In hotel a Rimini occupavo l’ultima stanza del terzo piano; tornavo dal mare all’ora di cena e prima di fare la doccia e cambiarmi d’abito per la sera, mi piaceva rimanere qualche minuto affacciato al balcone della camera, a guardare la gente camminare, le insegne dei negozi, le auto, il blu del mare spiccare dietro i palazzi, all’orizzonte.

Quello che mi colpiva di più erano le ampie terrazze all’ultimo piano dei palazzi degli alberghi, con i lunghi fili tesi su cui il personale di servizio stendeva ad asciugare lenzuola, asciugamani, federe, ed alcuni capi di biancheria e costumi da bagno, tenendoli fermi con decine di mollette colorate.

Mi ritornava allora alla mente quando, da bambino, nelle giornate soleggiate, andavo con mia madre sulla terrazza del palazzo dove abitavamo, con in mano il secchiello delle mollette che a quel tempo erano solamente fatte di legno. La guardavo stendere il bucato che aveva sistemato in una vaschetta tonda di plastica arancione; inoltre mi piaceva sporgere la testa un po’ oltre il muretto del davanzale per vedere l’orizzonte dal filo del cornicione.

Puntualmente mamma, che non mi perdeva nemmeno per un attimo di vista, mi diceva -Marco,non ti sporgere,vieni qui!- Allora mi mettevo a camminare per tutta la terrazza, a volte correvo; mi divertiva seguire le righe nere di isolante lungo le travi del tetto, mimando una situazione di equilibrio precario mentre ci camminavo sopra.

Quando mia madre finiva di stendere, mi chiamava dolcemente, sorridendo, tendendomi la mano ed il secchiello svuotato delle mollette. Io correvo da lei ridendo; prima di scendere di nuovo a casa guardavo tutta la biancheria stesa sui fili, ascoltando lo schioppettio delle lenzuola al vento, nel sole.

Marco Scazzeri
Ciao a tutti , mi chiamo Marco , ho 36 anni , scrivo racconti brevi e vorrei tanto poterli condividere con tutti voi ed avere una vostra opinione sul mio modo di scrivere e sui racconti stessi . Un caro saluto a tutti , vi attendo , Marco Scazzeri .

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1 Commento

  1. certe piccole cose restano impresse nella mente e profumano di bucato steso al sole


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