“Giuda” vuole incarnare l’esperienza di vita ed il punto di vista del più celebre traditore della storia. In molti hanno raccontato la vita di quest’uomo, mostrandolo come il peggiore peccatore, colui che osò tradire l’Incarnato decretandone l’ingiusta condanna a morte. Giuda ha però suscitato un interesse più profondo e meno legato agli avvenimenti raccontati dai Vangeli; ad esempio gli apocrifi, in particolare il Vangelo di Giuda, hanno sostenuto una tesi molto suggestiva e certamente partigiana secondo la quale Giuda, volontariamente, eseguì un ordine preciso del Maestro, diventando parte essenziale della condanna di Gesù e della conseguente morte, ma chiave di volta per la totale redenzione dell’umanità.
Traditore o collaboratore di Dio?
Questo libro non segue ne l’una strada ne l’altra. Instilla invece il dubbio che Giuda abbia svolto un percorso interiore, fatto di fedeltà nei confronti di un ideale acquisito precedentemente alla conoscenza di Gesù e ad un successivo sradicamento delle proprie certezze e prospettive, comportato dall’incontro con il Nazareno e la “rivoluzione morale” portata dalle sue parole.
Per questo Giuda non riesce umanamente ad accettare la sorte di Gesù, considerandola non come un atto salvifico di donazione estrema, ma come la misera sconfitta di un uomo consegnato alla condanna della croce.
Il Giuda che ho voluto raccontare è un personaggio complesso e sfaccettato, teso alla deviazione del male ma comunque capace di una profondità cocciuta ed incolpevole.
Giuda, l’uomo più controverso della storia dell’umanità, la cui fine resta ancora un mistero tra tradizioni apocrife e versioni universalmente accettate.

Guido Mazzolini
Guido Mazzolini
Nacqui a Cremona troppi anni fa, da allora respiro nebbie fitte, afa padana e pianeggianti sensazioni. Pesante e immobile da sempre, mi esprimo come posso e come so, nello stesso identico modo che mi è stato concesso da un cinico fato. Scrivo parole convinto che l’espressione sia l’unica magia donata agli esseri umani per potersi elevare e somigliare sempre più agli Dei. Non esistono punti fermi nel mio esistere, solo zattere di comprensione in balia di un oceano agitato e onde altissime che conducono, malgrado noi, verso lidi sconosciuti. Per questo credo nella parola espressa come valore supremo; ci credo perché la voglio fortemente mia, la sento scorrere nelle vene più del sangue, possiede un proprio odore inafferrabile ed evoca consapevolezze diverse, la posso toccare con mano, ingoiare e respirare ogni istante. Credo nel “linguaggio dell’inesprimibile”, nelle sensazioni e intuizioni che solo parole non convenzionalmente espresse riescono a palesare realmente. Accendo l’ennesima sigaretta, inalo fumo, dubbi e allegrie. "Sono l’oscuro lato che nasconde la genesi più vera di me stesso." I miei figli: "L'Attimo e l'Essenza", "Diario di bordo", "Il passo del gambero", "Suoni", "La ragione degli alberi".

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