Il monologo del venditore di castagne

Il dare senza ricevere somiglia molto al cercare senza trovare, allo stare insieme senza condividere, allo scrivere senza rileggere.

Stamattina piccole gocce di paranoia ricoprono di condensa il mio folle tentativo di creare pensieri. La mente è in devastante stallo.
Sono stanco, confuso, arrabbiato, e tra una sensazione e l'altra, mi rendo conto che solo la rabbia mi consente di respirare anche con la faccia spinta nella fanghiglia.

Il teatrino è pieno e l'ironia della sorte riempie il mio quotidiano palcoscenico, senza placare la rabbia.
C'è rabbia in platea, rabbia nelle gallerie, rabbia nei guardaroba.
Quello di oggi è un applauso rovesciato, che vuol dire lontananza da tutto il buonsenso possibile.
Si apre finalmente il sipario ed i pensieri entrano in scena, ma lo fanno a denti stretti.

Eccomi!
Sono il venditore di castagne sul luogo della catastrofe. Levo castagne dal fuoco, ma solo per venderle al prossimo in un comodo cartoccio a portar via.
Tu prendi pure tutto il tempo necessario per scegliere, e se serve prendi anche il mio tempo.

Io posso sopportare l'attesa e groggiolarmi di questi paesaggi montani sempre identici, dividendo il mio pensiero tra erotico e nevrotico.
Ma tu non preoccuparti...
Scegli con calma...
Scegli le più grandi...
Non ci sono divieti, nè segnali di pericolo o intimidazioni a rispettare i limiti di questa spietata sopportazione.
Dimentica pure che nella mia testa continuano ad essere evocati i peggiori scenari possibili, sono solo i miei semplici dilettantismi di autodifesa.

Guarda quella lì, è davvero grande.
Vuoi toccarla?
Allora prendila...
Vuoi assaggiarla?
Allora mangiala...

Questo non è il gioco delle mezze misure o delle scelte a metà. Lo so che non ti piace sentirtelo dire, ma la coerenza è il segreto ed, al tempo stesso, la fine del segreto.

Quante ne hai prese? Ora contale.
Chi dice che nei numeri non c'è l'essenza delle cose, non conosce i numeri o non conosce l'essenza delle cose.
Se in quello che scrivo oggi, in quello che voglio dimostrare, e che credo di sentire, c'è qualcosa che i numeri non possono spiegare, allora scoprirai presto che nascosti tra noi ci sono da sempre i numeri più grandi che chiunque abbia mai provato a contare. E sono tutti numeri importanti.

Cento castagne cento.
Queste non entrano nel cartoccio.
Dovrai mangiarle qui.
Io posso solo aiutarti a farlo e magari pagare il conto a me stesso.
Arrabbiato?
No.

Semplicemente coerente...
Come sempre...

Gianluca Marcucci
Gianluca Marcucci
L'anno di nascita è un enigma: Il numero degli sbarcati con Garibaldi, moltiplicato i figli della Lojelo, sottratti gli apostoli, moltiplicato il modello della fiat più venduto nella storia, sottratta la maggiore età, per il numero dei moschettieri, diviso i punti cardinali. Romano di nascita, piemontese di adozione, imprenditore per passione, giornalista per definizione e scrittore per gioco. Dicono che sia un professionista del poker, ma la mia vittoria piu' grande è alta circa un metro, fa qualche capriccio e quando sorride mi trasforma in Peter Pan... http://poker.sportmediaset.it/wpmu/

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4 Commenti

  1. credo di aver mangiato una ventina di castagne... quanti cartocci sono? Dico credo perché a dirla tutta quando inizio una scorpacciata sono così presa dal sapore che non conto, no dò un numero alla mia voglia da soddisfare... anche se so che poio, alla fine c'è sempre un conto da pagare... ok mi prendo le mie responsabilità? Quanto ti devo?

  2. Filosofia in pillole... o, come in questo caso, castagne 😉 Ottimo scritto, bravo!


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