Il quadro della mia vita

Poesie Selene Porcaro

Mi sono guardata dentro
e dove pensavo di aver finito le emozioni arrivi tu.
(Sublime il modo in cui prendi la mia anima per mano e la porti al sicuro).
Mi sono guardata dentro
e dove pensavo di aver spento le speranze arrivi tu.
(Impareggiabile il conto che dovrei pagarti per ogni volta che mi hai salvata).
Ed è partito come un tentativo inutile di recupero emozionale.

Nel lampo di un attimo vidi i tuoi occhi,
(presentazione libro-autore in circostanze fortuite).
Avevi posto in testa per un’autostrada,
che mi andava in direzione opposta:
non ebbi paura di tentare,
correvo il pericolo di dovermi salvare,
correvo il pericolo di potermi innamorare,
di te, con te, in te.
Tappe obbligate,
sensi unici alterni,
incidenti di percorso
e sbaglio di corsie.
(È il colore che dai ai miei giorni che riempie il quadro della mia vita).

Ho dovuto corroderci l’anima e soffocare i nostri sogni,
per scoprire che senza di te non ci sono io,
farti male e farmi male,
per capire che senza di te non ho più il peso della vita
a ricordarmi che sono viva.
Ho dovuto percorrere me in sentieri inabissati,
prendendo a schiaffi il pagliaccio da cui mi travestivo,
per sentire che senza maschera ancora mi perdo nei tuoi occhi.
E si ferma il tempo in cui mi portano via:
ogni volta che mi guardi
(mi parli e non mi dici niente),
vieni a prendermi se mi perdo
(col tuo sorriso mi indichi la strada del ritorno),
non capisci ma mi capisci
(perché sai dare più di me).
E si ferma il tempo in cui mi rendi migliore,
nonostante sbagli rotta hai sempre una strada alternativa,
nonostante io sia più grande non devo insegnarti niente della vita.
All’improvviso ho rovistato nella scatola dei sogni,
non esisteva il mio se non c’era il tuo.
Ed ho capito così, in una sera di meraviglia,
che hai quietato la mia anima,
senza violenza e senza rumore,
ma con pazienza e tanto amore.

Selene Porcaro
Selene Porcaro
Era l'11 agosto del 1979 quando mia madre dopo dieci giorni di "travaglio" riuscì a mettermi al mondo all'ombra della Torre Pendente nella città di Pisa. Provengo da una famiglia con origini campane,molto numerosa e chiassosa ma che non cambierei mai con nessun'altra al mondo. Dopo le scuole medie nella cittadina in cui vivo ho frequentato il Liceo Classico a Pisa per tre anni per poi abbandonare tutto e mettermi alla ricerca di una me stessa che forse non avevo mai perso. Dopo vari lavori ho deciso di frequentare il corso per Operatore Socio Sanitario dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana e dopo la qualifica,presa nel dicembre 2010 lavoro da circa un anno con gli anziani. Ho iniziato a scrivere a otto anni,una sera guardando fuori dalla finestra della mia camera,molte cose sono cambiate nel paesaggio circostante ma la mia passione per la scrittura mai. Non potrei vivere senza scrivere,senza fare fotografie,senza ascoltare musica e senza leggere:questi sono i pilastri fondamentali della mia esistenza. Credo nella giustizia e nella lealtà,dico sempre quello che penso e lotto per le cose in cui credo. Amo la mia famiglia ed i miei amici ma soprattutto i miei numerosi nipoti. Ringrazio Dio o chi per Lui per avermi concesso questo meraviglioso dono che è la Vita.

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1 Commento

  1. Bello. L'amore è un grande rischio, ma ne vale sempre la pena.
    Un saluto, fanciulla innamorata.


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