Ernesto e i semi aggiusta tutto

Racconti Mariella Musitano

Ernesto ha molta fantasia, direi che ne ha da vendere. Ogni tanto mi ci fermo a parlare, è così divertente parlare con lui. I suoi discorsi potrebbero sembrare campati per aria, ma a me piace pensare che si posano su nuvole bianche. Non è forse lassù che regna la fantasia?

Ernesto abita con la  mamma e il papà nella villetta accanto alla mia. Abbiamo un lato del giardino confinante, quello con la siepe di edera che copre per intero la rete, tranne dove abbiamo lasciato un punto vuoto, a forma di cerchio, dal quale ci piace chiacchierare nelle giornate di sole.

L’altro giorno il sole era talmente tanto caldo da dare l’impressione che fossimo arrivati con un sol balzo alla primavera anche se poi invece manca ancora più di un mese. La mamma di Ernesto era abbarbicata sulla scala e stava potando la siepe di edera che nel corso dell’ultimo anno aveva avviluppato un po’ tutto, raggiungendo con i suoi tentacoli anche il salice all’angolo del giardino. Con esperte falciate la potava e rimondava ridandole la forma iniziale. Il buco delle nostre chiacchierate era stato ripristinato e io mi sono affacciato per curiosare dall’altra parte. Il gatto giocava con un filo di edera appena tagliato facendo agguati improbabili mentre il cane si era già ritagliato uno spazio sul mucchio di foglie che la mamma di Ernesto aveva fatto all’angolo vicino al barbecue.

Il piccolo invece sembrava intento a raccogliere i semi neri della pianta che inesorabili cadevano giù ad ogni colpo di cesoia. Uno per uno li metteva in una sacchetta di tela bianca con una meticolosità che lasciava sbalorditi.
-          Buongiorno Ernesto che fai?
-          Aiuto la mamma.
-          Raccogli i semi?
-          Sì perché questi sono semi magici.
-          Magici?
-          Certo, li vedi? Sono speciali. Sono semi aggiusta tutto. Aggiustano la macchina di mamma, la mia bicicletta, il muro della cameretta che è pieno di scritte. Aggiustano pure il mal di schiena di mamma e il mal di denti di papà. Con loro tutto diventa nuovo. Così non dobbiamo più spendere soldi per ricomprare le cose vecchie.
-          Eh sì allora sono proprio magici.
-          Sì, domani, quando viene nonna glieli do anche a lei così si aggiusta e torna giovane e può giocare tutto il giorno con me e correre e andare in bicicletta.
-          Senti un po’, ma per caso puoi darmene una manciata pure a me di questi semi che aggiustano tutto?
-          Sì però non li devi perdere. Ce l’hai una busta dove metterli?
-          La devo andare a prendere in casa.
-          Va bene, vai. Io ti aspetto qui. Poi quando torni te ne do un pochino.

Sono andato in cucina e l’ho lasciato a raccogliere altri semi magici a cui un adulto non ci avrebbe nemmeno fatto caso mentre lui li trattava come qualcosa di prezioso. Quando sono tornato con la mia bustina bianca mi ha guardato e ha detto serio:
-          Questi semi sono speciali. Non li devi sprecare per aggiustare le arrabbiature, quelle non le aggiusta. Però tutto il resto sì. La casa, le scale di scuola, le finestre del portiere, gli alberi senza rami al parco e lo scivolo di Martina. Le arrabbiature però no. Per quelle bisogna raccogliere il giallo dei fiori come le api. Per le arrabbiature serve lo zucchero dei fiori.

Così dicendo ha preso una sedia, si è arrampicato e ha cominciato a passarmi uno per uno i semi attraverso il buco nella rete.

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

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8 Commenti

  1. Mary...sono stupido io o è un racconto diviso in due parti???

    • Diviso in due parti?
      Nel senso che c'è un continuo?

  2. Be sai, dà come l'impressione di un finale aperto, come se non ci fosse alcuna certezza in quella vicenda.

    Quei semi, ok...li voleva, il tipo inizia a passarglieli attraverso la rete e poi?

    Cosa si aggiusta....e i fiori anti arrabbiature non li prende più??? Riuscirà a usare i semi?

    Ecco, cose di questo genere....

    • Esatto, c'è un finale aperto. Dici troppo aperto? Sai, l'idea era di lasciare in sospeso. Sta al lettore immaginare l'uso che ne farà il tipo dei semi. Ciò che ci è dato sapere è che sono semi speciale e devono essere trattati bene e usati per "aggiustare". Ernesto, come tutti i bambini è vago. Questo perché nel loro linguaggio tutto si semplifica e ogni parola, ogni espressione vuole dire molto di più di quello che la nostra mente di adulti riesce a comprendere. Dipende un po' dall'uso limitato che hanno del linguaggio stesso (conoscono pochi termini e con uno stesso termine vogliono dire più cose). Dall'altro però è che per loro tutto è semplice e il non detto è visibile ai loro occhi più di quello che viene udito con le orecchie.

      Però proprio ora, parlandone con te mi è venuto in mente che in fondo un continuo c'è e non è per "spiegare" dei semi, ma per imparare a prendere lo zucchero dei fiori.

  3. Bello....voglio anch'io sapere come va a finire con lo zucchero anti-arrabbiature!

    Quanto al discorso del linguaggio bambino, in effetti a pensarci mi ricorda molto l'ingenuità logica e innocente del Piccolo Principe!

    Eh, quanti week end sull'asteroide B-612...

    • già, io ci ho passato le vacanze estive sull'asteroide...

  4. Si coglie la freschezza della storia come una bella persona con un abbraccio, brava Mariella.
    Ho creduto, in quell'"aiuto la mamma", che la madre abbia di proposito fantasticato col piccolo sul potere delle bacche proprio per contare su un sostegno generoso.

    • grazie Giuseppe.


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