Il Natale ( a casa ) di Mia

Racconti Michela

2004

Primo dicembre. Mia strappa il foglio del calendario appeso in cucina, la sua cucina. Comincia il conto alla rovescia, mancano otto giorni e poi farà l’albero.

Otto dicembre. Mia scende in cantina, prende la scala e tira giù l’albero che ha comprato venti giorni prima e  carica sull’ascensore anche lo scatolone con palle e addobbi. Sperava nell’aiuto di suo marito, che invece ancora se la dorme. Il primo Natale a casa sua, con l’uomo che ama… è l’inizio della loro tradizione. A Mia batte forte il cuore dall’emozione. Dopo aver montato l’albero comincia a scartare palle, fiocchi e miniature di legno. Ha portato da casa di sua madre due palline del loro albero, le sue preferite: una bianca e una rossa con le stelline dorate. Sistema prima le luci a intermittenza bianche, poi posiziona tutti i fiocchetti rigorosamente rossi e poi comincia ad appendere le palle e le miniature di legno che ha comprato sulle Dolomiti durante l’estate. Una volta ripulito il salone e sistemato qua e là per la casa gli ultimi addobbi Mia accende l’albero e ride fra sé con la gioia nel cuore, poi si affaccia in camera da letto e cerca di svegliare il marito per fargli ammirare il suo capolavoro e vedendolo rigirarsi nel letto e bofonchiare di lasciarlo in pace, un po’ di quella gioia si perde tra le lenzuola. Ma Mia non perde il suo ottimismo e si mette a preparare i regali per le sue amiche di sempre, rigorosamente a mano: quest’anno vuole preparare delle borse realizzate con la lana e il feltro. Le stupirà con effetti speciali! Dopo un po’, quando suo marito passa dal letto al divano commentando con un “bello” buttato lì di passaggio, Mia pensa che non è proprio così che se l’aspettava l’inizio della loro tradizione, sperava in più partecipazione, ma forse il  disinteresse di suo marito  andrà a suo vantaggio: per il Natale non metterà bocca e lei potrà sempre fare come vorrà. Per il momento deve pensare a cosa scrivere nella letterina a Babbo Natale. Quando suo marito ha provato a chiederle cosa volesse per Natale, lei inorridita gli ha detto che avrebbe scritto tutti i suoi desideri nella letterina che avrebbe messo sull’albero, poi avrebbe deciso il vecchio con la barba cosa portare. Natale è  attesa, magia e… sorpresa, Mia non transige ora che è a casa sua!

Venti dicembre, ennesima discussione con sua madre a proposito di dove festeggiare il giorno di Natale: ognuno vorrebbe farlo a casa propria. Già dovrà passare la vigilia  dai suoceri con un branco di parenti consumisti assistendo a scene di profonda mancanza di rispetto da parte dei bambini che scarteranno regali costosi senza entusiasmo e senza nemmeno ringraziare,  avrebbe voluto almeno passare il 25 nell’atmosfera calda di casa sua. Sua madre non ha fatto nemmeno l’albero, figuriamoci: ora che si è separata tutto il mondo è uno schifo e non si sforza nemmeno di rendere piacevoli le feste agli altri… la solita egoista! Più si avvicina il Natale e più Mia si rende conto che dovrà cedere e accettare di passare un Natale di merda! Non vedrà nemmeno il padre che lo passerà con la nuova compagna.

Venticinque dicembre. Mia si sveglia come sempre prima di suo marito e l’emozione le sale in petto, non resiste: deve alzarsi e vedere sotto l’albero. Infreddolita apre l’armadio e prende il regalo per suo marito , si avvia scalza in salone e… bello!! Un pacchetto è apparso nella notte, con un bel biglietto rosso, Mia lo legge e piange per le parole d’amore che il marito le ha scritto,  poi corre, salta sul letto e lo bacia dolcemente per svegliarlo. Vuole aprire il regalo con lui. Quando suo marito apre gli occhi le chiede se sotto l’albero c’è un pacchetto anche per lui, Mia glielo prende e insieme scartano i regali: un bel maglione caldo per lui, un bel libro per lei, ma il regalo più bello è il loro amore. Il resto della giornata andrà come andrà, uno schifo, tra tensioni e discussioni, in fondo lei il suo momento magico l’ha avuto e l’indomani, a Santo Stefano, i suoi amici più cari invaderanno il suo salone per una serata all’insegna del calore dell’amicizia. Mangeranno, rideranno tanto, scarteranno i pensierini più stupidi del mondo continuando a ridere e a buttare giù del buon vino, e quando andranno via lasceranno il loro odore e il loro amore sincero per tutta casa. Mia penserà per l’ennesima volta che è proprio vero: gli amici sono la famiglia che ti scegli. Poi grata a Dio per le gioie che riempiono la sua vita, andrà a letto, farà l’amore con suo marito e non staranno attenti… sognerà loro figlio che l’aiuta ad addobbare l’albero.

 

Michela
Michela
Non potrei essere altro che quella che sono: un cavallo libero in una prateria che non vuole essere domato; una fatina buona che appare quando serve e senza rumore se ne va; una leonessa che protegge i suoi cuccioli e li aiuta a vivere; il caos senza controllo,la mamma, l’amica, l’amante, la moglie che ama nel profondo. Ecco, sono passione, dedizione e propensione. Una sognatrice con i piedi per terra, la quiete e la tempesta, il dramma e la commedia (beh, forse più la commedia!), il tutto e il niente. Sono una come tante… sono io.

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5 Commenti

  1. e non finisce qui!

  2. Natale è attesa, magia e… sor­presa, Mia non tran­sige ora che è a casa sua!
    Ho i brividi! E non solo per il freddo!!! 🙂 Che bello Michela, ero proprio curiosa di leggere la Mia adulta e come per gli altri mi sono immedesimata molto in lei.

  3. Brava Michela! Continua a piacermi questo natale passato presente e futuro di cui racconti, ci trovo molti spunti di riflessione e molta verità... e in particolar modo sono d'accordo con la tua frase: gli amici sono la fami­glia che ti sce­gli.

    A volte migliore di quella vera purtroppo...

    • Grazie Karen, il fatto che le mie parole facciano riflettere è la cosa che mi gratifica maggiormente.
      Vedremo ora come Mia se la caverà da mamma e poi magari da nonna... 🙂

  4. Bel racconto .... nella vita spesso bisogna cedere ai "Doveri" ... anche se non fanno piacere ..... ma al momento giusto arriverà anche il "Piacere"! .... poi non è importante che cia l'albero e gli addobbi, ciò che conta è la giusta compagnia ... complimenti per il racconto ....


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