La fine di un giorno qualunque

Racconti poeta solitario

In questo momento ho l'espressione del tuo viso davanti agli occhi, silenziosa con ancora la tazza di tè in mano.
Ho da poco accompagnato i bambini a scuola. Mi ricordo quando erano appena nati, dei fagotti intorpiditi che dormivano come angeli, una gioia indescrivibile la prima volta che li presi in braccio, avevo paura di fargli male, così indifesi da far paura tale era la loro sacralità. E il nostro matrimonio te lo ricordi? Non smettevamo mai di guardarci negli occhi innamorati alla follia, dopo momenti di alti e bassi superati con tanta pazienza e dedizione. E i viaggi? Con la nostra famiglia sempre unita ovunque ci spostassimo?

Che ricordi... Anche quando ero bambino e giocavo a calcio addosso alle serrande dei negozi, le cadute in bicicletta e le estati passate con i cugini nella casa al mare; è proprio vero, mentre stai per morire la vita ti passa davanti come un film, a rallentatore.
Ogni fotogramma ogni attimo è un respiro che se ne va. Lo vorrei spiegare a quel camionista ubriaco che ha saltato la carreggiata investendomi in pieno, ma non ho la forza di muovermi. Sento solo voci in lontananza e la sirena dell'ambulanza che si avvicina.
Non provo più dolore, le lamiere mi fanno da vestito e i pompieri si stanno impegnando per tirarmi fuori ma sarà tutto inutile.
Il mio ultimo pensiero è per voi, per te amore mio. Trova la forza, reagisci e quando avrai superato questo momento cerca un uomo che ti possa stare vicino sino alla fine dei tuoi giorni, io ti guarderò da lassù, almeno spero.
Dai un bacio a quelle piccole pesti, digli che un giorno ci rincontreremo, ma non adesso.

Papà non è più qui con voi, ma starà bene. Ti amo, vorrei vederti sorridere per l'ultima volta, ma non ho più sangue nelle vene.
Ricordati di me, lancia nel cielo un pensiero ogni tanto; se vedrai scendere lentamente la pioggia sarò io che sto piangendo. Di felicità.

poeta solitario
poeta solitario

Sono passato,un pensiero ricorrente,quel senso di vita nuova che mi pervade vedendo il disfacimento del mondo che fu, in un tempo non mio.
E’ proprio quando tutto sembra perduto che bisogna affrontare la fine col sorriso,perché ogni fine è semplicemente l’anticamera di un nuovo inizio.
Nato nel 1977 l’8 di Febbraio dopo varie passate continuo la ricerca del mio amore perduto e del mio vero Io.Ho appena pubblicato la mia prima raccolta intitolata “Sensazioni d’Autore”,un viaggio interiore nel tempo e nello spazio scandito da note poetiche e narrative.

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