Diciotto natali

Lettere Karen Lojelo

Sei morto, sei morto così, tutto d’un tratto non c’eri più. Nessuno ci credeva più ormai che sarebbe successo, tutti quegli infarti ogni anno e le corse all’ospedale, i pianti, la paura… e ogni volta tu ti riprendevi, tornavi a casa e ricominciavi a fumare, ad arrabbiarti se qualcosa non veniva fatta come dicevi tu.

Tutto tornava sempre come prima, il tuo brutto carattere ma anche la tua allegria, il tuo sorriso, entrare a casa e trovarti su quella poltrona con il telecomando in mano e invece di salutare tu dicevi sempre eccolo!, per eccolo intendevi te stesso, cioè era come a dire mi hai trovato, E ti trovavamo sempre tutti, ti stavamo ad ascoltare quando cominciavi a parlare per ore di politica o delle tue bizzarre invenzioni, ogni tanto esageravi…non la smettevi mai di parlare eppure adesso tutto questo silenzio pesa.

Ti sei sempre sentito il centro del mondo, e forse lo eri, almeno di quel piccolo mondo che avevi intorno, infatti adesso che non ci sei più tutto si è sgretolato. Ci tenevi tutti insieme tu, quella parvenza di famiglia allargata, diciotto anni di ‘Natali’ passati tutti insieme, tutti quanti, troppi, una valanga di persone che facevano un  gran casino e mangiavano tutta la notte.

Tutti quei Natali che all’inizio odiavo e che alla fine ho amato tanto.  Ricordo ancora il primo, mi sentivo un pesce fuor d’acqua e alla cinque di mattina ancora mangiavate fettine panate e giocavate a carte e a me si chiudevano gli occhi e non vedevo l’ora di tornare a casa che non ho mai sopportato né il Natale, né ingozzarmi e tanto meno giocare a carte, poi piano piano non c’è stato nulla da fare, mi sono abituata a pensare che quella era la mia famiglia, perché un’altra non l’avevo mai avuta forse e la prima volta che ci facesti correre in ospedale nonostante le discussioni e le incomprensioni, io piangevo e le tue figlie mi consolavano.

Aspettavo quest’anno, avevo pensato che per la prima volta mi sarei goduta questo cazzo di Natale che pare proprio non si possa evitare di festeggiare, avevo pensato ma sì, alla fine è un occasione per stare tutti insieme…tutti, almeno una volta l’anno. E quest’anno avevo anche qualcosa da festeggiare forse finalmente.

E invece tu che hai fatto? Sei morto davvero stavolta. E di tutta quella gente non c’è più nessuno. Da che non ti si riusciva a farti stare zitto, ora è tutto muto. Sono spariti tutti. Tra due giorni è Natale. Anche quest’anno penso che avrei voluto avere un biglietto aereo e poter tornare il 7 gennaio. Anche quest’anno non riuscirò a scappare e festeggerò qualcosa in cui non credo più da moltissimi anni e a festeggiare non ci saranno troppe persone ma troppo poche. E accidenti a te, mi manchi.

A N. che se n’è andato senza chiedere il permesso un giorno d’agosto.

Karen Lojelo

 

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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30 Commenti

  1. Karen,quando leggo un tuo racconto ,mi ritrovo quasi sempre.Io non amo il Natale per delle ragioni lontane che riguardano la mia infanzia,io da sola con mia madre ,che scaricava su di me tutto il rancore che aveva per mio padre lontano,amava immensamente mio padre,che la tradiva,io c'ero solo per piangere sulla mia spalla, ancora troppo bassa per appoggiarsi,ma abbastanza per sfogarsi.Adesso non ci sono più,li penso,ma non vorrei tornare indietro,fa male......Buon Natale <3

    • ti capisco bene... e che ti devo dire... buon Natale anche te...
      ti abbraccio 🙂

      • Forse ti ho scocciata , non volevo che dicessi niente,ma dirti che mi ritrovo ,non solo io forse....

  2. "que­sto cazzo di Natale"...

    Non te l'avevo mai sentito dire così, e lo sai quanto mi piace....

      • E' un testo che ti disarma inizialmente, per poi farti entare senza compromessi dentro le sue pieghe. Queste sono le storie che mi piacciono. Dannate, e per dannate intendo "senza buonismi". Complimenti Karen!

  3. ma dai ora che io comincio a pensare al natale in positivo tu Karen te ne esci così?

    • beata te... io devo avere una specie di allergia che alla fine vince sempre... 😛

  4. Il tuo racconto, mi ha commossa e riportata alla mia infanzia, notti intere passate dagli zii a giocare a carte e a mangiare ..... pur non amando le feste "Obbligate" ... anche io ho sempre organizzato il Natale per i miei figli con i famigliari .... per lasciare loro un ricordo! ... ora che sono cresciuti non siamo più riuniti come prima ... ogni anno manca qualcuno ..... ma spero di avere lasciato loro qualche cosa di bello da ricordare........ (Anche se mentre si vive, a volte c'è agitazione e nervosismo) Grazie Karen

  5. Forse dovrebbe essere solo un'occasione per potersi dire semplicemente "Ti voglio bene", e invece vediamo solo una festa imposta dal mercato... O forse non crediamo che una "normale" festa possa dare amore, forse perchè siamo sempre in cerca di qualcos'altro di "speciale"... e alla fine scoprire che quella gioia sono "... quei Natali che all’inizio odiavo e che alla fine ho amato tanto."... perchè insieme a chi si vuole bene...
    o forse no...

    • certo che è così... si possono vedere le cose da tanti punti di vista e tutti giusti, dipende da quale stai guardando il quel momento però 🙂

  6. Mi specchio in quello che hai scritto. Non chiedono mai il permesso, non glielo daremmo.
    Sandro

  7. Ci si adegua per non sentirsi soli, fuori dal mondo, esclusi, per sentirci comunque vivi...a volte ci piace, in fondo, a volte no...la nostalgia c'inseguirà sempre, forse perchè il passato ci rassicura e non siamo così sicuri del domani...

    • credo tu abbia capito tutto hai detto una di quelle cose che non ero mai riuscita pensare ma in cui mi ritrovo completamente: 'la nostalgia c'inseguirà sempre, forse perchè il passato ci rassicura e non siamo così sicuri del domani... '
      Questa è una grandissima verità credo e ti citerò con questa frase, bellissima oltretutto!
      grazie Jeanpaul 😉

  8. Nemmeno io amo le feste, quelle natalizie in particolare forse per il motivo che ha scritto Jeanpaul: "la nostalgia c'insegue sempre". Ripenso alle persone che non ci sono più e il natale non è più lo stesso della mia infanzia.
    Karen mi ha commosso il tuo racconto, è un vissuto che accomuna tante persone.
    Complimenti!!

    • grazie mille Marisa...eh sì purtroppo bisogna dire che accomuna diverse persone ma in questo caso mal comune non fa mezzo gaudio
      🙂 un abbraccio!

  9. se ne vanno sempre senza chiedere il permesso... che sia agosto o gennaio non importa... il Natale però è il giorno in cui la loro mancanza si fa più forte

    • il Natale pare fatto apposta per diventare tristi quando non si è più bambini ...

  10. E' così purtroppo Mariella, le feste sono le occasioni in cui ci si ritova tra parenti e amici e
    ci si rende conto, con tristezza, dei posti vuoti.

  11. Bel racconto, Karen. Spiazzante all'inizio ma poi ti addentri tra le sue pieghe e non ne esci con un sorriso. Dannato, nel senso dell'anti buonismo. Mi è piaciuto particolarmente perchè è un testo senza compromessi. Grande Karen

  12. bellissima
    commovente
    dannatamente reale
    un plauso karen... 🙂


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