Il Natale di Mia - da mamma -

Racconti Michela

2014

Primo dicembre. Mia si alza come sempre alle sei e un quarto e comincia a preparasi per il lavoro, poi sveglia i suoi figli e li prepara per la scuola, tutto di corsa: lavoro, prende i bimbi a scuola e li porta a fare sport, poi via a casa a preparare la cena, infine lavati, asciugati e stirati, tutti a nanna. Tutto talmente di corsa che Mia non si è nemmeno accorta che siamo a dicembre.

Sei dicembre, Mia chiacchierando con una collega si rende conto: “ Cavolo, tra tre giorni si fa l’albero!! Ho pure accettato un invito a pranzo…  sarà una corsa anche quest’anno!”

Otto dicembre. Alle sette e mezza  scatta l’invasione del lettone, bisogna alzarsi, anche se Mia vorrebbe dormire un altro po’. Come al solito scende in cantina e porta su scatoloni pieni zeppi di addobbi, mentre il marito ancora se la dorme ( come fa a dormire di nuovo con tutta la confusione che fanno quelle pesti?), ma fortunatamente ha due validi aiutanti! Sofia, la maggiore,  aiuta Paolo, di tre anni, a togliere i rami dell’albero dallo scatolone e insieme li passano alla mamma che assembla il tutto con una rapidità magistrale. Poi  Mia mette le luci intermittenti e Paolo sceglie gli addobbi più piccoli e glieli passa per metterli in cima, Sofia intanto mette i fiocchi rossi qua e là. Via via che gli addobbi si fanno più grandi, l’albero si satura: non c’è più posto. E i nuovi addobbi comprati? Mia comincia a togliere quelli a cui è meno affezionata e fa posto ai nuovi, Sofia pensa a concludere il lavoro e lei comincia a passare l’aspirapolvere, mentre Paolo pensa a chiudere gli scatoloni quasi vuoti. Pupazzi  e palle fatte a mano per tutta casa, un piccolo presepe in resina e… ecco fatto, una meraviglia! Ora la truppa deve prepararsi di corsa per andare a pranzo con i colleghi di papà. Mia mette la musica a tutto volume per svegliare i marito, poi manda all’assalto i figli con il risultato eccellente di farlo passare dal letto al divano con il solito commento riferito all’albero:” Bello! Bravi!” A mezzogiorno sono tutti fuori di casa.

Quindici dicembre. Mancano dieci giorni a Natale e Mia si prende un permesso per andare a comprare i giochi per i bambini, li compra lei da parte di tutti i nonni e gli zii, così sarà sicura che non ci siano doppioni o giochi inutili o troppo costosi,  e soprattutto cercherà di rispettare al meglio le richieste della letterina. Quando rientra a casa mette tutti i giochi in cantina e, armata di carta, nastro adesivo e nastrini, si adopera come un vero folletto ad incartare tutto. Ogni regalo con una bella etichetta “to… from…” così da non confondersi, che il regalo più bello deve essere quello di mamma e papà!

Ventiquattro dicembre. Sofia è irrequieta, ormai ha sei anni ed è sempre più difficile farle credere alla magia del Natale, molti compagni le hanno detto che Babbo Natale non esiste e Mia le ha spiegato che il buon vecchio Babbo passa solo per i bambini e che più si diventa grandi e più lui si accorge che i bimbi non vogliono più credere in lui e nella sua magia e lascia che siano i genitori a pensare ai regali. È per questo che bisogna crederci con tutto il cuore, perché Babbo Natale senta il nostro affetto e continui a passare di notte a portarci belle sorprese e a gustare i biscotti col vino che gli lasciamo sul tavolo. Tutti pronti si va dalla nonna paterna dove nel solito caos ad un certo punto il campanello suonerà (troppo presto per i gusti Mia) e sulla porta si troveranno regali e regalini che si scarteranno tra vari commenti con riferimenti a taglie, negozi e cambi e Mia dentro sentirà come sempre montare la rabbia per l’imbecillità di chi non capisce che certe cose non dovrebbero essere dette di fronte ai bambini, soprattutto man mano che crescono. Non vede l’ora che finisca il supplizio!

Venticinque dicembre. Mia viene svegliata da un bacio del figlio… Babbo Natale ha lasciato i regali e si è bevuto tutto il vino! Bisogna svegliare Sofia e scartare i regali!  C’è un regalo per ogni membro della famiglia e una lettera di Babbo Natale che spiega che non ha portato tutti i giochi chiesti perché deve pensare anche ai più bisognosi, ma per loro va bene così: c’è stata la sorpresa e la magia, solo loro quattro nel calore e l’amore della loro casa! Tutti gli anni le stesse domande: “ come ha fatto ad entrare? Come fa a portare i regali a tutti?” Poi di corsa a preparare la tavola mentre mamma sta ai fornelli per il primo, la nonna porterà il secondo e la zia le verdure e porteranno gli ultimi regali. Prima tanti baci e scambi di auguri, poi tutti a tavola e poi i regali, perché la priorità è stare insieme, i regali devono aspettare, saranno il passatempo fino a sera, quando dopo un pomeriggio un po’ noioso, facce deluse dai regali (la madre di Mia non è mai soddisfatta!) e commenti scomodi e fuori luogo su altri parenti  o amici, ognuno tornerà a casa sua.

Ventisei dicembre. A casa di Mia tutti dormono, oggi si può dormire un po’ di più; più tardi faranno un salto dal papà di Mia, al camposanto, per lasciare un fiore e una letterina  e poi andranno a casa della “zia Manu” insieme a tutte le altre amiche di mamma e dei loro cari per passare il Natale finalmente in famiglia.

Michela
Michela
Non potrei essere altro che quella che sono: un cavallo libero in una prateria che non vuole essere domato; una fatina buona che appare quando serve e senza rumore se ne va; una leonessa che protegge i suoi cuccioli e li aiuta a vivere; il caos senza controllo,la mamma, l’amica, l’amante, la moglie che ama nel profondo. Ecco, sono passione, dedizione e propensione. Una sognatrice con i piedi per terra, la quiete e la tempesta, il dramma e la commedia (beh, forse più la commedia!), il tutto e il niente. Sono una come tante… sono io.

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2 Commenti

  1. alla fine un po' di amarezza... perché ci si ritrova in famiglia più con gli amici a volte che con la famiglia...


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