Dalle profondità degli abissi alle viscere della terra...

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi

La novelization (trasposizione romanzata di film, serial e cartoons) è indubbiamente una nuova via letteraria molto quotata e quanto mai azzeccata per un pubblico giovanile, spesso e volentieri troppo pigro e svogliato per affiancarsi alla lettura dei classici, sempre più affascinato da videogiochi e dal mondo virtuale. In questo senso, per aiutare i più giovani a capire che il libro può essere anche divertente, si muove la Multiplayer.it casa editrice specializzata nei saggi e romanzi dedicati ai videogames di culto che ci propone un interessante prequel e notevole spin-off di due titoli di giochi fanta-horror tra i più quotati ossia BioShock e Metro 2033 due titoli che ci porteranno negli abissi del mare e nelle viscere della terra un viaggio claustrofobico non solo nella natura più ostile ma anche nel lato oscuro dell’anima.


Rapture
, del premio Bram Stoker John Shirley (€ 19,90 pag 456), ci racconta come nacque e come degenerò l’utopia oggettivista del grande magnate Andrei Rianofski alias Andrew Ryan. Siamo alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Asse è stato sconfitto, i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki hanno suscitato il terrore della distruzione totale e il mondo si prepara ad essere diviso in due blocchi. La nascita di agenzie governative segrete e di sanzioni sugli affari ha spinto molte persone a guardarsi le spalle e il senso di libertà dell’America è in calo. In molti temono derive autoritarie e stataliste del paese altri ancora che a breve una nuova guerra atomica possa spazzare via la civiltà umana. Per questo Ryan pensa ad un nuovo Eden sottomarino Rapture, una città nascosta nei fondali del Nord Atlantico pensata come soluzione all'oppressione delle autorità politiche e religiose a favore della libera iniziativa dell'individuo che, slegato da confini etici, religiosi o politici, avrebbe potuto dare il meglio delle proprie capacità esplorando così i confini della mente umana.

Il libro ci mostra la genesi di questa idea, il reclutamento degli apostoli di Ryan, e gli sforzi fatti per edificare questa Città del Sole in chiave anarco-capitalista. Sogno però minato nelle sue basi, il modello di libero mercato e dell’individualismo più spinto aveva creato una società iniqua e soggetta a troppi disagi sociali. E come in ogni Eden che si rispetti c’è sempre un serpente che causa la caduta dell’umanità e nel caso di Rapture il serpente in questione ha molti volti e molti nomi ma una sola anima nera: Frank Gorland, alias Frank Fontaine, alias Atlas alias… nessuno sa chi fosse realmente prima l’uomo che distrusse il sogno di Ryan! E al posto della mela c’è un altro elemento di corruzione l’ADAM un curioso batterio proveniente da alcune lumache degli abissi e battezzato capace di modificare il patrimonio genetico umano, permettendo la sua ricombinazione in mille modi ma causando forte dipendenze e mutazioni orribili.

Shirley ci mostra questa lenta discesa verso la follia mostrando una città futuristica e piena di speranze che diviene l’incubo claustrofobico che i fan del videogame conoscono fin troppo bene. Ci vengono mostrate le varie evoluzioni di personaggi ben noti come la Dott.ssa Tennebaum, Sander Cohen e il Dr. J. S Steinman. In particolar modo la figura di Bill McDonagh ex braccio destro e amico di Ryan, che nel videogames ha un ruolo minore, risulta, invece, molto importante ai fini della storia e ricca di spessore e umanità. Anche sulla fine di Sullivan, capo della sicurezza di Rapture apprendiamo notizie più dettagliate. Compaiono anche nuovo personaggi come i membri della security Cavendish, Karlosky e Redgrave. Non mancano le scene all’insegna delle gore come gli “esperimenti” di Steinman e le manie “artistiche” di Cohen. Un lavoro interessante e affascinante che mostra anche un Ryan, non scevro di colpe e crimini, quasi pietoso e degno di compassione.


Ma non aspettatevi di “uscire a riveder le stelle” come disse il Poeta perché dai fondali marini scenderemo nelle profondità della metropolitana di San Pietroburgo per una nuova e inquietante avventura del mondo apocalittico creato da Glukhovsky. Dopo lo spin-off italico di Tullio Avoledo ritorniamo in terra di Russia per una trasferta pietrogradese a firma di Andrey Diakov intitolata Verso la luce (€ 15,00 pag 303).

Gleb è un ragazzino orfano dodicenne che vive una vita miserabile nella piccola e poco importante stazione Moskovskaya nella metropolitana di San Pietroburgo. Senza più i genitori, e in compagnia di altri bambini paria, non c’è nessuno a prendersi cura di lui o a proteggerlo dal male, fino al momento in cui non incontra Taran un vecchio stalker veterano logorato da mille battaglie, che studiava le radiazioni non lo adotta come apprendista. Lo stalker viene contattato da una delle fazioni presenti nel sottosuolo metropolitano, l’Alleanza marina, che gli offre un redditizio ma pericoloso viaggio verso Kronshtadt. In questo luogo dimenticato da Dio, che anche i più coraggiosi temono di pronunciare, si trova un vecchio faro, spento e morto da decenni, che ora splende di nuovo, qualcuno invoca il miracolo, alcuni dicono che è il segno di una spedizione di soccorso da terre lontane, altri credono che sia una trappola.

Gleb suo malgrado si trova scaraventato in un’avventura più grande di lui, in un mondo che è molto più cupo e pericoloso di quello che immagina, al fianco di un uomo dal carattere all’apparenza rude e odioso ma col quale stringerà un rapporto molto profondo e ben diverso da quello che immaginava. Un viaggio verso la speranza ma contemporaneamente una trasferta all’Inferno.


Diakov si dimostra all’altezza del “progenitore” Glukhovsky e del “fratello” Avoledo regalandoci una sua visione dell’apocalisse secondo Metro 2033. Verso la luce è la prima esperienza di scrittura per Diakov raggiunta in meno di due mesi. Nel giugno del 2011 è uscito in Russia il sequel Nell’oscurità,e in questo momento l’autore sta lavorando alla parte conclusiva della trilogia su Gleb e Taran, intitolata Oltre l’orizzonte. Se queste sono le premesse non ci resta che aspettare speranzosi.

Vito Tripi
Vito Tripi

Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”

Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”

Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.it

Cura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”

Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”

Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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