I rumori che sento

Racconti matteo

Sono cieco da un occhio. E sordo da un orecchio. Un quadro allettante, lo so.
No, no, niente di serio. Il mio analista dice che c'è una parte della mia vita che mi si mostra nuda, a gambe aperte, ma sono io che non voglio guardarla, così nel mio occhio scende l'ombra. Cieco.

L'otorino non ha riscontrato alcuna anomalia nel mio timpano così, dato che continuavo a non sentire, mi ha mandato da un analista. Non lo stesso, un altro. Suo cugino per la verità. A lui non ho detto che ero già in cura da un suo collega.
L'analista cugino ha detto che la mia vita parla, ma sono io che non voglio, che mi rifiuto di ascoltarla. Sordo.
Tra gli amici c'è chi mi chiama Polifemo immaginario, perchè ho un solo occhio buono e, scacco al mostrone mitologico, io anche un solo orecchio.

I rumori che sento sono tanti, ma non tutti, io lo so, ci sto attento.
Sento le rane gracidare nello stagno dietro casa, sento la pioggia che picchia sulle tegole del mio tetto da rifare. Guardando te col mio solo occhio poi, ho imparato a vedere quando stai per sorridere o quando stai per andare via.
Sono venuto oggi a prenderti a lavoro, una sorpresa, una improvvisata.

Il bus, poi la metro, di corsa. Ti vedo all'altro lato della strada, sei appena uscita, ti incammini nella direzione opposta alla mia. Non riuscirei mai ad attraversare e raggiungerti, ti telefono.

Sono cieco da un occhio, così non riesco a vedere mentre prendi il cellulare dalla borsa, proprio non vedo mentre leggi il mio nome sul display che si illumina a intermittenza, né quando riponi il telefono nella borsa e continui a camminare.
I rumori che sento, adesso, arrivano da tutta la città, clacson, motori, grida, voci, sirene, sputi, soffi. Non sento più i tuoi passi invece. Non sento la tua voce.

L'otorino mi ha detto di tornare al persistere dei sintomi. Ma non credo che ci andrò stavolta, so che l'altro suo cugino guida un carro funebre.

matteo
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La speranza è nell'opera. Io sono un cinico a cui rimane per la sua fede questo al di là. Io sono un cinico che ha fede in quel che fa. (Vincenzo Cardarelli)-----http://badradio.splinder.com/

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7 Commenti

  1. ogni tanto tanto capita anche a me di non sentire e mi fanno male le orecchie... stessa sindrome forse...
    bellissimo Matteo come sempre...

  2. Molto bello e significativo...

  3. le nostre malattie immaginarie o reali che siano sono il risultato dei nostri blocchi, che sia il non voler vedere, il non voler sentire, il non voler....

  4. io stavo pensando alle ferite che infliggiamo ogni giorno, anche senza volere, siamo ordigni bellici, la deflagrazione è sempre così possibile. Del resto "deflagrare" è anche il disgregarsi delle rocce del deserto, solo che paradossalmente non si intravedono oasi in città.

  5. associazione a delinquere di stampo medicale. (io ci vedo appannato da entrambi gli occhi e non sopporto i cugini... uso la fantasia....)

  6. Affascinante. 😉


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