Gli ultimi guerrieri

Racconti RickMor Pan

Un posto lontano un senso vicino…

Agosto 2009, Papua West, Beliem Valley, dai frammenti di un viaggio.

...la terra intorno alle radici dell'uomo è qui ancora calda. Ancora solo terra e acqua nelle vene. Ancora acqua e terra negli occhi... e occhi duri, e aspri, ma vero il sorriso quando il viso apre, e vero il contatto. Neanche maschera può nascondere ma solo ampliare. La memoria di questo è fragile, la memoria cade, e lentamente scompare come il giorno all'arrivo della notte.

E noi... venendo qui, portiamo notte sulle radici. Siamo la notte sulle radici, come già lo siamo stati sulle nostre.
Ad ogni guerriero che muore una radice perde il contatto con la terra ...e il tempo si spezza, e il legame con la terra si inaridisce, e nuove maschere aliene sono vendute a nascondere questa violenza. Unico modo per salvare i guerrieri è assorbirne il senso, e imparare da loro, e imparare da ciò che siamo stati.

Ho cercato di imparare dai guerrieri. Ho cercato di ascoltarne la voce. Un vero guerriero mai corre. Il suo passo lento può coprire ogni distanza. Non ha senso correre se si è nella propria casa. Non ha senso correre se i propri passi già sono sufficienti a tenerci in contatto con la nostra casa, con nostra madre. Un guerriero non ha nulla mai con se, se non se stesso e la propria lancia, e mai ha fretta di scagliare un colpo, perchè sa che da quello dipende la propria vita e quando tirerà quel colpo quindi non sbaglierà. E se sbaglierà allora accetterà il suo errore. Ma mai sarà frenato dal timore. Una vita per imparare a tirare un colpo. Un colpo per dare senso ad una vita. O forse un colpo come parte indissolubile di essa e il senso stesso della vita raccolto nel... viverla, per ogni momento, per ogni istante, senza pensare alla possibilità di sbagliare, o vincere, o morire, o vivere. Il tempo è fermo perchè non ha bisogno di correre di più. Il tempo è sempre oggi perchè ora, adesso, si può scegliere il nostro prossimo passo. La terra non ha fretta. Non ha fretta l'acqua. Perchè la morte è solo un istante e tutto rinasce. Il dolore è solo un istante ed è solo il ricordo che lo rende un peso. Se ricordiamo che siamo terra... e siamo acqua... se ricordiamo che nelle nostre vene acqua e terra scorrono, conserviamo la memoria della nostra essenza, delle nostre radici, del nostro stesso senso, conserviamo il senso dei nostri passi e del sentiero che essi costruiscono ad ogni istante.

Molto più facile però che distruggiamo noi la memoria e in pochi istanti strappiamo le radici dalla base. E' sufficiente a volte anche solo dare una caramella ad un bambino, o una sigaretta ad un adulto, pensando certo di fare opera magnanima, o anche solo per sentirsi egoisticamente gratificati, per cambiarli invece per sempre, per violentarli comprando il loro sorriso, per uccidere la memoria e uccidere gli ultimi guerrieri, ucciderne il senso, far nascere la vergogna, il disagio, il senso di inadeguatezza verso chi appare più forte.

Per salvare gli ultimi guerrieri bisogna divenire uno di essi, e corrompere noi stessi almeno quanto inconsapevolmente, ed irrimediabilmente, stiamo corrompendo loro. Questo ho portato con me... spero di essere ora, non uno di loro certo, che la mia terra è questa, ma di avere assorbito qualcosa, di avere imparato, di avere ricordato il valore del contatto dei piedi nudi col terreno, dell'acqua fredda di un fiume sul corpo all'alba, di un urlo su un monte perso tra gli ultimi sospiri di un sole che cade.

Spero di aver imparato che, ogni giorno ho con me solo me stesso, e la mia lancia, quello che ho imparato nella vita, e che qualsiasi cosa accada, sta a me decidere, sta a me scegliere di essere, sta a me rialzarmi se sono sconfitto, sta a me... aprire il viso in un vero sorriso.

...nonostante tutto.


RickMor Pan
RickMor Pan
Oggi sono un ricercatore. Quando sarò stanco di cercare scriverò ciò che ho trovato. Nel frattempo ogni tanto scrivo... Sono tante cose e forse nessuna per davvero. Ma fare ciò che si ama sempre è più che abbastanza no?

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11 Commenti

  1. 🙂 leggere le tue cose è terapeutico ! Grazie !

  2. camminare e' terapeutico. e' una reazione all'alienazione.

    • ...o forse camminare è solo naturale e non farlo ci rende alienati?

      • ...quindi non camminare ci discosta dal nostro essere al naturale, quindi ci aliena, e allora da alienati camminare diveta un'ottima terapia utile a recuperare il legame perduto con noi stessi...?

        vogliamo continuare cosi' o cantiamo anche "ma che bel castello maccondirondirondello" ?

        certe vole mi chiedo se sono sulla Terra o su alfa centauri.
        vado a camminare va...

        • ah ah... io invece me farei una pennica adesso, che è terapeutico lo stesso se solo riuscissi a prendere sonno!

          • ah ma allora e' una epidemia! stanotte mi son svegliato alle tre e mezza... e non c'e' s tato piu' verso...

          • pensavi a noi..non puoi più farne a meno... 😉

          • beh dai, non esagerare... mi siete simpatici, si... ma da qui a non dormirci la notte...
            :))))

  3. ...addirittura? eh eh... grazie a te! allora evidentemente hanno un senso.
    Solitamente scrivo per autoterapia ah ah
    buonagiornata!

  4. camminare e non abusare della lancia... usarla solo quando è il momento.... ricordarsi di cosa siamo fatti e che nel nostro cammino ciò che conta è sapere che abbiamo bisogno di noi stessi, ma noi dove siamo? Chi siamo? Dove stiamo andando?

  5. ...stavo rileggendo il foto racconto del mio viaggio dell'anno scorso in papua. Il commento che avevo fatto alla foto usata come miniatura pubblicata qui mi piace troppo e quindi lo aggiungo qui 🙂

    Gli ultimi guerrieri.... In questi luoghi si respira ancora un'atmosfera surreale. L'uomo è parte dell'ambiente, non ne è proprietario. In fondo ha tutto ciò di cui necessita veramente, senza il bisogno di comprare illusioni per nascondere il vuoto dentro. Questa incosciente ricchezza pare renda così facile essere felici.


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