Noi, che ci siamo amati in silenzio, con pudore e senza pudore ci spogliavamo a volte.

Io e te, che siamo rimasti due essere divisi per paura di mischiarci la vita ma abbiamo condiviso l’anima e ce ne sono rimasti appiccicati pezzi l’un altro che difficilmente si staccheranno. Noi due, che parlavamo senza parlarci e ci vedevamo dentro senza spiegarci.

Tu ed io, che ci tenevamo la mano usando l’altra per mantenere le distanze. Siamo rimasti lì, appesi a un filo a guardarci dentro senza farci vedere per paura di cadere più in basso di quanto già non fossimo arrivati separatamente. Che ci siamo amati forse tanto, troppo, ma mai abbastanza, per non rovinare tutto. È per questo che in parte continuo a portarti dentro, anche se in modo diverso, non è un rimpianto. Quel che ti devo rimane ancora tanto. La mia felicità di oggi la devo anche al dolore di ieri.

Vedi, lo hai fatto, come quegli uccelli che insegnano a volare ai figli. Ieri mi ha portato ad adesso. Avevo imparato già molto cadendo ma da te ho imparato il resto,  perfino a camminare, sorridendo, senza averti accanto.

Karen Lojelo

Karen Lojelo
Karen Lojelo
Sono nata a Roma il 25 giugno del 1976 dove ho studiato, vissuto e lavorato fino al luglio del 2007, poi ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo: “L’amore che non c’è” poi è stato il tempo di "Binario 8" una raccolta di poesie (che scrivo da sempre). Appena uscito il mio nuovo romanzo 'L'ebbrezza del disincanto' e a breve un'antologia di racconti curata da me Mariella Musitano e Sara Marucci. Nel 2013 è andato in scena il primo spettacolo teatrale scritto da me 'Riflessi' e attualmente sono impegnata nell'ultimazione di un nuovo romanzo. Chi sono io? Bella domanda…: "io sogno cose che non sono mai esistite e dico: «Perché no?». George Bernard Shaw

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