Se è vera la teoria secondo cui un battito d’ali di farfalla può causare un uragano dall’altra parte del mondo forse allora la mia felicità potrebbe aver causato il terremoto in Giappone? Mi ci vorrebbe tanta camomilla che gli organi interni sono tutti in subbuglio, nessuno di loro è abituato a tanto. Quando passi troppo tempo a cercare soluzioni e risposte e ti arrivano tutte insieme è strano. Avevo  imparato a gestire la crisi, le guerre interiori e le domande senza risposta… ma le risposte… chi ci è abituato? Com’è che ci si comporta? E poi allora era vero che il cielo sembra più azzurro e il sole splende di più? Che improvvisamente vedi il buono e il bello in tutti e sembra contagioso questo strano stato d’animo sorridente alla vita…

Certo che la vita è strana forte… Avevo eretto teorie sulle torri di guardia dietro cui mi nascondevo, rinunciando alle speranze in una notte d’estate, gettandole dalla finestra e pianto sugli scalini dell’attesa senza fiato e poi d’un tratto arriva tutto e penso che non so cosa pensare…che mi verrebbe da dire a quel Dio di cui ho sempre dubitato che mi sento come quando a 18 anni organizzavo il mio compleanno e tutti i miei amici mi dicevano che erano impegnati e io ho passato due settimane a piangere perché nessuno veniva alla mia festa e poi quel giorno ho aperto la porta di casa ed erano tutti lì perché mi avevano mentito per farmi una sorpresa e invece di essere felice mi sono incazzata a morte perché mi avevano fatto piangere due settimane… inutilmente.

Poi è stato così per tutta la vita, quelle due settimane sono diventate anni in cui credevo che niente servisse davvero a niente. Che tutto, fosse servito a niente, e che non c’era proprio nulla da aspettare. Oggi rimetto in discussione tutto, un’altra volta, ma conservo le carte di ieri per imparare da quelli che forse erano i miei errori. Per ricordarmi la differenza, perché non si sa mai, mi potrebbero sempre servire. Non mi fido di te Dio, anche se adesso sto provando ad ascoltare. Non sono certa tu esista ma almeno inizio a dubitare, solo mi chiedo se era davvero necessario tutto questo affanno per riuscire ad arrivare almeno in qualche posto, che non è niente ma è almeno un inizio di qualcosa che sembra finalmente diverso.

Eppure è tutto ancora qui, sono tutti ancora qui, tutte le persone che hanno lasciato un segno, che ho amato in qualche modo. Tutte quelle persone che non ho salvato, che non sono stata capace di portare con me fino a qui; è come camminare sulle rovine di tutto quello che è crollato facendo tremare tutto il mio mondo per un tempo infinito e mi accorgo che anche immersi in un mare luminoso certe cicatrici bruciano come se fossero ferite ancora aperte in mezzo al sale. I sorrisi che non hanno resistito alle tempeste e tutto quell’amore anche, quello grande tanto da sembrare infinito che non è bastato. C’è chi crede nella reincarnazione, a me a volte sembra di aver vissuto tante vite in una sola, di essere morta così tante volte rimanendo cosciente da avere un esubero di ricordi che molto spesso non so gestire. Eppure tutte quelle cadute nel vuoto e perfino la violenza dello schianto mi ricordano adesso quanto è prezioso questo momento.

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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12 Commenti

  1. Sembra molto vicina al buddismo questa tua considerazione della vita...

    un buddismo macabro con una morale antieroica, particamente la negazione felice...

    Ok, è venerdì mattina al lavoro....

  2. interessante osservazione... ma non è macabro... è un botta e risposta tra il lato oscuro e quello chiaro forse... boh... non saprei nemmeno io, forse si scrive per chiarirsi le idee e invece si aprono solo nuove domande... 😉

  3. Da aggiungere ... non c'è nulla! ... Hai già detto tutto! ... Hai descritto alcune sensazioni che anche io provo, e, ... Non saprei spiegare! ..... Mentre leggo il tuo racconto! dico a me stessa : Ma perchè, non so spiegare anche io queste sensazioni?? ... Eppure le provo! ... Ma, non le so descrivere! grazie a te per averle spiegate così bene! 🙂

  4. Molto bello il tuo scritto, infonde fiducia a chi resta convito che nulla serva a qualcosa e magari quella speranza lo salva; anche se le persone si salvano solo da sole; anche se chi vuole salvare gli altri deve prima salvarsi da sé, perché l'amore che non è bastato è quello che si è negato a sé stessi.
    Ma forse tu ora ce l'hai fatta, ho almeno hai incominciato, e con te ce l'abbiamo fatta un po' tutti.
    Vuol dire che si può fare.

  5. Amica ma davvero per i tuoi 18 anni ti ho fatto incazzare?
    Mannaggia pensa invece che io ho sempre adorato le feste a sorpresa e mai nessuno me le ha fatte (tranne un anno mia madre che con il motorino in una giornata fredda di inverno è arrivata fino al paese e mi ha comprato la torta preferita fatta dalla pasticcera di fiducia per festeggiarmi al mio ritorno da un viaggio) e ora mi accorgo che quelle che ho organizzato io non sono mai state prese bene...

    • ahahaha perchè non te lo avevo mai detto che ero incazzata a morte' forse mi ero sfogata solo con roberto... porca miseria vedi come siamo strani? siamo tutti diversi... 🙂
      tvb

      • non me lo ricordavo... forse non me lo avevi mai detto... ma! O forse è una delle cose che ho dimenticato!!!! 😉

        • ahahahah sì forse lo hai scartato per far spazio a qualcosa che la tua mente riteneva più fondamentale ma mi sembra giusto... tu hai fatto una cosa bella è la mia mente malata che l'ha vissuta male 😉

  6. Ciao Karen..
    a volte le nostre certezze crollano come castelli di carta lasciandoci smarriti e sfiduciati..
    Credere o non credere.. Vivere o sopravvivere.. Amare o dimenticare.. è come camminare su di un cornicione bendati..
    Sfracellarsi è un attimo..
    L'importante è avere la costanza di Will Coyote e non arrendersi mai..
    😉


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