Il Grimorio di Baker Street: Sherlock Holmes come non l'avete mai letto

Recensioni Vito Tripi



di Vito Tripi

Indubbiamente l’ultimo film di Guy Ritchie, campione d’incassi l’inverno scorso, “Sherlock Holmes” ha avuto il grande pregio di rilanciare la figura, in verità mai ossidata, del più noto detective del mondo. Indubbiamente, la mancanza del classico berretto, della lente d’ingrandimento e del tormentone “elementare Watson” può aver fato storcere il naso ai fedelissimi del cliché televisivo. Difatti la visione data da Ritchie è abbastanza ficcante con quella dei primi racconti di Sir Arthur Conan Doyle.

Ed in questa nuova primavera holmesiana non poteva mancare il fiorire di testi apocrifi dedicati all’investigatore di Baker Street, come sempre alcuni discreti, altri mediocri, altri da tenere sul comodino. Un’idea originale è venuta alla Gargoyle Books la quale ha pubblicato una pregevole antologia dal titolo “Il Grimorio di Baker Street” curata da J. R. Campbell e Charles V. Prepolec. Bisogna dire, per amore della verità, che un tentativo simile, cinematograficamente parlando, era stato tentato nel film “La maschera della morte” di Roy Ward Baker del 1984 in cui Holmes veniva interpretato da un’icona del cinema horror il sempre compianto Peter Cushing in una storia dai tratti orrorifici.

In verità già in tempi non sospetti la casa editrice romana aveva dato alle stampe due volumi inediti, in ogni senso, dedicati ad Holmes ossia: “Sherlock Holmes contro Dracula” (2008) e “Lo strano caso del Dr Jekill e Mr Holmes” (2009) di Lauren D. Estelman in cui la creatura di Conan Doyle fronteggia due dei villain più noti dell’epoca vittoriana. Precisazione: queste due storie non sconvolgono i romanzi originali bensì collocano gli incontri tra il detective e i due “mostri” all’interno dei momenti morti delle rispettive storie. Opere pregevoli che rivalutano non solo il lavoro di Conan Doyle ma quello di Stoker e Stevenson.

Ma torniamo al nostro “Grimorio”. Un’antologia di undici storie di “genere”. Sì perché Holmes e il fido Watson, vero narratore delle sue gesta, avranno a che fare con l’insolito, l’ignoto ed il mistero in un caleidoscopio di colori letterari, dal giallo, al nero passando per il rosso e il blu (rispettivamente romanzo d’avventura e fantasy il bianco è per la fantascienza ndr). Difatti non è solo l’horror o il gotico a fare da condimento a queste storie ma la componente fantasy, fantascientifica (o forse per meglio dire steampunk), thriller e avventurosa. Inoltre sono storie ricche di crossover, termine tanto caro al mondo fumettistico, ossia d’incontri tra personaggi celebri.

Infatti nel primo racconto “Il bambino sperduto” di Barbara Hambly, paragonabile ad un trip lisergico, Holmes incontrerà e collaborerà niente popò di meno che con Peter Pan. Una storia a metà tra l’onirico loevecraftiano e la narrativa per ragazzi. Oppure con un suo fratello letterario il Prof. George Edward Challenger, protagonista di una serie di romanzi di Conan Doyle, in “Sherlock Holmes nel Mondo Perduto” di Martin Powell in cui dovrà destreggiarsi tra dinosauri ed una sua vecchia nemesi del passato. Ne “Il loro destino” Barbara Roden fa incrociare la strada del duo di Baker Street con l’investigatore Flaxman Low, nato dalla penna di Kate Prtichard e del figlio Hescket, anche se in tutto il racconto verranno presi in giro i vari emuli letterari dell’investigatore.

Thomas Carnacki, l’investigatore dell’occulto creato da William H. Hodgson, sarà invece l’ospite de “Il Grimorio di Grantchester” di Chico Kidd e Rick Kennet. Un noto “Conte” rincontrerà sul suolo americano un centenario e scorbutico Holmes, scappato da nazisti Oltreoceano, in “Tramonto Rosso” di Bob Madison.

Un tocco indubbiamente fantasy ha “Simbiosi” di J. R. Cambpell mentre tende al thriller truculento “Merridew di abominevole memoria” di Chris Robertson. Ma non tutte le storie hanno l’io narrante di Watson: “Il bambino sperduto” ad esempio viene raccontato dalla signora Watson Mary; “Tramonto Rosso” da un anonimo detective privato americano; “La Lega del Pianeta Rosso” invece dal Colonello Sebastian Moran ossia “il secondo uomo più pericoloso di Londra” il fido braccio destro dell’antitesi di Holmes il geniale Prof. Moriarty il “Napoleone del crimine”.

E proprio su quest’ultima storia vale la pena soffermarci un po’ in primis per chi, come lo scrivente, adora i villain visto che il protagonista è proprio il mefistofelico professore, in secondo luogo perché è un abile commistione di storia investigativa e fantascientifica con un richiamo alla “Guerra dei Mondi” di H. G. Wells.

Anche “Tramonto Rosso” è intrigante perché sfata tutti i cliché holmesiani citati all’inizio e perché instilla un dubbio sul reale rapporto affettivo tra Holmes e il suo amico… Invece consiglio, scompaginando l’ordine del libro, di leggere per ultima la storia di Christopher Sequeira “La sua ultima freccia” che ci mostra un Holmes come non l’abbiamo mai visto decisamente sconvolgente!

TITOLO: IL GRIMORIO DI BAKER STREET
CURATORE: J. R. CAMPBELL&C.V.PREPOLEC
AUTORI: AA.VV.
EDITORE: GARGOYLE BOOKS
PAG.: 340, brossura
PREZZO: 14,50 €

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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