(per non incontrare mai il nero riflettente dei nostri maxi-schermi LCD)

Il silenzio standard della capitale insegna anche stanotte...

...e ci ricorda bene.

Rievoca lo spettro di quella voglia, classificata estinta, di dare un taglio netto alla gelida stagione dei respiri confinati alla finestra. Quella speranza, lurida traditrice, che ci ha abbandonato a bordo adolescenza come inutili sacchi vuoti, scheletri alcolizzati, ultime pagine sui quotidiani cerca lavoro dei nuovi inverni mono-feriali.

E resterei volentieri un'altra notte senza sogni, per non annegare in questo incubo controverso senza di te...

...per non dimenticare le battaglie sessiste in nome di un ideale scambiato con un bambino in grembo, per non ascoltare il lamento inutile degli intellettuali noiosamente incatenati, alla ricerca di quel vuoto...

...storicamente in lacrime, indispensabile per abbattere gli eserciti di numeri mediatici e i sopravvissuti alle schermaglie politiche, evitando di soccombere ai nuovi artisti, che per quanto arte o parte non riusciranno mai a cambiare l'orario sadico delle nostre sveglie nei cellulari ogni mattina.

Scoprirsi un popolo alla moda...

...e godere l'irrinunciabile tepore della routine confezionata, la nostra coperta salva-pensieri scomodi, per tutte le volte che abbiamo osato sognare e ci siamo massacrati le unghie sui marciapiedi ghiacciati di cinecittà, ripetutamente delusi dai sorrisi chirurgici dei protagonisti svenduti ai copioni più disastrosi della storia, per sempre condannati all'ignoranza dei talk show che ci fanno apparire più intelligenti quando ne chiacchieriamo il giorno dopo in ufficio...

...sopravvivendo alle catastrofi giustificate...

...alla ricerca di una primavera sostenibile della terza età, del sesto stato, dei tasti consumati del telecomando climatico che non riuscirà più a scaldare il buio gelido dei tuoi occhi neri, Ele...

...non più fuochi simbolo di quell'amore giovane e violento, rivoluzionario, che ti aveva reso Donna in mezzo alla nullità dei borghesi insoddisfatti.

Che mi aveva reso parte di un significato.

E infine accorgersi che un qualsiasi stadio di seria A grida più forte di tutta Piazza del Popolo a Roma contro un governo mai traboccato.

Chiudere gli occhi al punto di sacrificare il sodo per dar voce al superfluo indispensabile...

...comodamente all'angolo del bar, per assecondare solo i punti di vista in prima posizione su google, le volgarità pubblicitarie alle quali possiamo facilmente assomigliare per sopportare tutti i giorni scarsi, evidenziati come date epiche nei nostri diari segreti...

...e tuttavia on line...

...cercando di riscoprire in noi un carattere sofisticato, tratto dalle battute noir televisive, provando ad aumentare dignità e compassione riflessa, abbracciando identità plastificate nella convinzione di essere a casa, finalmente...

...quando la città tace, alle 3, depositando sulle ciglia quel senso di sconforto da evitare, da invitare a volte, molto simile alla solitudine intrigante dei disastri emozionali estivi ricorrenti.

E'stato il patto silenzioso della decadenza: una firma al momento erroneamente calcolato...

...una promessa bagnata sporca, stretta fra le mani infangate dagli accordi per la sopravvivenza commerciale, meravigliandoci inermi dei cataclismi targati anni zero, delle sorprese dai volti tutt'altro che sorridenti, infiltrate già da tempo nelle crepe delle nostre roccaforti esistenziali.

E crollare sui marciapiedi affollati senza fare rumore, senza essere visti da nessuno...come se non fossimo mai esistiti: non ci saranno rovine a consolare i nostri brevi anni di tormento, di amore sporco e assiderato inutilmente.

La quieta ecatombe giornaliera di un paese malinconico che corre senza mai respirare...

...inseguendo la folle ambizione del benessere mediatico universale.

Ed essere abituati a stare così male da provare un insopportabile disagio persino nel pronunciare le parole "Va tutto bene".

Ma prima ancora di tutto questo, prima ancora c'eravamo noi...

...e cosa voleva dire essere liberi, Ele, per noi, se esserlo significava anche soffrire liberi?

La verità forse, il prezzo per acquisire un metro di giudizio difficilmente coerente, ma autentico e affidabile?

Per sfiorare l'abisso psicologico maniacale delle stragi familiari, per rinunciare al brivido della lotta urbana e delle piogge di sassi sulla fuga delle auto blu, per esorcizzare quel panico viola indelebile prima di alzarsi dal letto un altro giorno ancora, ridicolizzando madri assassine e preti asserviti, mettendo verbalmente a rogo politici e scienziati a inviolabile, unica e sola testimonianza che siamo noi la forza, il popolo e la cultura...

...grottescamente impettiti e vergognosamente a testa alta...

...nel violento disgusto della nostra forma sociale originale, crudele e ignorante, spericolata e agguerrita in prima linea solo quando c'è da fare la rivoluzione dei perdenti a colpi di "mi piace".

Ora fuggi, amore, sui tuoi ponti auto-consolanti che superano i baratri veritieri agli angoli dei supermercati e delle stazioni...ma lo sai, ci arriverai: non c'è che da guardarsi allo specchio...

...e nei grembi ormai fragili e corrotti che non offriranno altro domani che il volume spento di tutti i nostri ideali calpestati.

Solo sangue, rosse pupille...e pubblicità a tutte le ore per non incontrare mai il nero riflettente dei nostri maxi-schermi LCD.

N.A.

Nevrotico Alchemico
Nevrotico Alchemico
Scienziato alchemico dedito alla sperimentazione libera degli incroci nati fra le parole e i diversi status emozionali. Girovago senza meta, studio i caratteri delle persone e le loro relazioni con il degrado moderno degli ambienti circostanti, cercando di estrapolare il filo conduttore che porta alla reale natura di come siamo diventati...e del perchè spesso e volentieri non ci va bene neanche un pò.

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8 Commenti

    • Se non ci fossi te, signorina margherita...

      Non pretendo di essere capito...quella è roba da professori e intellettuali.

  1. quello che ti vorrei dire
    non lo vorresti sentire.

  2. Cavolo, talmente tanto realistico da mettermi paura. Eppure, ci sono piazze nelle quali gridano più forte che in uno stadio ad una partita di serie A. Forse non qui da noi, popolo assoggettato ancora troppo a schermi LCD. Eppure io sono ottimista. Lo sono sempre.
    E forse, anche se ancora molto addormentati, prima o poi ci sveglieremo e allora il silenzio non ci farà paura e da quel silenzio uscirà un urlo che chiede libertà a tutti i costi e senza compromessi. Perchè di compromessi, ad oggi, ne abbiamo ingoiati troppi.
    Grande N.A.

    • Grazie Mariella...le tue parole mi risollevano tantissimo il morale...sto sempre a pezzi dopo che scrivo qualcosa di simile...

      come se fossi vuoto, se avessi tirato fuori il mondo e poi...

      non c'è più niente.

      Ecco perchè temo che siamo diventati così, perchè solo di questo spesso riesco a scrivere...

      N.A.

      • o ne so qualcosa. Io a volte lo faccio per spronarmi, per ricordarmi che così non voglio essere che così non volgio che vadano le cose. E poi penso pure che leggere pezzi come il tuo mi aiuta a ricordare di non dimenticare i miei sogni. Mi aiuta a ricordare che io questa realtà non l'ho mai chiesta, l'ho sempre rifuggita. Solo che ora non si tratta più di rifuggire, ma ben si di alzare la testa e gridare il mio dissenso. Che poi se smetto di crederci vengo irretita dal nulla che ci sovrasta.

  3. Nichilismo creativo -

    Per chi lo sa.
    Dentro e fuori di sè.


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