il giardino delle delizie

Fame…
avevo fame. Avevo tanta fame … sempre fame.

Ho
assaggiato cibi di ogni tipo … cibi dolci. Cibi salati … senza mai lasciare
nemmeno una briciola.

Ho nuotato
in pentoloni ricolmi di minestre condite da 720
spezie profumate …

Ma
continuo ad aver fame …

Io ero …
la mia fame … è lei che comandava.

Ma ormai
mi aveva … tolto ogni volontà. Se non quella di cercare … di sperare … di
saziarmi. Ma più mangiavo e più avevo fame. Lacrime salate condivano i miei
pasti. Ero allo stremo. Mi sentivo asfissiato … annullato …  imprigionato in una galera d’oro. Ma da cui
non sarei mai uscito.

Forse
avrei dovuto mangiare anche i piatti … mi dicevo. Ogni portata aveva il suo.

Se non
fosse bastato avrei mangiato anche le posate.

La verità
è che non sapevo più cosa fare.

Mangiavo e
piangevo … piangevo e mangiavo … .

Ed un
giorno un’anatra che giaceva guarnita nel suo letto di verdurine

E che mi
apprestavo a divorare … inutilmente …

Aprì gli
occhi e alzatasi sul vassoio d’argento e mentre le sgranocchiavo le zampette abbrustolite
… iniziò a parlarmi.

Non mi
ingozzai voracemente di quell’anatra. Volevo darle il tempo di finire … e
quando ebbe finito e già mi apprestavo a spalmarle la maionese sul becco …
finalmente la luce aprì i miei occhi.

Quello che
io mangiavo era .. carne morta. Non era quella carcassa senz’anima che mi
avrebbe saziato. Dovevo cercare carne viva.

Lasciar
perdere piatti e posate. Sarei andato direttamente dal cuoco.

Fu come
una seconda nascita. Avevo trovato la Verità. IL POTERE su ciò di cui mi nutrivo.
Era quello  Ma fu solo quando assaggiai
la carne di bambino che davvero seppi di aver raggiunto la felicità. Quella
carne tenera e profumata di divino. Mi avrebbe condotto direttamente a Dio.

Solo che
ora non ho più fame. Vedo le anime di quelli che ho mangiato che escono dal mio
corpo … ringraziandomi del passaggio. Ma la mia non c’è. Devo averla cagata …
per liberare spazio. Va bene … resto qui. Aspetto. Magari passa qualcuno che si
trova un anima in più … e può prestarmela.

Nicola Eboli
Nicola Eboli
teatrante

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4 Commenti

  1. Nicola dì la verità avevi mangiato pesante?
    Scherzi a parte come sempre mi travolgi con la tua irriverenza che parla di cose di cui non si deve parlare e con la tua ironia "macabra" fai cadere le maschere del perbenismo.


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