Quasi non ci facemmo caso. Perché dalla strada il cartello si vedeva appena. Nascosto com’era dalle fronde di un albero. Indicava il luogo: a meno di 2 km dalla deviazione. Il luogo dove, quattro miliardi di anni fa, la vita aveva avuto inizio.
Svoltammo a destra. La strada si inoltrava subito in un bosco. Dopo una serie di curve l’asfalto lasciò il posto ad uno sterrato. Il chiarore del sole filtrava tra le fronde degli alberi. Aghi di luce. E intorno il silenzio. Grave. Solenne.
La strada terminava in uno spiazzo.
Su una piccola panca di legno stava seduto un uomo. Con le braccia conserte.
Parcheggiammo l’auto e l’uomo, con un cenno del capo, ci fece segno di seguirlo. In silenzio.
Ci inoltrammo in un piccolo sentiero, a malapena visibile in mezzo agli sterpi.
Il bosco sembrava avvolgerci, come un mantello scuro.
L’uomo ci precedeva: camminava lentamente, con le spalle curve sotto il peso di qualcosa di incomprensibile. Di incomprensibile e silenzioso.
Poi, fatti qualche centinaio di metri ci indicò, seminascosta tra il fogliame, una pozza d’acqua.
La vita era nata lì, proprio in quel posto. Ci disse l’uomo a mezza voce.
In quel minuscolo stagno le prime molecole si erano aggregate, ripiegate in una struttura complessa. Lì, per la prima volta, si erano replicate.
Restammo a guardare. Senza neanche avvicinarci.
Restammo lì a fissare un raggio di luce che affogava nella culla della vita.
Precipitare da una fessura in alto, fra i rami.
Senza far rumore. Senza riaffiorare.
☞ La culla della vita
Personaggi e luoghi, pensieri ed emozioni, passato presente e futuro raccontati attraverso le parole dei nostri autori con linguaggi e stili diversi.
Una risposta a “La culla della vita”
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Fa riflettere !!! … veramente!! … i miei complimenti! Giusy