In attesa che si svolga all’interno del consiglio comunale di Chieri, la discussione sulla delibera di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, il Comitato Acqua pubblica Chieri ha organizzato, nelle settimane scorse, un incontro con Luca Martinelli, giornalista di "Altreconomia" e autore del testo "L'acqua è una merce. Perché è giusto e possibile arginare la privatizzazione" e abbiamo intervistato per noi il redattore della famosa rivista (www.altreconomia.it)

Luca Martinelli è un esperto delle tematiche legate all’acqua ed ha svolto ricerche, in ambito universitario, sulla privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il suo libro vuole essere anche un manuale, utile alla sensibilizzazione di sempre più persone sull’importanza dell’argomento.
Si è ora più consapevoli dei rischi della privatizzazione?

“Direi di si. Questo mutamento è testimoniato dalla velocità con cui sono state raccolte le firme per il referendum. Ovviamente ci è magari precluso l’uso del mezzo televisivo per far conoscere le nostre istanze, ma questo viene ampliamente compensato dalla capillarità dei comitati per l’acqua pubblica, diffusi in tutta la penisola.

A livello personale, io fatico a star dietro ai dibattiti nei vari paesi in cui è richiesta la mia presenza. Questo testimonia una volontà abbastanza diffusa di informarsi. Probabilmente si sta modificando l’attenzione anche da parte di quelli che sono gli amministratori pubblici.

Ci sono, infatti molte amministrazioni comunali che sostengono completamente il percorso referendario e che hanno scelto di far parte di una associazione di enti locali a favore dell’acqua pubblica, decidendo di sostenere degli ordini del giorno contro la privatizzazione. Soltanto l’altra settimana si sono incontrate nuovamente a Roma una quarantina di amministrazioni comunali, in rappresentanza delle cinquecento, che fanno parte di questa associazione degli enti locali, che hanno deciso di formalizzare la loro presenza per partecipare più attivamente alla campagna referendaria.

Si respira un’attenzione diffusa in tutta la penisola da nord a sud. A Torino la gente sente, forse meno il problema perché per ora il suo statuto non permette l’intervento di soggetti privati nella gestione del’acqua”.
”.

Si, anche a Chieri, il Comitato acqua pubblica ha raccolto più di 1600 sottoscrizioni per la proposta di modifica dello Statuto comunale, ma quale è stato il momento di svolta per l’aumento dell’attenzione su questi temi?

“Si tratta di un percorso che si è costruito negli anni. Non c’è un momento particolare da evidenziare. E’ un dibattito rimasto strisciante da circa quindici ann, con la legge Galli. Di certo quello che ha influito molto negli ultimi mesi è stato il dibattito per l’approvazione della legge Ronchi.

Finalmente se ne è cominciato a parlare nelle pagine di cronaca dei giornali e non solo in quelle finanziarie e ci sono stati servizi importanti in televisione, che hanno fatto riflettere le persone sui rischi di questa legge”.

Voi, come Altreconomia, state conducendo anche una campagna che si chiama “Imbrocchiamola”

“Noi abbiamo promosso questa campagna, per sensibilizzare all’uso dell’acqua del rubinetto ormai da tre anni e mezzo. Invitiamo la gente a chiedere acqua del rubinetto anche nei locali pubblici. Una compagna di informazione e anche una campagna culturale.

Punta a far capire alle persone che l’idea che dobbiamo per forza acqua minerale non è un dato di fatto, nonostante l’Italia sia il maggior consumatore di acque minerali.

Spesso i ristoratori adducono scuse assurde. dicono che l’acqua del rubinetto non è potabile , mentre, se ciò fosse vero, non potrebbero nemmeno rimanere aperti”.

Quando si è iniziato a consumare così tanta acqua minerale in Italia? Una volta le famiglie consumavano normalmente acqua del rubinetto.

“A partire degli anni ’90 le aziende di acqua minerale hanno quadruplicato le spese pubblicitarie. Questo rapidamente ha fatto raddoppiare i consumi, esiste proprio una correlazione diretta”.

Per maggiori informazioni: Coordinamento piemontese del referendum per l'Acqua pubblica
www.acquapubblicatorino.org tel. 3888597492

Noria Nalli
Noria Nalli
Sono una giornalista free lance e amo raccontare storie...... Dopo una lunga esperienza di ricovero, ho iniziato a scrivere brevi ritratti di corsia per La Stampa di Torino,

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