Ho ricordi a scorrimento veloce con qualche fermo immagine che conta. Tutto quello che c’era da dire forse l’ho detto, tutto quello che si poteva scrivere ho l’impressione di averlo scritto. Adesso restano le immagini nei miei ricordi, ci vorrebbero fotografie a parlare per me. Fotografie di quei momenti in cui i miei occhi hanno visto e guardato quello che davvero avevano di fronte, smettendo di ricordare giorni migliori, perché il migliore di tutti stava accadendo proprio lì, in quel momento…

In tutte le fotografie ci saresti sempre, con gli stessi occhi che non sono mai cambiati, mentre io credevo che i ricordi brillassero più della realtà, invece ricordavo bene…

Non so più scrivere poesie, ne ho scritte troppe e ho finito le storie perché c’è quella più lucente di tutte quelle che posso inventare che offusca i pensieri e non le trovo altre parole, le ho finite tutte, sono rimaste da dire le cose che non si possono spiegare.

Il rumore di uno sguardo, il suono della mano, quella risata tenuta stretta,  immagini che non si sanno raccontare.

Forse c’è ancora da raccontare di me, di quante volte avrei voluto che finisse tutto in quel preciso istante perché nulla di meglio sarebbe mai potuto accadere, di quante volte ho pensato se morissi adesso…  sarebbe perfetto, morire così con tutta questa felicità addosso senza dover vedere altro che non mi basterebbe.

Ma nonostante questo altro è sempre arrivato e dentro c’eri ancora tu,  continuavi ad esserci, in ogni momento, da lontano, e poi ancora da vicino.

E forse è in questi casi che si pensa, dalla vita, non potevo desiderare di meglio. Già… ma sarebbe dovuto finire il mondo, in uno di quei giorni, per non dover sopportare tutto il resto del tempo passato ad aspettare di sentirsi ancora così, così, come se tutto fosse ancora possibile, come se il tempo fosse un alleato nobile. Così, con gli occhi chiusi su quel tramonto, che non serviva guardarlo perché il sole tanto ce l’avevo dentro, insieme al cielo alla luna e a tutto.

Davvero, ho pensato tante di quelle volte fa che finisca adesso, tutto adesso, l’intero universo perché io non voglio altro, ma io non sono il mondo, sono un puntino che sta in qualche posto e forse nemmeno nel mezzo. Però una cosa l’ho imparata dal tempo, basta occuparlo, e prima e dopo, ritorna tutto.

Ritornavo bambina, come quando mio nonno mi faceva andare sott’acqua e mi diceva di trattenere il fiato, io chiudevo gli occhi e cercavo di fissare il momento, mi immaginavo in un giorno lontano, quando tutto sarebbe stato perfetto… serravo le palpebre e stringevo forte i pugni pregando un Dio che ormai do per scontato non esista, ti prego, ti prego, almeno fammi ricordare tutto.

Karen Lojelo

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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11 Commenti

  1. se finisse tutto in quel preciso istante sarebbe tutto più semplice...eppure la mente,ahimè, non si ferma ad apprezzare il presente ma è sempre affamata di futuro, di incerti momenti futuri da trascorrere insieme. Bellissime immagini...il rumore di uno sguardo, il suono della mano... 🙂

  2. in certi momenti si ferma eccome... è solo che le cose poi vanno avanti comunque...:)
    grazie Maria

  3. un istante non dura un sempre un momento, può durare una vita a ritroso nel tempo dei ricordi o nella visione dei ricordi futuri.
    e avolte proiettiamo il passato e il futuro senza decidersi veramente a trovare un modo migliore per ingannare il presente

  4. bel pezzo Karen... maviglioso

  5. so cosa si prova... quel fermo immagine che è tutto passato presente futuro... vita eterna

  6. "Foto­gra­fie di quei momenti in cui i miei occhi hanno visto e guar­dato quello che dav­vero ave­vano di fronte, smet­tendo di ricor­dare giorni migliori, per­ché il migliore di tutti stava acca­dendo pro­prio lì, in quel momento…"

    bellissimo. ho le lacrime, ancora.

  7. Un Fermo Immagine degno di nota e pieno di spunti di riflessione. Peccato solo per il palese pessimismo che si evince in ogni verso. ....però!


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