Di questo inverno di lane ed assenze

La poesia è l'arte di usare, per trasmettere un messaggio, il significato semantico delle parole insieme al suono e il ritmo che queste imprimono alle frasi.

M’insegni a ridere dai silenzi, l’affogare di uno sporco
cere­brale, afflitto da un sor­riso dimesso, come un sin­ghiozzo
d’amore, da bocca a bocca mi tieni, quando le lab­bra
divo­rano, l’aria e le nuvole in cape­stri di mani e gesti
m’insegni a non chie­dere, all’insondabile che corre di fianco
sui letti e assieme alla crine di piog­gia come frange sui tuoi occhi
e chiudi la schiena in uno schiocco, l’onda del suono mi urta
negli angoli bui, la luce è pol­vere che sbatte e si alza, come infe­ro­cita
dalla fame di un noi distorto, rovi di rose fra le fes­sure di pie­tra
men­tre m’insegni ad armare le brac­cia d’amore, dallo schianto
più impuro, quando il san­gue dipinge le ombre e la notte si fa bisbe­tica
e indo­ma­bile, archi­tetto dei ritorni, segno di que­sto inverno di lane ed assenze.

4 Risposte “Di questo inverno di lane ed assenze”

  1. Manuel Chiacchiararelli

    Ini­zia a essere un vero e pror­pio pia­cere leg­gerti … appa­ghi il mio biso­gno di parole che sanno cul­larmi :) )

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  2. mariellamu

    e quanto t’insegna non è forse l’amore più grande… quello per sé stessi?

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  3. morfea

    karen* :)

    manuel*
    che dire…:*

    mariella*
    esatto. l’amore migliore è il nostro

    Rispondi

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