Ho cavalcato
le stagioni
una dietro l'altra
con i piedi arrugginiti
senza mai fermarmi.
Le ho sentite
scivolarmi addosso
pedalare veloci nel buio
rincorrermi
nella campagna
fangosa di questo paese
dimenticato
e provare a stritolarmi.

Ora ho smesso di cavalcare
le stagioni
una dietro l'altra
di rincorrerle
con il cuore in gola
aspettando seduta
senza paura
nell'angolo
incrostato di sale
di questa città
senza nome,
seguendo il volo
degli uccelli
che si schiantano
nel fiume
cercando di strappare
qualche piccolo pesce
dai loro becchi di vetro.
Io sono quel fiume torturato
quel piccolo pesce disperato
quell'uccello
che cerca la vita nell'acqua.

La fame
che mi porto dietro
è furiosa e violenta
accecante
e pericolosa.
Il mio amore
il gioco assurdo
del cuore
un desiderio che si spezza
sulle mani.
Non posso smettere
di avere fame,
di spezzarmi la schiena
su questa panchina
ghiacciata
affogata nel cemento.

Ho solo un dannato
cuore malato
nel petto,
un fottuto cuore
affamato
di te.

Ksenja Laginja
Ksenja Laginja
Ksenja Laginja (Genova, 1981), giovane artista impegnata nella ricerca poetica e delle sue contaminazioni in campo musicale e visivo. La sua ricerca artistica attraversa il disegno, la scrittura e la performance. Co-fondatrice del progetto “Cani dall’inferno”, dal 2004 organizza a Genova e dintorni Reading di poesia. Da anni si muove nel mondo dell’autoproduzione, seguendo la filosofia del D.I.Y., sfociata nella creazione della fanzine “Neoprene” [Testi autonomi per organi autonomi] e nella pubblicazione di raccolte di poesie e racconti. Alcuni dei suoi testi sono presenti su Antologie poetiche e riviste cartacee e online. Con le sue opere ha partecipato a esposizioni personali e collettive.[Continua la sua ricerca]

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10 Commenti

  1. Sento che qui il buon Knut Hamsun ti ha lasciato qualcosa nel bagaglio emozionale... bella Ksenja, bravissima. Mi piace soprattutto il paragone del fiume e della vita con la tua anima. C'è qualcosa di panteistico in questo pensiero.

  2. Knut Hamsun ha lasciato una traccia profonda nel cuore. Quando ho scritto La fame, avevo appena comprato il libro - era ancora intatto, non letto sul mio comodino polveroso. E subito le parole sono arrivate; ho inseguito un desiderio cavalcando la vita - a piene mani - e ho riconosciuto la mia fame nella sua.

    Grazie Erika

  3. bravissima e benvenuta è un vero piacere averti tra noi...
    La tua poesia mi piace molto, davvero un bel pezzo

  4. Bellissima poesia molto profonda e sofferente ... forse insoddisfatta .... eheh .. che dire? ... anche io sono affamata! ..
    Complimenti! ....

  5. trovo nelle tue parole la smilitudine del sentire.

  6. Ksenja benvenuta!
    Tutti dovrebbero essere affamati della vita come te! 😉

  7. Benvenuta Ksenia 🙂

  8. Grazie Giusy, la fame ci accompagna ogni giorno. Morfea c'è similitudine nel sentire. Mariellamu e Manuel grazie di cuore per il benvenuto. A Karen per la possibilità.

    [A leggervi tutti]


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