La notte di Gio'

Racconti Michela

In una notte velata di foschia,
con la luna a farle da lampione,
il pianto con cura lavava via
i piccoli dolori di un grande amore.

Un prato la sua casa, un pino il suo soffitto
e una civetta cullava il suo cuore trafitto
dall’incessante paura di amare,
di prendere una mano e improvvisamente volare.

I resti di un mondo antico aiutavan l’immaginazione,
sognava dolcemente di una corte l’atmosfera,
in cui si consumava, con forte passione,
un tenero e fortunato amore d’altra era.

Ma la realtà che fugge l’immaginazione
con ciclonica violenza incalza,
soverchia, distrugge e cancella ogni illusione,
riportandola nel prato a camminare scalza.

A farsi consolare da una stella
che conserva il segreto che il cuor suo favella:
vorrebbe poter provare un amore struggente,
che con intensità si vive spensierati,
un amore da fiaba di cui parla poi la gente…
di quelli senza fine e soprattutto ricambiati.

Michela
Michela
Non potrei essere altro che quella che sono: un cavallo libero in una prateria che non vuole essere domato; una fatina buona che appare quando serve e senza rumore se ne va; una leonessa che protegge i suoi cuccioli e li aiuta a vivere; il caos senza controllo,la mamma, l’amica, l’amante, la moglie che ama nel profondo. Ecco, sono passione, dedizione e propensione. Una sognatrice con i piedi per terra, la quiete e la tempesta, il dramma e la commedia (beh, forse più la commedia!), il tutto e il niente. Sono una come tante… sono io.

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