Ansia da interrogazione...
Stamattina la sento addosso...

Ricordo quando l'insegnante arrivava in classe con il chiaro obiettivo di chiamare qualcuno alla cattedra. L'atmosfera nella stanza mutava ed una improbabile sceneggiatura da film giallo di Hitchcockiana memoria, si sostituiva al consueto chiacchiericcio.
Poi il professore apriva il registro e la paura esplodeva in un fragoroso silenzio. Ero nell'occhio del ciclone. Il nulla si impossessava di me per un istante che, libero da pregiudizi temporali, sembrava addirittura infinito. Solo una vocina nascosta ripeteva dentro:
"Se passa la M sei salvo... Se passa la M sei salvo..."

I più bravi riuscivano a mimetizzarsi con le forme del compagno del banco davanti. Altri mutavano allo stato gassoso. Roba da fare invidia a spiderman ed al camaleonte reale. Ed io?
Io ero al primo banco, maledizione!
La mia percentuale di interrogazioni superava del 30% quella dei miei compagni ed ogni volta ero alle prese con colpi imparabili.
Ero continuamente giudicato. Potevo mutare la fisicità del mio aspetto ma in cosa? Un lampione? Una pila di libri? Ironman?

Sono passati oltre vent'anni da allora eppure le cose non sembrano essere cambiate.
Ti giudica la cassiera al supermercato per ciò che compri...
Ti giudica il direttore di banca per quello che economicamente vali... o il pubblico per come giochi...
Ti giudica la moglie per come mangi... gli amici per ciò che scrivi... o per come lo scrivi...
L'edicolante lo fa giudicandoti per ciò che leggi...
Ed infine forse c'è anche un Dio che si diverte a giudicarti per come vivi...

Oggi, come allora, sono sempre seduto al primo banco, con la sola differenza che in fondo potrei anche alzarmi ed andarmene, senza aspettare che quel dito superi la fatidica lettera M.
Potrei mutare e lasciare che decine di figure differenti oggi falliscano nel delicato tentativo di giudicarmi. Adesso non so sotto quale forma potrei mai apparire ad un set di occhi standard. Forse un bambino, forse un cappellaio matto, forse una parete tappezzata di floreale carta da parati o che so... un elefante... magari Dumbo?

Nella mia pachidermica testa con le orecchie grandi, il sogno di volare è avvizzito e due pensieri se ne vanno ora a letto insieme, "pregiudizio" e "conseguenze".
Io vorrei solo tenermi alla larga da entrambi. Dai pregiudizi di cui tutti parlano, dal male che si farà, da quello che si è già fatto e dalle conseguenze che tutto questo comporta.

Esasperato...

Sono davvero stanco, è come se il giudicare fosse una droga nei pensieri di coloro che si sentono in dovere di farlo, o sono preposti istituzionalmente a questo.

Metamorfosi...

Stamattina mi trasformo in una ranocchia, certo che ci sia una chiara possibilità di tornare ad essere principe, ma finisco come cavia da sezionare su un freddo tavolo operatorio.
Volevo solo un bacetto ed invece c'è qualcuno che vuol tirarmi fuori gli organi, giocarci e rimetterli dentro secondo un ordine di gusto arbitrario. Il cuore al posto del fegato, per esempio, pare sia un cult.

Sospiro...

Niki è la mia medicina.
Lei non giudica. Ama.
La vedo dondolare sulla sua altalena con la stessa voglia di buttarsi che avevo io da piccolo.
L'altalena va interpretata...
E' desiderio di volare...
In ogni tentativo è però contemplato un ginocchio sbucciato.

"Marcucci?"
"Si professore..."
"Vieni a parlare un po' dei logaritmi..."
" ecco... E' che ieri è stata una giornata difficile... Sono caduto dall'altalena... Ho passato tutto il pomeriggio al pronto soccorso... Non ho potuto studiare professo'..."
"Marcucci? ma che intenzioni hai quest'anno?"

Quest'anno voglio solo tenermi alla larga dai pregiudizi e coccolare la mia bambina. Semplicemente incurante della lettera M.

Gianluca Marcucci
Gianluca Marcucci
L'anno di nascita è un enigma: Il numero degli sbarcati con Garibaldi, moltiplicato i figli della Lojelo, sottratti gli apostoli, moltiplicato il modello della fiat più venduto nella storia, sottratta la maggiore età, per il numero dei moschettieri, diviso i punti cardinali. Romano di nascita, piemontese di adozione, imprenditore per passione, giornalista per definizione e scrittore per gioco. Dicono che sia un professionista del poker, ma la mia vittoria piu' grande è alta circa un metro, fa qualche capriccio e quando sorride mi trasforma in Peter Pan... http://poker.sportmediaset.it/wpmu/

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5 Commenti

  1. sarà che anche io aspettavo che superassero la lettera M? Sarà che quando vedo il mio piccolo sull'altalena ricordo di una me bambina che cercava di volare sempre più in alto... su su fino al cielo? O sarà semplicemente che ieri ho realizzato quanto il giudizio degli altri volente o nolente influisca in noi ogni giorno, in ogni rapporto che abbiamo con il resto del mondo, volenti o nolenti? Sarà... ma la tua riflessione mi ha messo in moto una serie di pensieri e la mia testa man mano che andavo avanti nella lettura si muoveva facendo segni di assenso... e anche io ho giudicato.... che questo scritto era un buono scritto... un giudizio positivo ma pur sempre un giudizio, Maledetta mania dell'essere umano di giudicare ogni cosa con cui entra a contatto....

  2. Musitano? Vieni alla cattedra e parlaci del De Bello Gallico!! 🙂

  3. anche io mi sento spesso così, solo che ora uno può davvero alzarsi e andarsene.... forse

  4. Tu Marcucci - Io Marucci! Beh, che dire? Stesse sensazioni provate moltissime volte, anche nella vita di tutti i giorni...mi piace molto questo tuo scritto, complimenti!


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