Secondo elenco di Mariella sul Natale…

Senza categoria Mariella Musitano

Perché non mi piace più il Natale ora che sono cresciuta

Perché non lo vivo più come un modo per stare insieme.

Perché non credo più in Dio.

Perché, specifico, non credo più nel Dio che viene rappresentato dalla Chiesa Cattolica e, ancora più nello specifico nel suo rappresentante qui sulla Terra.

Perché per abbellire le nostre case si spendono un sacco di soldi pure se tutti dicono che in giro ci sia la crisi.

Perché il Natale è il modo peggiore di buttare via i soldi per fare regali stupidi a tutti i costi dimenticandosi che per far felice qualcuno non serve un oggetto che per di più è stupido, inutile, inquinante e spesso pure pericoloso.

Perché non ci sono più i Natali di una volta.

Perché le verdure lievitano i loro prezzi, il pesce pure e la carne pure e la gente fa la spesa un mese prima e congela e i sapori rimangono congelati come i sentimenti.

Perché forse non sono più una bambina e adesso sono io che mi devo sbattere per fare un bel Natale nel quale per altro non credo.

Perché mi sale una rabbia nel vedere l'albero che è stato immolato per rendere più bella la piazza del Vaticano. Ma non erano i sostenitori del pro - vita? Ah già, gli alberi, per loro, sono solo oggetti. Ne riparleremo quando mancheranno "oggetti" che producono ossigeno.

Perché i bambini per Natale, e non solo, vengono sommersi da una quantità di giocattoli abnorme e molti di quelli dureranno forse fino a Santo Stefano.

Perché non mangio più la zuppa di pesce di mia zia Gilda.

Perché non mangio più le zeppole calde di zia Gilda.

Perché non mangio più l'abbacchio al forno con le patate di mia madre.

Perché non c'è più mia madre.

Perché non vado più a vedere i presepi di Natale con mio padre.

Perché non c'è più mio padre.

Perché non sopporto i Babbi Natali ad ogni angolo della città e ancora di più quelli appesi a balconi e finestre.

Perché non sopporto quelli che si travestono da Babbo Natale, con tanto di vestito acrilico e barba finta e cuscino e portano i regali ai bambini lasciando che la realtà della finzione sostituisca la loro immaginazione.

Perché ogni Natale mi metto a tavola, mangio, sorrido, faccio conversazione e intanto penso "pure quest'anno il viaggio in Brasile sarebbe stato perfetto per fuggire dal freddo dell'inverno e da una festa convenzionale".

Perché ormai si cominciano ad addobbare le strade subito dopo Halloween che fra l'altro è una festa importata senza aspettare l'8 dicembre.

Perché non credendo nel Natale mi chiedo cosa si ricorderà mio figlio di queste feste a parte un albero di Natale ultra inquinante con sotto tante scatole che contengono altre scatole e plastiche e fili e viti che avvolgono un regalo.

Perché il giorno dopo passando davanti ai secchioni della spazzatura li trovo stracolmi di immondizia. E mi chiedo come sia possibile che una festa che dovrebbe trasmettere amore lasci solo cumuli di spazzatura e niente più.

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

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4 Commenti

  1. come karen, quoto in pieno


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