Interessanti fogli letterari

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi


Ho già detto a più riprese quanto mi piaccia la giovane e piccola editoria nostrana. Simbolo di una vivacità culturale che nella nostra Patria sta lentamente morendo, per colpa dei grandi colossi che propongono solo best seller stranieri o, alla peggio, propinano solo le porcate di Moccia, che danneggiano i neuroni dei nostri ragazzi quanto il crack e il Grande Fratello! Pertanto quando vedo all’orizzonte farsi avanti editori giovani che propongono giovani autori riesco quasi a tirare un sospiro di sollievo!

Un caso in questione sono le Edizioni Il Foglio dell’amico Gordiano Lupi, che è stato anche eletto Editore Toscano per il 2011 ed è in lizza con i 29 per il titolo di Autore Toscano per il 2011. A dimostrazione che volendo possiamo ancora salvarci culturalmente. Pertanto propongo una tripletta di titoli editi da lui più un suo titolo uscito con le Edizioni A. Car.

 

Cattive Storie di Provincia – Toscana Oscura

 

(G. Lupi – Pag. 175 € 15,00)

 


Comincio con un’antologia, format letterario che amo molto, che ci porta nei meandri oscuri della provincia toscana, tredici racconti, di sangue, rancore, violenza, paura e solitudine umana. Cominciamo con la presentazione che ha molto del racconto intimista, un excursus sui ricordi, sul passato sulle sensazioni di una vita e di un mondo che non tornerà come un gelato che “non avrebbe più il sapore di una volta. Avrebbe un gusto amaro. Saprebbe di rimpianto”. Il Palazzo è una storia condominiale, la vita di alcune famiglie in un palazzo del centro storico, vite comuni, condite da fallimenti, speranze, rancori, illusioni. Un condominio che avrà però un risveglio quanto mai drammatico. Un ragazzo di nome Simone, è un racconto sul degrado del sottoproletariato sui dolori dei giovani, sull’incapacità di realizzarsi in un mondo che spesso e volentieri ti toglie tutto a partire dalla speranza. Poi c’è il trittico delle haunting house, o giù di lì, con La casa scomparsa nel bosco, La chiesa maledetta e La Villa dei lamenti, in cui entreremo in alcune dimore che è meglio lasciare dove sono! La ragazza dal vestito rosso, riprende una leggenda urbana, che varia da regione in regione, con un tocco di romanticismo e nostalgia. La scala dei ricordi, potrebbe rientrare nel trittico di storie di case infestate, ma ha un suo lirismo talmente particolare da renderla una storia a sé. Oltre ogni limite, è indubbiamente tra le storie più forti è per la violenza e per la sessualità, un racconto su un incestuoso amore che raggiungerà dei limiti assurdi. Faremo un viaggio nel mondo degli snuff movie con Pellicole di Terrore un angosciante discesa nell’inferno della pedofilia. Sull’amore che non muore mai, quello con la A, che si incentra Per sempre insieme. Invece consiglio all’amico Gordiano di vedere In the Market, pessima pellicola horror nostrana uscita l’estate scorsa, perché il regista ha attinto, malamente, una parte del suo racconto Il supermercato che invece è una storia di tutto riguardo. Uno scrittore in cerca d’ispirazione passerà una domenica su La spiaggia, insieme ad altre famiglie in un turbinio di esistenze che termineranno in tragedia. Chiude l’antologia Notte di sangue, storia di un serial killer cronista e di una moglie connivente per troppo amore. Lupi con le sue storie ci regala una sorta di “verismo nero” che non potremo dimenticare tanto presto.

 

 

Splatter Baby – Infanzia negata

 

(A. Cascio pag. 157 € 12,00)

 

I bambini sono da sempre un soggetto ideale per il mondo dell’orrore non tanto come vittime ma come carnefici. L’incarnazione dell’innocenza che diventa volto del male. Il cinema ci ha regalato tanti esempi, Il villaggio dei dannati, oppure Ma come si può uccidere un bambino?, Grano rosso sangue, L’innocenza del Diavolo e il recente Joshua. Ora Cascio con il suo Splatter Baby ci mostra quanto può essere mostruosa un’infanzia nella tranquilla provincia inglese. Tutto comincia nella scuola elementare di Trenchtown in cui cinque bambini, quattro hanno in mano delle armi, uno una vecchia macchina fotografica, hanno appena fatto una strage, il corridoio è pieno di cadaveri, e si ignora quanti siano, se ci siano, i sopravvissuti. Da questo momento la storia va indietro di alcuni giorni e scopriamo le personalità dei vari personaggi. Il piccolo George, rimasto orfano con la sorella Kitty, e costretto ad andare a vivere con i nonni, che nella fotografia trova una sua realtà. Miller, il figlio del cacciatore, ragazzo difficile dall’indole violenta. Rosalie figlia ribelle e sfacciata di una donna ambiziosa finita a dirigere una scuola elementare in un piccolo borgo isolato a sud dell’Inghilterra. C’è un bidello senza una mano che per famiglia ha solo gli alunni della scuola, un’anziana pazza che parla con il marito defunto e suo nipote uno psicologo negro in visita da Oltreoceano.

Ma soprattutto c’è la solitudine che attanaglia i grandi, che si consolano con l’alcool, e i piccoli che si rimbambiscono di tv pensando che sia quella la realtà. Ci sono i segreti, gli odi, le ambizioni e i fallimenti della piccola provincia britannica chiusa nel suo perbenismo e nella sua routine. C’è l’incapacità di comunicare tra grandi e piccoli che porterà ad una finale di violenza. L’autore non ci risparmia nulla per quanto riguarda la violenza da quella più sottile, che porterà al suicidio il figlio del barista, a quella più atroce dell’assedio finale. Cascio denuncia il bullismo, la società dell’immagine, i mass media che propinano false verità e sensazionalismi e che poi generano mostri.

 

Confessioni di uno psicopatico – Riflesso dei nostri giorni

 

(M. Ponte pag 130 € 12,00)

 


Chi di voi si aspetta da questo libro una variante italica de American Psyco sta imboccando la strada sbagliata! Non ci sarà il diario dettagliato di omicidi o torture, né di una limpida discesa nella follia. No è il dialogo tra il protagonista, il giovane Luigi Trampoli, e noi lettori. La parola Psicopatico deriva da una tipica espressione che alla fine facciamo tutti quando scherziamo o rimproveriamo qualcuno per il suo atteggiamento sui generis apostrofandolo come “psicopatico”. Ma in realtà Luigi è più che normale, ha ambizioni letterarie, fa rapine alle poste, ma non come credete voi leggete per capire, ma soprattutto deve far fronte alla morte del fratello. Ad una prima occhiata il personaggio può sembrare antipatico quasi odioso, per il suo essere vanesio, egotista ed egoista ma grattando sotto la superficie uscirà ben altro. Lo seguiremo in un interessantissimo viaggio in Polonia tra Cracovia, Stettino passando per Berlino. Un viaggio nell’anima sino al ritorno a casa e al ricongiungimento con il suo dolore. Un excursus nell’animo dei giovani d’oggi riflesso del nostro mondo. Solo un dubbio ma a fine lettura ci chiederemo chi è il vero psicopatico?

 

Il vuoto intorno – Viaggio nel dolore umano

 

(C. Volpe pag 277 € 15,00)

 


Siamo stati sempre bombardati col “vuoto dentro”, il “senso di vuoto”, che ha riempito pagine di vari professoroni di psicologia, di testi di canzoni e chi più ne ha più ne metta. Nessuno però aveva mai inteso il vuoto dell’anima come qualcosa che sia intorno a noi che viviamo di riflesso e che ci segna. Questo è quello che Achille va raccontando al suo pargolo Ettore. Una storia che poi è tante storie. Lui racconta della sua infanzia con un padre avvocato di grido, adultero e sempre assente, con una madre bella, ma sofferente e costretta all’alcolismo. Di un scultore amante della madre che con lei condividerà tutto specie la decisione ultima più estrema. Parlerà del suo amore Cefka la ragazzina zingara prigioniera di una realtà squallida e mostruosa e di un padre incestuoso. Gli parlerà di tante cose del mondo che li circonda del vuoto inesorabile che ci accompagna e che tutto vorrebbe divorare e che solo l’amore che da vita e che è vita riesce ad arginare. Una storia profonda quella scritta da Volpe che arriva direttamente al cuore e che ci farà guardare glia altri con occhi diversi.

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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1 Commento

  1. Evvai, maceriamoci un po' l'anima.
    Del resto la parte intrigante della vita di ciascuno di noi non sono le pratoline e le rosee primavere, ma le turbe della mente, i piccoli Werther che ci sguazzano dentro, l'acido sull'auto del vicino che fa rumore al piano di sopra, i mostri delle notti insonni, la tipa allo sportello della posta che chiacchiera amenamente con quella davanti a me che ho fretta...
    Voilà la vie, mon ami!


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