Il contatto con la carta, una sensazione ormai sconosciuta (7)

Il contatto con la carta, una sensazione ormai sconosciuta. Non aveva trovato libri nella sua nuova realtà, li aveva cercati ovunque, inutilmente, prima di entrare il quel negozio. Che sciocco a non averci pensato prima! Nel 2509, la cosa più vicina ad un libro era una tavoletta con uno schermo, su cui era possibile richiamare le informazioni necessarie tramite un touch screen e per di più aveva scoperto che era roba da feticisti, che non usava più nessuno. Ma Rayan aveva fatto fatica ad abituarsi anche a quel robo, nonostante avesse insistito parecchio per ottenerlo: adorava leggere e ancor di più adorava la sensazione di avere un libro tra le mani, di sfogliare le pagine coperte da fitte letterine, di respirarne l’odore di carta stampata, anche un po’ ingiallita e polverosa a volte, come la lettera che aveva tra le mani. Si portò la busta alle narici e l’annusò: lo scrigno aveva preservato un vago odore di rose e violette, che subito gli inumidì gli occhi. Lo riconosceva, era il profumo di Lhyu.

Il cuore sembrava volergli scoppiare nel petto. Qualsiasi informazione contenesse quella lettera, erano le ultime parole di Lhyu… e non sarebbero di certo state banali, no, questo mai, anche se gli avesse scritto solo “ciao” per lui sarebbe stata la parola più bella del mondo.
Si guardò intorno ma non vide tagliacarte nel negozio. Non voleva rischiare di rovinare la lettera strappando in malo modo la busta. L’antiquario, alzando gli occhi al cielo, gli passò una pietra azzurra, piatta e tondeggiante. Ma dopo averla girata un paio di volte tra le mani, Rayan ancora non capiva a cosa servisse, così l’uomo spazientito gliela tolse dalle mani e la passò delicatamente sulla busta, che si aprì con un rumore leggero, simile a un sospiro.
Imbarazzato dall’ennesima figura da ignorante, Rayan recuperò la busta rapidamente e chiese con stizza all’Antiquario:“Posso avere un po’ di privacy o no?”
“Le aziono il raggio avvolgente se preferisce…”
“No, basta diavolerie. Mi basta un posto un po’ isolato del suo negozio”

L’antiquario, che ne aveva avuti di clienti strambi, gli indicò le lunghe dita una poltroncina rossa che si intravedeva in fondo al locale. Rayan, con la busta stretta al petto, si avviò verso la poltroncina. Un cartellino di plastica poggiato sul bracciolo la identificava come “ÄLVROS IKEA – ORIGINALE!”. Ryan non pensava che un oggetto simile potesse durare così tanto. Si sedette circospetto e quando fu convinto che la poltroncina avrebbe retto, iniziò finalmente a leggere:

“Amore mio, devo raccontarti una incredibile. Non riesco ancora a crederci o a spiegare come possa esser successo, tu forse avresti capito, ma quando son riuscita a trovare il modo di rintracciarti, ho scoperto che ti avevano ibernato e che non avrei potuto riabbracciarti e dirti che sono ancora viva. So solo che dopo l’esplosione mi sono risvegliata in un altro corpo… e’ stato strano essere una farfalla e poi migrare in altri corpi come una piccola scintilla…ma ora finalmente son riuscita a risvegliarmi in un corpo di donna e vorrei tanto averti qui con me!“ Rayan non riusciva ad andare più avanti con la lettura…

autore Moemi
Moemi

Un gioco di scrittura creativa, partito su meemi, a turno si scrive un pezzo di racconto in meme, e chi chiude decide chi debba proseguire... una idea favolosa di firstbit
firstbit
... qui il Racconto a staffetta
meemi

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