Ci sono delle mattine in cui mi affaccio alla finestra con la curiosità di chi si chiede se il mondo esista ancora.
Apro gli occhi, guardo.
E tutto è esattamente come ieri. Manca solo una storia da raccontare.
A piccoli passi mi addentro nella mia mente, mi assicuro che il corridoio ci sia e che tutte le porte si trovino sempre allo stesso posto. Ed effettivamente ci sono, ma sembrano chiuse.
Servirebbe una combinazione di pensieri da interpretare, aneddoti dai quali modellare la chiave di ogni possibile porta e pensieri capaci di forgiare a ferro ogni pregiudizio umano.

Ho 5 chiavi.
La prima chiave svanisce come un ricordo, per non farsi raccontare.
La seconda chiave è cioccolata, si scioglie per non farsi tentare.
La terza è buonsenso, e non si può trovare.
La quarta chiave è speranza, naufragata per non farsi soccorrere.
La quinta chiave è fantasia, e si nasconde tra le righe di questa pagina.
Pochi pensieri scritti velocemente, istanti confusi, singoli attimi di vita transitori.
C'è sempre una chiave in ogni piccola storia che scrivo.

C'era una volta un altro me stesso che aveva un numero enorme di amici. Decise un giorno di riunirli nel medesimo posto, la medesima ora, affinché tutti conoscessero tutti, poi se ne andò chiudendo la porta.
La cronaca racconta che nessuno di quelle amicizie sopravvisse all'esperienza combinatoria, poichè nessuno si era accorto che quella porta non era chiusa a chiave.
Senza amicizie la sua vita di giorno si trasformò in una cassettiera in fuga. Avanzava chiusa e si apriva arretrando, tirando fuori decine di camice ben stirate e centinaia di sogni opportunamente piegati.

La sera, quando restava solo al buio, tutti i cassetti prendevano magicamente fuoco. Non sentiva alcun calore, vedeva solo la luce delle fiamme, ma gli bastava chiudere gli occhi per far sparire ogni cosa.
Una volta decise però di guardare ed il fuoco si impadronì della stanza fino al suo letto. Quella notte provò paura e freddo, tanta paura e tanto freddo da non riuscire più nemmeno a distinguerli.

Oggi, ogni volta che un sogno prende fuoco, chiudo gli occhi e non li riapro fin quando, quello che la mia pelle sente non è che il calore della persona che amo.

Gianluca Marcucci
Gianluca Marcucci
L'anno di nascita è un enigma: Il numero degli sbarcati con Garibaldi, moltiplicato i figli della Lojelo, sottratti gli apostoli, moltiplicato il modello della fiat più venduto nella storia, sottratta la maggiore età, per il numero dei moschettieri, diviso i punti cardinali. Romano di nascita, piemontese di adozione, imprenditore per passione, giornalista per definizione e scrittore per gioco. Dicono che sia un professionista del poker, ma la mia vittoria piu' grande è alta circa un metro, fa qualche capriccio e quando sorride mi trasforma in Peter Pan... http://poker.sportmediaset.it/wpmu/

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5 Commenti

  1. Magari ogni volta che un sogno va in fiamme avessimo accanto la persona che amiamo, secondo me il fuoco si spegnerebbe subito...
    o comunque non avrebbe molta importanza


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