De rebus natura

Racconti matteo

La mia ragazza pensa che io sia strano. Già, lo pensa, lo pensa.
Lo pensa perchè vado sempre in giro con una mosca. Non posso dire che lei sia mia amica, eppure tutti mi possono vedere, a lavoro, o al bar, o al supermercato. Dove sono io, lei c'è.
Sta lì con me. Non dice mai niente.

Alla mia ragazza questo non va giù, dice che sono mezzo matto. Ma forse quello che le preme è farlo notare, in modo da sentirsi un po' più intelligente. Alla mia ragazza piace risolvere i rebus sulla settimana enigmistica. Io non ho nulla in contrario.

Poi ieri mi è capitato di parlare con un tipo, una specie di contorsionista delle ombre, tra l'altro è incredibile quello che riesce a fare, ma adesso non vi parlerò di questo. Tranne che per dirvi che quando è andato via la sua ombra è rimasta per un po' lì a guardarmi, e io non capivo se voleva dirmi qualcosa, fino a che la mosca che viene in giro con me non mi ha fatto capire che ne aveva abbastanza e allora ho dedotto che non c'era proprio dialogo.

Insomma, parlando con quel tale mi sono sentito dire che la questione è molto più profonda di quanto non appaia in superficie. Del resto è sempre così.
Comunque, tanto è bastato a darmi la spinta, mi sono convinto come scosso da un lampo, come un supereroe d'annata, pieno di una nuova energia che non era mai stata mia.

Ho iniziato a correre, dovevo andare davvero veloce, tanto che la mosca arrancava, sentivo zzzz, e poi zzzzz, poi per un attimo ho temuto di perderla, poi ho sentito di nuovo zzzz e allora ho rallentato.

Sono andato dalla mia ragazza e, senza permetterle di parlare per prima, le ho detto che era giunto il momento che si mettesse in testa di smettere di giudicarmi. Lei però stava cercando di risolvere un rebus, tre parole, 3, 5, 8, e non mi ha ascoltato.

Così ho pensato fosse proprio il momento giusto per dirle tutto, ma tutto. Lei si è rivolta al gatto, gli ha chiesto se non gli sembravo completamente impazzito. Mi ha sfiorato l'idea di suggerire che parlare con un gatto non fosse poi così tanto meno strano di andare in giro con una mosca, ma ho taciuto, ero sopraffatto dai pensieri.

Le ho spiegato che io non avevo fatto niente per tenere sempre con me una mosca, che la mosca all'improvviso era arrivata e si era messa lì vicino a me, senza chiedere il permesso.
Sembrava che la pazienza della mia ragazza fosse giunta al limite. Ha soffiato dentro una tazza vuota e poi ha detto che non potevamo più stare insieme. Le ho chiesto perchè. Lei ha risposto che non poteva e basta e che non si possono fare progetti con uno che va in giro con un insetto.

È stato lì che mi è venuto l'istinto assassino, ho davvero pensato di ucciderla. La mosca, voglio dire.
Ma alla mia ragazza, già lo so, non sarebbe bastato, a lei piace avere ragione.
Avrei voluto insultarla, non la mosca, la ragazza, ma non mi venivano le parole adatte.

Adesso non ricordo bene che cosa mi ha detto ancora, è buffo ma non ricordo più nemmeno la sua espressione. Che faccia abbia fatto quando me ne sono andato non potrò mai saperlo, perchè non mi sono voltato a guardarla.
Guardavo la mosca, che era lì con me, con un'espressione smarrita, forse era ancora stanca per la corsa di poco prima.

Poi camminando, con un sentimento misto di irritazione, paura, sollievo e fame, ho incontrato quel tizio che vende palloncini a forma di vento. Mi ha sorriso un po' e poi mi ha chiesto dove andassi tutto solo. Mi sono guardato intorno e la mosca era lì, c'era eccome, soltanto si era rannicchiata nella tasca.
La mia mosca è lì, come un pensiero fisso, adesso si è fatta furba ed è mimetizzata da desiderio. Lei mi rappresenta più di qualunque progetto.

E dove andremo, se ci andremo, voi non lo saprete mai.

matteo
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La speranza è nell'opera. Io sono un cinico a cui rimane per la sua fede questo al di là. Io sono un cinico che ha fede in quel che fa. (Vincenzo Cardarelli)-----http://badradio.splinder.com/

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5 Commenti

  1. BENTORNATO...si sentiva la tua mancanza...
    🙂 bello come sempre!

  2. grande come sempre!
    ...e poi il tuo racconto mi tocca da vicino. Al lavoro ho anche un allevamento di mosche 😉

  3. Ciao Matteo

    ben tornato :))

  4. dovrei dire bentornato anche io suppongo, ma in realtà sono io che sono tornata, quanto meno da lettrice. Davvero bello Matteo e potrei anche aggiungere come sempre e lo dico senza fare sviolinate. Sai comunicare e lo sai fare bene. A fine racconto la mosca mi era pure simpatica, ma quella che continua a svolazzare fra la mia gamba e il mio viso... quella è finita spiaccicata sulla scarpa!


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