La Notte dei Biplani la Grande Guerra

Recensioni Vito Tripi

di Vito Tripi

La Prima Guerra Mondiale, o se si preferisce la Grande Guerra, è stato uno degli avvenimenti più tragici e al contempo rivoluzionari del Ventesimo Secolo. Per le ovvie ragioni che conosciamo, e non è questa la sede per ricordarle, si tende sempre a citare e ricordare soltanto la Seconda Guerra Mondiale senza pensare che essa è la figlia diretta di quella precedente. Sono pochi i romanzi contemporanei che narrano la vita di trincea in quel grande tritacarne che fu la Grande Guerra. Anche la letteratura di genere, in linea di massima, non da molto spazio a quell’arco di tempo che va dal 1914 al 1918 almeno fino ad ora. E fa sempre piacere che ad essere degli apripista siano dei giovani scrittori nostrani è il caso di Davide Morosinotto col suo La Notte dei Biplani edito dalla Fanucci. Si tratta di un romanzo ucronico che percorre i primi anni di quella guerra che sconvolse il mondo.

Il libro si apre a fine agosto del 1939 quando il colonnello della Royal BOT Force John Davey si reca ad un funerale di stato, l’identità del defunto ci resterà ignota anche alla fine del libro anche se alcune speculazioni il lettore può farle, e qui si ritrova a parlare con un anziano docente e il suo assistente degli anni duri della Grande Guerra e della sua adolescenza.

Torniamo quindi indietro al dicembre del 1915, il mondo è molto diverso dal nostro qui la tecnologia ha fatto passi da gigante l’informatica ha precorso i tempi, portando allo sviluppo di una primitiva rete internet tramite i computatori. Il grosso delle forze armate è concentrato nell’aereonautica dove gli aerei vengono guidati attraverso complessi computatori elettronici chiamati BOT, che si interfacciano direttamente con il cervello del pilota. In quest’era di grandi rivoluzioni tecnologiche Gavrilo Princip a Sarajevo uccide vilmente il principe ereditario e sua moglie facendo sprofondare l’Europa in un conflitto senza precedenti. Sullo sfondo del terribile conflitto globale nelle campagne della Cornovaglia Sir Richard Maddox compie i suoi studi sulle onde neuro elettriche perché, grazie ad uno scambio di e-mail con un collega tedesco, si è reso conto che qualcosa non va nei BOT difatti gli aviatori vengono decimati da una misteriosa malattia anche se la censura militare tiene tutto sotto stretto silenzio. Per provare a debellare l’epidemia, i governi iniziano ad arruolare ragazzi sempre più giovani, che dimostrano una maggiore resistenza al virus. Gli studi di Sir Richard sembrano essere a buon punto e ad aiutarlo c’è un trio di giovani assistenti quanto mai variegato e inusuale: Arthur, rampollo di una ricca famiglia, Mary Tucker, cameriera dei Maddox, che sogna di diventare pilota, e infine John, che lavora con il padre nelle miniere di stagno ed è convinto dei propri ideali di pace. Ma l’equilibrio a villa Maddox viene rotto la sera del 26 dicembre quando lo zio di Arthur, scompare nel nulla lasciandosi alle spalle un enigmatico Congegno. Qualcuno dice di aver visto quella sera degli Zeppelin tedeschi volare nelle vicinanze e si fa sempre più viva l’ipotesi del rapimento. Il nostro trio d’amici, che sottecchi sta diventando un triangolo amoroso, si trova di fronte a delle scelte esistenziali, Arthur partirà volontario, contro il parere dei genitori, seguito da Mary che si spaccerà per un maschio, rimarrà solo John ma la sua non sarà un esistenza pacifica e lontana dai pericoli…

Morosinotto ci regala una chicca del genere ucronico che mescola insieme fantascienza, spy story e romanzo di guerra. Soprattutto la sua ucronia è innovativa poiché la piega degli eventi storici non è sostanzialmente mutata l’Intesa ha vinto la guerra è Hitler è salito comunque al potere e minaccia l’Europa, ma è la qualità della vita delle persone comuni, con i successi tecnologici ad essere mutata. Inoltre per anni la storiografia, ufficiale e non, ha sempre dipinto l’Inghilterra come la culla della democrazia, della pace sociale, della libertà, mentre l’autore ci mostra il suo lato oscuro, fatto dalla censura, dalla repressione militare gli alti ufficiali britannici per spietatezza e cinismo non avranno nulla a che invidiare alla loro controparte germanica. Ma soprattutto colpirà il classismo della società britannica e con John scenderemo, letteralmente, nell'inferno della vita di miniera.

Era dai tempi di Contro-passato prossimo del compianto Guido Morselli che non si leggeva un romanzo d’ucronia incentrato sulla Prima Guerra Mondiale così bello. Lo stile di Morosinotto ora descrittivo e ora asciutto e diretto conquista e coinvolge il lettore dall’inizio alla fine.

 

TITOLO: La Notte dei Biplani

AUTORE: Davide Morosinotto

EDITORE: Fanucci

PAG: 400

PREZZO: € 10,00

 

Vito Tripi
Vito Tripi
Vito Tripi collabora con l’Agenzia Stampa Deigma Comunicazioni specializzata in uffici stampa culturali, religiosi, sociali e tecnico-scentifici, con le Riviste “Charta Minuta” e “Storia del ‘900” “L’idea il giornale di pensiero”Dal settembre 2007 è opinionista cinematografico per l’emittente TeleVita nel programma “Lungometraggio”Ha curato la Rubrica Cinema e Libri per il periodico on-line www.nannimagazine.itCura la Rubrica d’arte “Gallerie Romane” per la radio Vaticana nel programma “Attualità della Chiesa di Roma”Cura la Rubrica Arte&Libri per il mensile “Il Giornale del Lazio”Curatore della manifestazione letteraria “Genius Loci” presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Verga

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4 Commenti

  1. Grazie mille per questa recensione, mi ha fatto un immenso piacere. Però non posso accettare il paragone con il capolavoro di Morselli: i maestri come lui vivono in un'altra dimensione 🙂
    Grazie di nuovo.

    • in realtà il suo libro ben si accosta con Contropassato prossimo, a mio avviso ne è un degno erede

  2. Oggi, lunedì 2 novembre si è tenuta la “Commemorazione dei caduti in guerra e dei defunti”, presso il civico cimitero, con il seguente programma: ore 11, sacrario, alzabandiera, onori ai caduti, deposizione di corone; 11.30, chiesa matrice, celebrazione della santa messa officiata dal vescovo, Monsignor Giovan Battista Pichierri.


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