Io Mara e il sole

Racconti Elena Condemi

Allontano l'ennesima tazzina di caffè...lasciando la postazione del pc, quella nella quale forse invecchierò.

"Vieni Mara, ti faccio vedere una cosa"

Scosto le soffici tende verdi, il sole del pomeriggio è talmente forte che pare mezzogiorno.

"Guardalo", le dico.

Mara s'infastidisce presto: "È troppo forte...mi bruciano gli occhi. Ma poi, a che serve?"

"Guardalo Mara. Ma non con gli occhi. Col cuore. E dimmi cosa vedi."

Invece di guardarlo Mara si gira verso me, un lungo istante ferma nei miei occhi...ha capito.

Ora possiamo rilassarci.

"Vedi Mara, ci hanno privato del nostro potere per moltissimo tempo.
Ci derubano di noi da non so più quante vite...impossibile contarle.
Ce lo hanno nascosto, per proteggere il loro.
Poche le mani leali, le loro piccole concessioni ci hanno ulteriormente imprigionate,
lasciandoci in preda dell'inganno.
E siamo rimaste regine inconsapevoli, dormienti, volti scarni dai bei corpi, affamate di senso.
Un senso che abbiamo troppe volte ritenuto stancamente irraggiungibile,
perché era dentro di noi e non lo sapevamo.
No, non ce l'ho con chi ci ha ignorantemente calpestate, e forse neppure con chi sapeva...
con chi sapeva del nostro potere e ce lo ha celato.
Quei pochi che se ne rendevano conto, non so per quale grazia di luna.
Ma con chi aveva il compito di svelarcelo e non l'ha fatto.
Per codardia.

Hai capito a chi mi riferisco, vero Mara?
Sì, penserai, molte non ne erano consapevoli.
Giusto.
Ma molte no, Mara. Molte altre no.
Per fortuna, la Madre Terra genera tante madri.
Per fortuna, comunque, ne abbiamo avuto molte.
Donne Madri di se stesse, e di altre Donne.
Ora vai, Mara...credo tu abbia capito.

Solo la luna può guardare il sole...è soltanto grazie a noi che potremo salvarci.
È soltanto grazie a noi, che potranno salvarsi. Parlo del sole.
Vai Mara."

Elena Condemi

La pazzia, signore, se ne va a passeggio per il mondo come il sole, e non c’è luogo in cui non risplenda.
– William Shakespeare -

Certe cose sono come la Bellezza che è morta da tempo:
solo l’acqua profonda del pozzo può lavarle e destarle. - Emanuel Carnevali -

Elena Condemi
Elena Condemi

So solo che mi emozionai incontrando per caso un’Olivetti a casa di mia nonna, e non riuscii a lasciarla più.
Pareva conoscermi meglio di chiunque altro.
E la conservo tutt’ora, proprio come si fa con la propria vecchia e fedele bambola, con la stessa tenerezza…

“Lo sviluppo dell’anima è come una poesia perfetta: ha un’idea infinita che una volta realizzata rende ogni movimento pieno di significato e di gioia.” Tagore

“Sono una piccola ape furibonda.
Mi piace cambiare di colore.
Mi piace cambiare di misura.”
Alda Merini

“Non ho scritto secondo ragione,
Né per fuggire un destino oscuro,
Ma per sedurre le stagioni
E piacere all’ineffabile azzurro,

E per possedere ogni giorno,
Senza smarrimento, senza rimorso,
E sino al momento della mia morte,

Dei diritti infiniti sull’amore…”

Anna De Noailles

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2 Commenti

  1. lo trovo intimo, vero, femminile. Lo trovo Donna la Donna con la D maiuscola, quella donna che si sveglia anche se nessuno le ha detto ocme fare. Abbiamo bisogno di Donne, di Madri, di Figlie che sappiano volgere il loro sguardo verso il sole senza paura di rimanere accecate.

    • Grazie di cuore Mariella:)


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