spuntar del sole, quando il gallo cantava il corvo si recava da lui a fargli visita.

Si raccontavano le esperienze della loro vita e su cosa fosse accaduto il giorno precedente.
Il gallo era molto vanitoso e pieno di se, ma al corvo gli stava simpatico e gli faceva anche un po pena, a saperlo rinchiuso dentro quella cella dorata.

Il gallo raccontava al corvo della sua bellezza, del rispetto che tutti avevano di lui dentro il pollaio, mentre il corvo gli raccontava la vita nella foresta, di animali fantastici e di animali pericolosi, di volare libero oltre le grandi nubi che macchiavano di bianco il cielo azzurro.

Il gallo non capiva bene il significato di quelle parole e poi in fondo non aveva neanche bisogno di tali esperienze, li aveva tutto quello che desiderava.

Così passarono gli anni e il gallo invecchiò, la sua voce era meno poderosa, i suoi colori meno sgargianti e ora che c'era un nuovo re, che lo aveva deposto, il povero gallo, cominciò a sentirsi triste e prigioniero e diceva al corvo che adesso gli sarebbe piaciuto molto conoscere ciò che esisteva al di fuori del suo piccolo mondo.
Un giorno, al tramonto del sole, il povero gallo ormai molto vecchio, morì, da solo, nell'indifferenza di tutti gli altri pennuti del pollaio, che un tempo lo stimavano e rispettavano.

Il mattino seguente, il proprietario del pollaio, trovò il corpo inanime del vecchi pennuto, che era troppo vecchio anche per essere mangiato e quindi lo getto via sul prato adiacente alla sua abitazione.
Subito dopo vide un corvo dal bellissimo manto nero e lucido, scendere sulla carcassa del gallo ed incominciò a beccarlo.

L'uomo pensò che giusto un corvo poteva gradire quel fetido pasto, ma non era così.
Il nero pennuto, si cibò soltanto di poche parti del suo amico gallo, non avrebbe mai voluto nutrirsene, ma sapeva ciò che stava facendo.
Il mattino seguente, quando il corvo si svegliò, andò subito a specchiarsi davanti ad una pozza di acqua e vide con gioia, che alcune sue piume erano diventate colorate e sgargianti e che un suo occhio aveva assunto un color giallo vivace.

Pienamente soddisfatto, spiccò il volo e volò in alto, fino a diventare un piccolo puntino al di sopra delle bianche nuvole che macchiettavano il cielo azzurro, l'aria era fresca ed il sole salutava la luna che ormai stava tramontando e disse fra se “Bentornato amico mio, adesso che sei veramente libero, ti porterò a conoscere il bosco, con tutti i suoi segreti e meraviglie”
Chiuse un poco le ali e picchiò verso il basso, fino alle alte cime degli alberi, per poi sparire per sempre dentro quella magica e sterminata foresta.

Giovanni Pinsone
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