ieri sera ho pianto

Articoli Mariella Musitano

Ieri sera ho pianto. Davanti allo schermo del mio televisore, mentre andavano le immagini di una Roma data alle fiamme.

Ieri sera ho pianto. Per la disperazione di sapere che in Italia non cambierà mai nulla.

Ieri sera ho pianto. Ormai è evidente che la democrazia non esiste più.

Ieri sera ho pianto. Per la rabbia di sapere che non c'è nulla che valga la pena di fare. Tempo sprecato.

Manifestare è inutile. Gridare a gran voce che le cose cambino è inutile. Credere in un futuro migliore è inutile.

Ieri pomeriggio c'è stata la guerriglia urbana a Roma. Auto distrutte, vetrine dei negozi infrante. Fiamme che bruciavano non solo gli oggetti, ma anche i sogni di chi la mattina era sceso in piazza ottimista. Convinto che stavolta non sarebbe stato come le altre volte.

Berlusconi non è stato sfiduciato.

Ma non è Berlusconi. O lui o un altro poco conta. Non mi sorprende che ancora una volta si siano fatti gli interessi dei politici invece che quelli degli italiani.

Perché oggi comincio a distinguere fra noi popolo, e loro politici. Noi che non avremo la pensione. Loro che non sfiduciano per non perdere la loro di pensione. (Mi sbaglio forse, vorrei tanto sbaglairmi).

Siamo pagliacci di cui muovono i fili.

E la rabbia dei ragazzi ieri in piazza io l'ho sentita tutta. Sono per la pace. Sono contro la violenza, ma ieri ho pianto di rabbia. E non li ho biasimati mentre tiravano san pietrini e bombe molotov. Ho sentito la loro delusione. Sapere che a nulla erano valse manifestazioni in tutta Italia. Ieri sera ho guardato i miei figli e mi sono chiesta se davvero un mondo migliore è possibile. Manifestare pacificamente non ha portato da nessuna parte.

E noi italiani, come dice Monicelli, non abbiamo mai fatto nessuna rivoluzione.

Che sia giunta l'ora?

Mariella Musitano
Mariella Musitano
io sto alla scrittura come il giocoliere sta alle clavette.

Suoi ultimi post

5 Commenti

  1. Sembra proprio che le armi della Pace e della non violenza non siano riconosciute nè tantomeno ascoltate...io non ho pianto, perché non c'ho più lacrime, ma per davvero siamo messi proprio male!

  2. Stanchi prima ancora di cominciare a respirare, di imparare a respirare...

    ...come puoi gridare senza aver mai respirato davvero...?

  3. Credo ci voglia concretezza, azione ed analisi.
    Chi ha fatto militanza attiva vede una differenza enorme tra questi movimenti e quelli del passato: la prospettiva!!!
    Il futuro ed il progetto concreto figlio del sogno. In questo elemento di differenza non si inserisce solo la nuova generazione che non vuol essere passiva spettatrice, ma protagonista del proprio destino, ma un intero paese. "Nessuno ci rappresenta" era uno degli slogan più urlati. E' triste in una democrazia che si dice rappresentativa un vuoto del genere, sempre più ampio, capace di fagocitare l'esistente e rendere vano il senso stesso del nostro sistema politico. C'è però appunto voglia di manifestare, proporre, esserci, mettendosi in gioco in prima persona ed in questi tempi dove tutto pareva essersi disperso come polvere nel mondo virtuale non è poco. Siamo comunque in un bilico, fuori da ogni minima certezza ed i prossimi giorni, a partire dai prossimi cortei e dalle prossime proposte, saranno fondamentali per avere il quadro completo di quel che sta accadendo.


Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commento *

Name *
Email *
Sito