“Il libro di Renfield”: cronache dal mondo di Dracula

Di Vito Tripi
Col ter­mine “Spin-​off” (tra­du­ci­bile con “deri­va­tivo”) nel mondo dei media si intende un film, una fic­tion tele­vi­siva, un fumetto, un’opera, un video­gioco rica­vati ela­bo­rando ele­menti di sfondo di una serie o di un’opera pre­ce­dente (o traendo spunto da uno dei suoi per­so­naggi) non a caso prende anche il nome di serie costola.
Il mondo tele­vi­sivo ne è pieno quello let­te­ra­rio un po’ meno. Uno spin-​off potrebbe essere una sto­ria sulla gio­vi­nezza dell’Innominato man­zo­niano, o del Ver­mi­lin­guo di Tol­kien. A per­cor­rere que­sta strada poco bat­tuta è ancora una volta, secondo il suo stile, la Gar­goyle Books con il suo primo titolo per que­sto 2011 ossia “Il libro di Ren­field – La vera sto­ria del disce­polo di Dra­cula” dello sta­tu­ni­tense Tim Lucas.
Lucas, affer­mato cri­tico cine­ma­to­gra­fico, autore anche di un inte­res­sante sag­gio su Mario Bava, rispol­vera e riva­luta una figura spesso bistrat­tata, in par­ti­co­lar modo in ambito cine­ma­to­gra­fico, del capo­la­voro sto­ke­riano. Nelle varie tra­spo­si­zioni cine­ma­to­gra­fi­che, difatti, la causa della paz­zia di Ren­field è attri­buita ad un incon­tro con Dra­cula, pre­ce­dente a Jona­than Har­ker, men­tre nel romanzo è già “pazzo” quando incon­tra il vam­piro.
In spe­cial modo viene rap­pre­sen­tato come un essere viscido e sico­fante. Forse l’unica che gli ha dato un po’ di dignità è l’interpretazione di Dwight Frye nel “Dra­cula” di Tod Bro­w­ning del 1931 con l’indimenticabile Bela Lugosi.

La recensione di un libro è rivolta ai potenziali lettori e quindi la sua funzione deve essere quella di aiutarli a decidere se leggere un libro o no, fornendogli indicazioni sul suo contenuto e sulla sua qualità

Vero è che l’abitudine di cibarsi di insetti non lo renda molto affa­sci­nante ma nel libro di Lucas ci viene descritto come un uomo di mezza età robu­sto, dai capelli incolti grigi e spet­ti­nati, con un paio di occhia­letti spor­chi e dei vestiti logori e sudici. L’immagine tipica del folle ma che non suscita disprezzo nel let­tore bensì curio­sità.
Il libro potremmo dire è scritto a quat­tro mani, se non addi­rit­tura a sei, ossia dalle testi­mo­nianze di Ren­field prese dal Dott. John L. Seward, i diari di quest’ultimo e gli appunti finali del discen­dente del medico imma­gi­na­rio cura­tore del libro. Un’opera quanto mai inte­res­sante per­ché ci mostra molti lati per­so­nali rima­sti oscuri di alcuni per­so­naggi secon­dari di “Dra­cula”. A comin­ciare da Seward, che nel film di Cop­pola viene mostrato come un grande medico ma soprat­tutto un grande mor­fi­no­mane, con le sue debo­lezze, capiamo meglio il suo rap­porto sen­ti­men­tale con Lucy, spe­cie nella nota finale, quello ami­cale con Arthur Holm­wood e Quin­cey Mor­ris. Ci appare dun­que come una figura a tutto tondo.

Ma ora veniamo a lui a Ren­field vero pro­ta­go­ni­sta della sto­ria. Pazzo, apo­stolo, visio­na­rio, pro­feta? Forse tutte que­ste cose assieme e nes­suna di esse al con­tempo. Un’infanzia dolo­rosa e dif­fi­cile abban­do­nato in tenera età viene cre­sciuto da un pastore angli­cano, da cui prende il cognome, in uno sper­duto pae­sino inglese. Mal visto dalla comu­nità ha un destino da emar­gi­nato da freak, e anche per que­sto svi­luppa una spic­cata sen­si­bi­lità verso la natura e gli ani­mali. Si dimo­stra attento osser­va­tore e stu­dioso delle sacre scrit­ture. Ma anche una mente cri­tica ed eclet­tica tanto da dare delle sue inter­pre­ta­zioni della Bib­bia non­ché muo­vendo cri­ti­che in pri­mis sull’anima degli ani­mali. Ma c’è anche qualcos’altro che riguarda Ren­field. Un’entità fem­mi­nile ed oscura che sin dai suoi primi vagiti ha accom­pa­gnato la sua esi­stenza reale ed oni­rica. Un’esistenza all’insegna dei soprusi e della men­zo­gna. Che sarà riscat­tata e al con­tempo dan­nata dall’incontro con il suo Mae­stro e Padrone.
Il Ren­field che emerge da que­ste pagine è un uomo di piglio, un ambien­ta­li­sta ed ani­ma­li­sta ante lit­te­ram, una sorta di ribelle che alla fine verrà cor­rotto da Dra­cula tra­mite l’arma più forte quella dell’amore. Tra­mite la donna miste­riosa, da lui chia­mata Milady, forse una delle tre spose del vam­piro, che userà la dol­cezza dell’amore materno, tanto man­cata al Ren­field bam­bino, per por­tarlo dalla parte del suo oscuro signore, con la ricom­pensa anche dell’immortalità, per spia­nare la strada al suo avvento. Ma alla fine Ren­field avrà una crisi di coscienza, e qui il libro si rial­lac­cia alla ver­sione di Sto­ker, e si ribel­lerà al suo padrone.

Ancora una volta la Gar­goyle vede giu­sto è inve­ste in uno scritto note­vole che si distan­zia, in meglio dalle nume­rose pub­bli­ca­zioni a sfondo vam­pi­rico di que­sti ultimi tempi. Due con­si­gli per la let­tura leg­gere prima la nota di Ales­san­dro Defi­lippi e guar­dare sul sito della Gar­goyle il book­trai­ler creato dall’ Ordine del Drago dav­vero un must!
TITOLO: “Il Libro di Ren­field – La vera sto­ria del disce­polo di Dra­cula”
AUTORE: Tim Lucas
EDITORE: GARGOYLE BOOKS
PREZZO: € 14,00
PAGG: 307

 Il libro di Renfield: cronache dal mondo di Dracula

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